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Sandisk precipita in borsa

I dati negativi della seconda trimestrale di cassa e le previsioni poco rosee per i prossimi mesi hanno causato un crollo delle azioni Sandisk, che hanno superato quota -24%. La società prevede flussi di cassa in calo anche per il prossimo trimestre

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La borsa ha accolto con sensibile pessimismo i dati diffusi da Sandisk sulla sua seconda trimestrale di cassa per l’anno in corso. La società californiana ha subito un vero e proprio capitombolo a Wall Street nella giornata di ieri, muovendosi in terreno negativo al di sotto dei venti punti percentuali per buona parte della seduta. Una trimestrale di cassa meno positiva del previsto e prospettive poco incoraggianti avrebbero instillato un profondo scetticismo tra gli azionisti, favorendo le speculazioni e la conseguente vendita di numerosi pacchetti azionari in borsa.

Nelle ore precedenti alla caduta del titolo, Judy Bruner, responsabile per le finanze di Sandisk, aveva messo in guardia gli investitori sulla prossima trimestrale di cassa, destinata probabilmente a seguire la scia dell’attuale, con flussi di cassa molto minori rispetto al previsto. La società specializzata nella produzione di memory chip sconta, infatti, un sensibile rallentamento nella vendita delle sue memorie, con un numero molto alto di scorte ancora inevase. Da qui la necessità di compiere azioni di marketing molto aggressive con un notevole abbatimento del prezzo dei dispositivi, che inevitabilmente porterà a un incasso tra i 750 e gli 850 milioni di dollari. Una cifra ragguardevole, ma ben distante dagli 1,24 miliardi di dollari previsti dagli analisti per il prossimo trimestre, e lontano dal miliardo di dollari dello scorso anno.

Le previsioni poco rosee per il futuro immediato di Sandisk si sono unite ai dati non particolarmente brillanti fatti registrare nel secondo trimestre di quest’anno. La società californiana ha subito un rallentamento nelle vendite, con guadagni inferiori del 5% rispetto al medesimo trimestre dello scorso anno, attestandosi sulla cifra di 688 milioni di dollari. I numeri della trimestrale di Sandisk confermano il momento di sofferenza del comparto legato alle memorie, con un livello di produzione dei chip superiore all’effettiva domanda da parte dei produttori di dispositivi e degli stessi consumatori. Gli altri settori in cui Sandisk è attiva hanno comunque salvato la società da perdite eccessive, consentendo una chiusura del secondo trimestre con incassi complessivi pari a 816 milioni di dollari, meno 1% rispetto allo scorso anno.

In una seduta molto contrasta, ma costantemente in terreno negativo, Sandisk ha chiuso le contrattazioni a Wall Street con un -24,04%, pari a 13,62 dollari per singola azione, per poi riguadagnare qualche decimo nel corso degli after hours. Negli ultimi tre mesi, il valore delle azioni della società sono passati dal picco di maggio pari a 33 dollari circa, agli attuali 13,62 in un declino progressivo e pressoché costante.

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