Digital.it
QR code per la pagina originale
news_efba1f18f44fd2eb.jpg

Accessibilità, l’UE non vuol perdere altro tempo

La Commissione Europea ha indetto una consultazione pubblica volta ad omologare le varie legislazioni nazionali regolanti i termini dell'accessibilità alla rete. La consultazione, resa nota in giornata da Governo.it, sarà aperta fino al 27 agosto.

L’accessibilità al World Wide Web è nel tempo divenuta elemento fondamentale nello sviluppo della rete: considerata ormai come elemento discriminante, l’accessibilità si è imposta come punto di discussione primario nella redazione delle regole che devono governare il futuro di Internet. Anche il Governo ora fa la sua parte comunicando sul proprio sito ufficiale l’iniziativa con cui la Commissione Europea chiede la collaborazione dei cittadini nel tracciare le linee guida di un corretto legiferare in materia.

«La Commissione europea, ha promosso, il 2 luglio, una consultazione pubblica su “Accessibilità dei siti web e altri strumenti per la e-Accessibilità“. La Commissione invita i cittadini europei ad esprimere la loro opinione relativamente a ulteriori provvedimenti da adottare per migliorare l’accessibilità dei siti internet in Europa, a partire da quelli delle amministrazioni pubbliche. Nel novembre dello scorso anno, infatti, è stato pubblicato lo studio “MeAC, misurare il progresso della e-accessibilità in Europa” che valutava in che misura sono rispettate, negli Stati membri, le linee guida per l’accessibilità dei contenuti internet stilate dal consorzio del World Wide Web (W3C). Dall’indagine è emerso che, nonostante i ripetuti inviti da parte dei capi di Stato e di governo dell’Ue a migliorare la situazione dell’accessibilità dei siti, conformandosi alle linee guida del W3C, gli utenti disabili continuano a incontrare grandi difficoltà nella fruizione dei contenuti».

La Commissione Europea parte dunque da un dato di fatto: è assodato che, nonostante gli impegni profusi negli anni passati, l’accessibilità rimanga un problema preminente che necessita di un intervento organico e deciso: «la Commissione ritiene prioritario il superamento degli ostacoli che, a tutt’oggi, impediscono a un numero significativo di persone di accedere a quelle opportunità che tali servizi offrono ai suoi utenti». Il problema non è tanto nell’assenza di regole, quanto piuttosto nell’omogeneizzazione delle stesse all’interno dell’Unione Europea.

«La consultazione prende in esame anche altri ambiti di applicazione della e-accessibilità per i quali il livello rimane relativamente basso, nonostante la loro diffusione sia capillare, quali ad esempio gli apparecchi televisivi o i terminali self-service»: il tutto è disponibile in lingua inglese sul sito della Commissione. Entro pochi giorni, annuncia il Governo, sarà disponibile anche una versione in lingua italiana. La consultazione pubblica rimarrà aperta fino al 27 agosto.

Se vuoi aggiornamenti su Accessibilità, l’UE non vuol perdere altro tempo inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://martin.sarsini.it Martin Sarsini

    Interessante come proprio il sito della commissione Europea con il questionario sia completamente inacessibile, ridicolo se si pensa che il questionario e’ rivolto prima di tutto proprio a persone disabili.

  • massimo

    prima di tutto è necessario un po’ di buon senso.
    le regole fatte da stanca sono assurde:
    - innanzitutto creano un’altra categoria di consulenti, che ovviamente vanno ingrassati a spese del contribuente
    - le regole si potrebbero ridurre alla raccomandazione di usare il buon senso e un minimo di esperienza nel fare il sito: non mi sembra servano leggi per questo
    - infine c’è un errore di base che va corretto: non è pensabile fare i testi di dimensioni variabili, è una stupidaggine assoluta: spesso i contenuti web sono impaginati con santa pazienza in modo che il tutto abbia una struttura ergonomica e gradevole a vedersi. se il testo cambia dimensione le pagine si sfasciano: nessun cliente accetterebbe questo e nessun professionista lo gradirebbe. io ho fatto un solo sito accessibile e poi l’ho smontato facendolo normale perché con le lettere grandi era uno schifo.
    è molto più logico che chi non ci vede bene usi un software di ingrandimento, che trasformi ogni pixel in 4, 9, 16 pixel uguali. in questo modo il contenuto si ingrandisce a volontà senza sfasciarsi, il disabile vede tutti i siti non solo quelli pubblici, e chi fa i siti non diventa pazzo per delle stupidaggini. mi sembra il minimo del buon senso.

    restono così aperte solo questioni minori facilmente risolubili e tutti viviamo felici e tranquilli con buona pace di stanca.

  • BLah

    @ massimo
    i nuovi browser (ff3, opera 9.5) zoomano senza distruggere il layout originale del sito (le immagini vengono ingrandite proprio come il testo). Almeno quelli che ho provato io!