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BBC mette online 81 anni di trasmissioni

L'emittente britannica ha intrapreso un colossale progetto per trasferire online tutti i contenuti prodotti nei suoi 81 anni di esistenza. Un accordo con la casa discografica EMI consentirà di caricare anche esibizioni e documenti musicali

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Ha 81 anni la televisione pubblica britannica, cioè la BBC, e adesso tutto il suo catalogo sarà digitalizzato e messo a disposizione degli utenti, con una pagina dedicata ad ogni episodio di ogni show, un’impresa titanica che non ha precedenti.

In soli tre mesi già sono state create 160.000 pagine ognuna collegata alla registrazione dell’episodio in questione visibile attraverso iPlayer, il sistema di web video proprietario lanciato un anno fa che ha dato grandissime soddisfazioni al network britannico: «Lo scopo delle pagine è dirigere gli utenti ai programmi, sia su iPlayer, che su altre destinazioni sul sito, su Kangaroo o su iTunes o dovunque siano» ha dichiarato Jana Bennet, direttore del reparto Vision di BBC.

Si è detto più volte come la BBC sia l’industria culturale che, tra le grandi, meglio di tutte sta capendo come mettere a frutto e sfruttare davvero il progresso tecnologico e le opportunità del digitale sia per monetizzare che per offrire i contenuti nella maniera migliore, alle volte anche eccedendo con spese quasi fuori controllo. E i contenuti BBC sono davvero valevoli, tanto che il fatto che si vogliano mettere a disposizione tutti i filmati dell’emittente pone dei problemi, ma anche delle opportunità.

Il primo di tali problemi è legato al diritto d’autore: molto del materiale è sottoposto a copyright non detenuti da BBC, in particolare, le registrazioni musicali live dai loro studi i cui diritti appartengono sia all’emittente che alle etichette in questione. Ora, però, un accordo con la EMI permetterà al servizio pubblico britannico di sfruttare le registrazioni di artisti come Pink Floyd, Beach Boys, Kylie Minogue, David Bowie o Coldplay e all’etichetta di creare CD e DVD con quel materiale per poter guadagnare l’uno dai diritti dell’altro. Una cosa simile a quanto fatto nel 2005 con la Universal.

«Siamo veramente contenti dell’accordo» ha dichiarato al Guardian Pete Duckworth, vice presidente EMI Music: «Nell’archivio BBC c’è un tesoro di materiale di qualità altissima da artisti EMI che finalmente potremo portare ai fan. Allo stesso tempo possiamo anche offrire ai nostri musicisti nuove possibilità di guadagno che prima non esistevano».