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P2P legale ma a pagamento?

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L’idea di un network P2P assolutamente legale anche se a pagamento sembra piacere molto ai giovani inglesi, come risulta da un sondaggio riportato dall’organizzazione britannica British Music Rights. I risulti del sondaggio appaiono molto interessanti:

Oltre il 90% degli intervistati (il campione è compreso fra i 14 e i 24 anni) possiede un lettore MP3 e in media ciascuno contiene quasi 1800 brani musicali, anche se circa la metà è stata scaricata illegalmente mediante i programmi di P2P (utilizzati dal 63% degli intervistati).

Addirittura l’80% del campione ha dichiarato di essere molto interessato a un servizio legale di file sharing per il download di brani musicali e di essere disponibile a pagare per usufruirne.

Dal sondaggio emerge anche che solo il 15% di chi non condivide MP3 lo fa per paura di essere citato in giudizio, mentre ben il 30% lo fa per motivi di sicurezza.

È certamente giusto retribuire gli artisti, ma, almeno in Italia, non si può dimenticare che bisognerebbe comunque abolire l’equo compenso, che costituisce un balzello assolutamente ingiusto.

Voi sareste disponibili a pagare per un servizio legale di P2P?

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