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Google propone le mappe fai-da-te

Dove Google Maps non può arrivare, possono però arrivare gli utenti. La geolocalizzazione delle informazioni assume così ottica user generated e con Google MapMaker gli utenti possono modificare e creare autonomamente le mappe a disposizione di tutti

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Dopo aver fotografato gran parte del globo grazie ai satelliti, dopo aver proposto un servizio mappale senza precedenti, dopo aver messo a disposizione tali informazioni al mondo gratuitamente tirando dietro sé altri grandi gruppi del mondo digitale, ora Google va oltre e mette le mappe direttamente a disposizione dell’editing degli utenti.

Non tutte le zone del mondo, infatti, sono sufficientemente coperte dal servizio Google Maps. Per questo motivo Google ha intuito come una logica “wiki” è una valida soluzione per andare a costituire un compendio ove gli strumenti non sono fino ad ora arrivati. L’utenza del luogo e tutti gli utenti interessati ad una zona potranno così contribuire apportando la propria conoscenza sul web tramite i semplici strumenti messi a disposizione dai tecnici di Mountain View.

L’esempio adoperato da Google per illustrare le qualità del nuovo servizio Google MapMaker è quello del Myanmar, zona già coperta proprio da informazioni inserite secondo la nuova procedura oggi aperta a tutti. Non tutte le mappe sono aperte alla libera modifica, ovviamente. Le zone indicate da Google sono le seguenti: «Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Bermuda, British Virgin Islands, Cayman Islands, Grenada, Jamaica, Netherlands Antilles, St. Kitts e Nevis, St. Lucia, St. Vincent e the Grenadines, Trinidad e Tobago».

Ogni utente potrà intervenire sulle mappe e, se conosce sufficientemente bene il posto, potrà ergersi a moderatore andando a monitorare anche le modifiche altrui. La logica del wiki potrà così offrire valore importante a livello locale, offrendo inoltre a Google un nuovo percorso “user generated” per il completamento della mappatura del mondo.

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