In fuga da Yahoo
Continuano gli abbandoni eccellenti a Sunnyvale. Dopo le defezioni dei cofondatori di Flickr è ora il tempo di altri tre top manager, responsabili di asset cruciali per la società, e dell'ideatore del servizio del.icio.us. Jerry Yang è sempre più isolato
Vish Makhijani, senior vice president e general manager del settore ricerca, sarebbe invece determinato ad abbandonare Yahoo per approdare a Yandex, il motore di ricerca russo. Il manager lascia dopo quasi sei anni di intensa collaborazione con Sunnyvale. Infine, Qi Lu, a capo del settore cruciale Search and Advertising Technology Group, dovrebbe a breve abbandonare la società e Panama, uno dei progetti di Yahoo per gli annunci pubblicitari maggiormente conosciuti sul Web.
Alla lista, ormai in continua evoluzione e costante aggiornamento, si è da poche ore aggiunto anche Joshua Schachter, il fondatore del servizio del.icio.us, il portale per il bookmarking acquisito nel 2005 da Yahoo. La decisione di lasciare Sunnyvale sarebbe maturata in seguito ai continui rimandi per la definitiva implementazione di una nuova versione di del.icio.us. La recente fuga di top manager e sviluppatori avrebbe indotto Schachter ad accelerare i tempi, assumendo l’importante decisione di abbandonare al più presto il gruppo. L’inventore del sito di bookrmarking non ha esitato a definire la sua esperienza a Yahoo come qualcosa di incredibilmente frustrante.
Secondo numerosi analisti, la lunga lista degli abbandoni potrebbe essere il primo stadio per una imminente riorganizzazione societaria. Una mossa particolarmente attesa dagli azionisti, che confidano in forti segnali da Sunnyvale per poter confermare la loro fiducia nella società in cui hanno investito le loro risorse. Ma l’ipotesi non sembra piacere particolarmente ai manager di Yahoo, ormai sotto pressione da mesi e costantemente afflitti dall’incertezza sui loro destini nella società. Intanto, numerosi sviluppatori sembrano essere determinati a lasciare Sunnyvale accettando le interessanti proposte che giungono da Redmond. Microsoft sembra dunque essere determinata a sedersi sulla riva del fiume e attendere.
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