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Anche la droga è 2.0

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È un nuovo e recente fenomeno, che si è cominciato ad affermare tra i “colleghi” spagnoli e che si sta diffondendo lentamente anche in Italia.

Si tratta di una droga che non si assume passando dai canali tradizionali, ma da quelli dell’etere: è Internet che diventa il mezzo di diffusione e di fruizione di questa “sostanza”.

Usiamo le virgolette perché parlare propriamente di sostanza non è del tutto corretto: andiamo sul sito ufficiale di questo servizio e cerchiamo maggiori informazioni, non se ne trovano molte a dire la verità.

Bisogna girare un po’ per i vari blog per leggere le esperienze di chi l’ha provata veramente.

Ne parla anche il nostro Giacomo Dotta su Webnews: scherzando sugli effetti che questa comporta.

La precisione di Paolo Attivissimo è come al solito provvidenziale per chiarire di che cosa si tratti, leggiamo direttamente dal suo sito:

In realtà si tratta di binaural beat: due suoni, a frequenze udibili e riproducibili dalle cuffie normali, e leggermente differenti l’uno dall’altro come frequenza: per esempio, uno è a 300 Hz e l’altro è a 307. Ascoltati in cuffia, in modo che uno solo dei due suoni raggiunga ciascun orecchio, producono un terzo suono per battimento. Per fare un paragone stiracchiato, è come se vi arrivasse un mi in un orecchio e un fa nell’altro e il vostro cervello generasse una nota che è la differenza fra il mi e il fa.

Io, personalmente, concordo pienamente con Attivissimo quando si tratta di parlare con persone “competenti”. Quello che manca, in questo caso – come in molti altri “scandali all’italiana” – è il parere di persone realmente preparate in grado di parlare seriamente dell’argomento.

Qualcuno di voi è in grado di offrirci il suo punto di vista?

Voi cosa ne pensate?
Sarebbe interessante usare questo spazio per confrontarsi: quali sono i rischi di una “droga” del genere, quali le controindicazioni? Ci sono solo “vantaggi” nell’assumere via orecchio queste vibrazioni? Fateci sapere cosa ne pensate.

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