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IBM abbatte la barriera del petaflop con Roadrunner

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Roadrunner, questo è il nome scelto per il supercomputer realizzato da IBM presso il Los Alamos National Laboratory nel New Mexico per conto della National Nuclear Security Administration del Dipartimento statunitense dell’Energia.

Il progetto, partito nel 2006 e ultimato di recente con un esborso complessivo di circa cento milioni di dollari, fornirà una potenza di calcolo senza precedenti per applicazioni che spaziano dal nucleare all’astronomia, all’energia, alla climatologia e al genoma umano.

Roadrunner è il primo supercomputer “ibrido”, cioè realizzato con processori eterogenei, e primeggia anche in termini di prestazioni: nessuno prima di lui era riuscito ad abbattere la barriera del petaflop, ovvero mille trilioni di operazioni in virgola mobile al secondo, doppiando così le già straordinarie prestazioni del Blue Gene (fino a 478 teraflops), sviluppato sempre da IBM.

L’architettura del Roadrunner non è così complessa come può sembrare, cerchiamo di riassumere brevemente le sue caratteristiche:

  • 3456 unità “tri-blade” interconnesse con 10000 collegamenti di tipo Infiniband e Gigabit Ethernet, per un totale di 21 miglia di cablaggio utilizzato;
  • Ciascuna unità “tri-blade” è composta da due blade server IBM QS22 e un blade server IBM LS21, rispettivamente equipaggiati con processori Cell Broadband Engine e AMD Opteron dual-core per un totale complessivo di 6948 CPU AMD e 12960 CPU Cell;
  • In ogni componente “tri-blade” i processi standard (per esempio l’input/output) sono demandati ai processori Opteron mentre tutte le applicazioni matematiche e intensive vengono sottoposte ai processori Cell, per una potenza di calcolo totale di 400 gigaflops per “tri-blade”;
  • Il sistema è equipaggiato con un totale di 80 terabyte di memoria;
  • Tutti i componenti del Roadrunner sono sistemati in 288 rack refrigerati “BladeCenter” IBM per un peso totale di 500000 libbre;
  • Il fabbisogno energetico totale ammonta a “soli” 3.9 megawatt, valore estremamente interessante per un supercomputer di tali proporzioni.

Sul lato software si segnala l’utilizzo di sistema operativo e software Open Source basati su RedHat Linux, mentre i benchmark per valutare le prestazioni sono stati effettuati con LINPACK, software specifico per la misura della potenza di calcolo in virgola mobile dei calcolatori.

Il posizionamento ufficiale sulla classifica di TOP500 avverrà il prossimo 17 Giugno in occasione dell’International Supercomputing Conference (ISC08) che si terrà a Dresda in Germania.

Per gli interessati l’appuntamento è quindi fissato tra pochi giorni, i risultati saranno consultabili a questa pagina.

Per approfondimenti tecnici come di consueto vi segnalo entrambe le press relase, in italiano e in inglese, sicuramente più apprezzabile dagli addetti ai lavori per la maggiore precisione dei contenuti.

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