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C’era una volta il Grillo Parlante

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C’era una volta… nel 1984 la favola di Pinocchio ha vissuto una seconda giovinezza per merito della Texas Instruments e del Grillo Parlante.

Lo Speak&Spell, questo l’originale in inglese, creato dall’ingegnere Paul Breedlove nel 1978 e tradotto nel nostrano Grillo Parlante dalla Clementoni, fu un grande successo dei giochi degli anni ’80.

Un computer educativo che attraverso la sua voce, un sintetizzatore vocale, aveva la finalità di insegnare a leggere e a scrivere ai bambini. Sulla parte superiore c’era un display stretto e lungo su cui apparivano le parole digitate premendo i pulsanti/lettere della tastiera.

Era uno dei primi portatili, con tanto di maniglia sulla parte superiore e il funzionamento a pile. Quel suo colore arancione, poi, lo dipingeva proprio come un gioco, ma forse era qualcosa di più.

Dicevamo del suo nome, il Grillo Parlante, non poteva chiamarsi altrimenti dopo aver sentito la voce che usciva dal chip TI TMC0280, l’equivalente di HAL 9001 per i bambini.

Se componevi la parola correttamente non c’erano problemi. Guai a sbagliare la digitazione. Il grillo al primo errore faceva finta di non aver capito (“Non ricevo! Riprova e controlla”) ,a al secondo errore tuonava: (“Non ho ricevuto! Avevo chiesto…”) seguiva l’umiliante spelling della parola sbagliata.

E il tono era proprio del precettore seccato che sta cercando di alfabetizzare un perfetto ignorante. Insomma, il Grillo non perdonava, un po’ come quello della favola, e l’unico modo per andarci d’accordo era diventare dei bambini bravi (buoni non era discriminante).

Ora lo trovate su eBay oppure negli scatoloni in cantina di quando eravate bambini (se lo eravate nel 1984).

Altrimenti per capire che grilli avevamo per la testa potete provare online la versione in inglese su speaknspell.co.uk.

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