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Partito Pirata USA contro la MPAA

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Il “Partito Pirata” non è un’associazione attiva solamente in Svezia: esso opera anche negli Stati Uniti e, oltretutto, ha rilasciato uno studio molto interessante, anche se solo in versione preliminare. In esso si criticano le cifre con cui la MPAA quantifica i presunti danni subiti in seguito ai sempre più numerosi fenomeni di pirateria, facilitati dalle reti di P2P.

Secondo la MPAA, come riporta TorrentFreak, i danni ammonterebbero a ben 6 miliardi di dollari. Ma il Partito Pirata non è d’accordo e afferma che tali dati sono praticamente inventati.

Indipendentemente da tali valutazioni, in linea generale sembra che in molti casi si gridi agli ingenti danni subiti dalle major (discografiche e cinematografiche), oltre che dalle case produttrici di software, senza tuttavia poterli realmente quantificare. C’è da dire, però, che i profitti stellari dei divi e gli altissimi costi dei film non potrebbero essere sostenuti in mancanza di un adeguato ritorno economico. Sembra, quindi, che la situazione non sia poi così grave come denunciano MPAA, RIAA e altre associazioni simili…

Di certo la pirateria è un fenomeno illecito e da condannare. Ma parimenti è da condannare l’assimilazione del P2P alla pirateria, come troppo spesso avviene. Inoltre, appare strano che, nonostante le elevatissime sanzioni previste in diversi casi dalla normativa vigente (si pensi alle multe previste in Italia), il fenomeno non sembra diminuire. Secondo voi bisognerebbe innalzare ancora le sanzioni per renderle più efficaci?

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