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Commodore 64, quando la storia ha inizio

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Ho fatto un computer per le masse, non per le classi

Sono le parole di “Jack Tramiel” (fondatore della Commodore Business Machines) alla presentazione del Commodore 64, nel Gennaio del 1982, presso l’Electronics Show invernale. E aveva perfettamente ragione, infatti dopo il suo lancio, nel 1982, milioni di famiglie poterono permettersi un computer in casa.

Venduto a soli 595 dollari (circa 660 mila lire), con più di 17 milioni di pezzi, è entrato nei Guinnes dei Primati come il PC più venduto di tutti i tempi.

Nato quasi per caso, nel 1981, dall’intuizione di Jack Tramiel che decide di adoperare dei chip di nuovissima generazione (per l’epoca) anziché per delle console di gioco (come nel progetto nativo) per un computer con 64 KB di RAM, il doppio del quantitativo di RAM di molti dei personal computer disponibili nel 1981.

Le principali caratteristiche del C64 (oltre l’inconfondibile aspetto che ricordava un enorme biscotto da latte) erano sicuramente i 64KB di memoria (quantità doppia rispetto ai suoi concorrenti) e il chip video che consentiva una grafica a 16 colori, caratteristica notevole per l’epoca, inoltre con il passare degli anni si moltiplicarono le periferiche disponibili (joystick, registratori, floppy disc, stampanti e per fino tastiere musicali e chitarre elettriche).

Il suo processore lavorava ad 1 MHz il che lo rendeva piuttosto lento, ma nonostante questo fu utilizzato, per quasi tutti gli anni ’80, dai programmatori di tutto il mondo, con oltre 10 mila software sviluppati per ogni tipo di utilizzo, dai programmi di scrittura, ai giochi ad intere suite di applicazioni per l’ufficio.

Andato fuori produzione nel 1993 resta comunque una pietra miliare nella storia dei computer.

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