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Larga banda? Spinge, ed è spinta, dai social network

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Juniper Netowks ha recentemente commissionato a Ciao Group un’analisi di mercato relativa alle abitudini degli utenti europei di servizi di connessione a larga banda. Il campione intervistato (costituito da 5.000 utenti che hanno sottoscritto servizi a larga banda in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) ha evidenziato alcune interessanti tendenze che, in gran parte, riguardano da vicino i servizi tipicamente utilizzati dai navigatori del cosiddetto Web 2.0. Considerando che le interviste sono state effettuate ad Aprile 2008, si tratta di dati ancora molto “freschi”.

Uno degli aspetti messi in luce da chi ha accesso a banda larga al Web è il successo dei social network e dei sistemi di comunicazione online che riguardano la gestione dell’identità digitale. In particolare, quasi il 25% degli intervistati ha indicato nei social network un sistema privilegiato per rimanere in contatto con amici e parenti, mentre circa il 37,5% ha sottolineato come questi servizi saranno sempre più importanti nel prossimo futuro.

Ora, non è affatto facile capire se la banda larga traini i social network o sia il contrario, ma in ogni caso è certo che il mondo del Web 2.0 non può prescindere dalla disponibilità di una connessione di qualità al Web, possibilmente senza limiti orari.

Se per il 47% degli italiani infatti la telefonia fissa tradizionale è destinata a perdere di importanza, e per il 59% l’IPTV darà del filo da torcere alla “vecchia” TV, pare ovvio che i servizi multimediali e interattivi veicolati dal media Web richiederanno sempre maggiori risorse di banda.

Viene da chiedersi se il Web 2.0 avrebbe mai potuto nascere senza la larga banda.

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