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Focus sul mercato dei semiconduttori

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I dati del secondo trimestre dovrebbero confermare che Stm è in grado di convivere con il rallentamento delle economie occidentali e di mettere a segno crescite superiori a quelle del mercato di riferimento.

Gli analisti si aspettano che i ricavi del periodo Aprile-Giugno si attestino intorno ai 2,35 miliardi di dollari: l’incremento è di quasi l’8%. In Aprile l’AD Carlo Bozotti aveva previsto un aumento compreso tra il 5% e l’11% a partire dai livelli comparabili del primo trimestre, ovvero dal valore al netto della divisione memorie flash, scorporata a partire dal secondo trimestre. Il dato si confronta con una stima di crescita del mercato mondiale dei chip per il 2008 del 4,3%.

Il giro d’affari si espande e anche la redditività tiene. Il margine lordo è atteso dall’analista di Cazenove François Meunier al 37%, in calo dal 37,6% del primo trimestre 2008 ma in ripresa dal livello medio del 2007 (35,4%). L’utile netto dovrebbe infine attestarsi intorno ai 125 milioni di dollari, corrispondenti ad un utile per azione tra 0,13 e 0,15 dollari.

Il titolo è reduce da una settimana di recupero, un rialzo del 12% che ha portato la perdita da inizio anno al 27%, nello stesso periodo di tempo lo Stoxx dei titoli tecnologici ha perso il 23%.

Il primo produttore europeo di chip è impegnato in un’operazione di rilancio in grado di ridare vigore anche ai corsi azionari: nell’ultimo anno il titolo si è dimezzato e in quelli precedenti non è stato in grado di tenere il passo del rally delle Borse. L’intervento più significativo della svolta voluta da Bozotti è stato lo scorporo della divisione memorie flash ma, accanto a questo passo, ci sono stati importanti aggiustamenti e adeguamenti della struttura produttiva, in particolare in quella che produce semiconduttori per la telefonia mobile.

I cellulari sono importanti per il gruppo, anche dopo il consolidamento della joint venture Numonyx, il peso dei chip per i telefonini sui ricavi complessivi resta significativo, è il 31%. A questo riguardo, da Nokia sono arrivate la settimana scorsa indicazioni favorevoli: la società finlandese, il primo cliente di Stm, ha ritoccato al rialzo le stime sulle vendite di apparecchi cellulari nel mondo nel 2008.

Meno incoraggiante quanto comunicato dalla coreana Lg Electronics, la società ha avvertito che nel corso dell’anno la redditività della sua divisione di telefonia mobile scenderà a causa dell’incremento della competizione e del rallentamento della domanda. La settimana scorsa Sony Ericsson ha comunicato utili del trimestre in drastico calo a causa del calo delle vendite di telefonini di fascia alta.

Un’anticipazione importante sullo stato di salute delle società che forniscono chip all’industria del cellulari arriverà stanotte dalla trimestrale della statunitense Texas Instruments, una società simile a Stm in termini di tipologia di prodotti.

Martedì scorso Intel, il numero uno al mondo dei chip, ha sorpreso gli analisti annunciando ricavi per il terzo trimestre a 10-10,8 miliardi di dollari, la società californiana ha tranquillizzato gli investitori sugli effetti della frenata dell’economia, nessun effetto, perlomeno per il momento.

Nello stesso giorno invece la svizzera Micronas, produttore di semiconduttori per l’industria dell’auto e per la TV digitale, ha presentato la quinta semestrale consecutiva in perdita e ha tagliato, per la seconda volta nel corso dell’anno, le stime sul 2008: il titolo è sceso sui minimi degli ultimi 10 anni.

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