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ICANN libera tutti

L'ICANN ha deciso: dal 2009 si potrà registrare qualsiasi dominio previa presentazione di esplicita richiesta a prezzi pattuiti. I possibili problemi sono però molti e si attende ora un regolamento attuativo prima di dare il via alla critiche

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Tutto è cambiato nel giro di pochi anni. Progressivamente, a piccole spallate, tra lo scetticismo generale. Ma tutto è cambiato. Non è difficile ricordare quella internet che si ergeva su poche colonne portanti, pochi punti di riferimento fondamentali che venivano identificati in .com, .it, .net e .org. Era tutto qui: un dominio nazionale da sbandierare e tre domini generali da cui attingere per il proprio brand, la propria idea, il proprio nome o cos’altro. Vicissitudini varie hanno costretto qualcuno in tribunale, ma con il senno del poi era quello un modo facile, semplicistico, dove le diatribe erano perlopiù determinate dalla scarsità delle risorse e dunque dal valore intrinseco delle stesse. La corsa ai domini era come la corsa all’oro, e per qualcuno è stato oro colato davvero.

Ora tutto cambia. Ancora non sappiamo come, probabilmente nemmeno perchè, ma nel giro di pochi mesi la nuova spallata sarà cosa fatta. Ci troveremo con milioni di nuovi domini a disposizione, ci troveremo con una nuova porta spalancata su affari e meccanismi spesso oscuri ai più. Ci troveremo con un nuovo paradigma che dovremo imparare ad affrontare. L’ICANN ha deciso così.

Ad oggi si sa ancora poco o nulla. L’ICANN ha ufficializzato solo la decisione generale, ma il tutto deve ancora passare la determinante fase dei regolamenti attuativi che dovranno mettere ordine in quello che è il nuovo orizzonte tracciato. Secondo l’ente che governa l’istituzione e la gestione dei Top Level Domain, infatti, è passato il tempo in cui i domini debbono essere scelti dall’alto: sia il mercato a scegliere, siano gli attori del mercato a proporre, sia la base ad esprimere le proprie necessità.

L’idea, di per sé, sembra ispirarsi a regole libertarie impeccabili. Formalmente il processo non fa una grinza. Ma basta scavare appena appena sotto l’apparenza per intuire che qualcosa di veramente grosso stia accadendo, qualcosa di talmente rivoluzionario da suscitare il timore di non saperlo affrontare se non con regolamenti più che affidabili ed in grado di dipanare anticipatamente ogni minimo dubbio.

Dopo l’ufficializzazione della scelta dell’ICANN in pochi si sono espressi pubblicamente in proposito. Il tema è troppo vasto e il cambiamento è troppo repentino, il disorientamento generale è stato evidente e probabilmente faceva un po’ parte delle strategie comunicative scelte: il cambiamento fa sempre paura, meglio stupire che non accomodare. Lo scetticismo è nell’aria: è evidente che l’annuncio ha generato timori fondati che, in assenza dei regolamenti, è però incauto esporre. Bisogna però provarci, se non altro per capire cosa ci aspetta nei mesi a venire, quando dalla regola generale si dovranno discernere tutte quelle regole e codicilli su cui dovranno misurarsi i webmaster, gli esperti di marketing e gli utenti in futuro.

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