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Kangaroo rinviato di 6 mesi, indagini in corso

Si intravedono problemi all'orizzonte della BBC, partecipe con ITV e Channel4 al progetto Kangaroo il cui lancio sarà soggetto all'approvazione da parte della Commissione per Competitività. Il problema è che tra iPlayer e Kangaroo la BBC sarebbe dominante

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L’attesa partenza di Kangaroo dovrà essere spostata in avanti di 6 mesi per motivi legali. Il sito è stato infatti deferito alla Commissione per la Competitività dall’ufficio che regola il commercio britannico perchè potenzialmente potrebbe danneggiare l’esistenza di un libero mercato nel suo settore e quindi anche i suoi consumatori.

Nato come progetto lo scorso Novembre, Kangaroo dovrebbe essere l’Hulu britannico, cioè una piattaforma per distribuire in rete i contenuti di tre dei principali canali televisivi del Regno Unito (BBC, Channel4 e ITV), qualcosa su cui si punta molto. Infatti in Gran Bretagna già l’iPlayer di BBC sta facendo grandi cose nel mondo del video in rete, mostrando un dimensione di successo dei contenuti televisivi e para televisivi mandati solo in rete e gratuitamente.

Ed è proprio per l’esistenza di iPlayer che l’Office of Fair Trading (OFT) non vede di buon occhio Kangaroo. L’emittente pubblica britannica avrebbe così il quasi monopolio delle piattaforme di video per la rete, cosa che gli consentirebbe di decidere i prezzi in totale autonomia, in special modo quelli delle pubblicità da accompagnare ai video. Le parti in causa hanno anche proposto dei rimedi ma sono stati valutati assolutamente insufficienti a risolvere la questione.

Il problema sembra che anche le linee di difesa degli altri canali che partecipano a Kangaroo come ITV non siano particolarmente convincenti: «Abbiamo ricevuto questo rinvio proprio mentre altre compagnie come Google e Apple sono libere di costruire le proprie posizioni dominanti nel Regno Unito senza che nessuno dica nulla» ha dichiarato a PcPro Michael Grade, capo di ITV.

Ma l’accusa dell’OFT è che Kangaroo non avrebbe fornito una documentazione sufficientemente esaustiva sulla propria posizione di mercato. Non ci sarebbero dunque le basi per un giudizio equo e bisogna allora aspettare che la Commissione per la Competitività svolga le sue indagini, cosa che non accadrà prima di Dicembre.