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La pirateria video stenta ad incidere sulle vendite

Anche quest’anno le vendite e il noleggio di DVD non sono colpite dal P2P. Nonostante la pirateria sia in netto aumento e in special modo quella video (dato l’emergere sempre più preponderante del traffico torrent sugli altri) lo stesso il report Home Media ha registrato addirittura un aumento nelle vendite e nei noleggio di DVD [...]

Anche quest’anno le vendite e il noleggio di DVD non sono colpite dal P2P. Nonostante la pirateria sia in netto aumento e in special modo quella video (dato l’emergere sempre più preponderante del traffico torrent sugli altri) lo stesso il report Home Media ha registrato addirittura un aumento nelle vendite e nei noleggio di DVD e Blu Ray.

I dati parlano di una crescita da 6,8 miliardi all’inizio del 2007 a 6,87 miliardi all’inizio del 2008, un 1,1% di incremento che è esattamente quanto registrano gli studi di produzione. I noleggi sarebbero addirittura aumentati del 2,6%, da 3,7 a 3,9 miliardi di dollari. Dunque al contrario del mercato del disco (che versa in una crisi molto più profonda) non sembra che quello del video stia subendo la medesima sorte al crescere della pirateria. Il mercato è ancora molto florido e addirittura registra una crescita.

E’ ovvio che una fetta è sicuramente mangiata dalla pirateria, lo possiamo avvertire tutti i giorni che le persone scaricano e non vedono, ma occorre calcolare quale fetta sia e soprattutto la praticità di tutto questo meccanismo. Al contrario della musica il video per molti deve essere infatti trasportato sul televisore e questo non è ancora facilmente realizzabile.

Discorso diverso andrebbe invece fatto per il download legale, che è ancora troppo giovane, troppo localizzato nei soli Stati Uniti e quindi ininfluente, ma che potrebbe costituire una vera minaccia per il modo in cui riesce appunto a collegare pc e televisore o anche il televisore direttamente alla rete.

Eppure, data la natura più “anziana” del pubblico televisivo e cinematografico rispetto a quello musicale, è facile ipotizzare come sarà necessario molto più tempo perchè avvenga una vera rivoluzione.

Update
http://blog.webnews.it/05/08/2008/univideo-la-pirateria-danneggia-il-videonoleggio/

Se vuoi aggiornamenti su La pirateria video stenta ad incidere sulle vendite inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com Gabriele Niola

    Innanzitutto nessuno ce l’ha con i videonoleggio, si cerca solo di constatare una situazione, se proprio dobbiamo individuare un nemico è la mentalità statica.
    Ho detto la mentalità statica e non chi scarica illegalmente perchè quello ormai è un fatto. Purtroppo è un fatto. Anche io preferirei ci fosse meno pirateria e anche io ritengo che si debba pagare per determinati beni, tuttavia sono nel mondo delle tecnologie e del cinema ad un livello di profondità tale da capire che la situazione non si risolverà in questo (cioè epurando i pirati), semplicemente non accadrà e non perchè non ce ne sia la volontà (figuriamoci se le grandi etichette e i grandi studio non hanno interesse a sanare i terribili buchi che si ritrovano), ma perchè non è possibile.

    A nuove tecnologie nuove soluzioni e nuovi circoli economici, il mondo sta cambiando l’abbiamo notato tutti, sta cambiando il sistema economico, sta cambiando quello politico e tutto a partire dalle nuove tecnologie di comunicazione. Il cinema come la musica sono una parte di questo cambiamento e non è pensabile combatterlo con strumenti vecchi. La repressione vecchio stampo semplicemente non funziona.
    Occorre cavalcare le novità rinnovare i modelli di distribuzione e di business, inventare nuove modalità e venire incontro al consumatore in maniere diverse. Quali? Non lo so, se lo sapessi lo farei e rimedierei anche dei soldi, ma non lo so. Eppure da qui, leggendo, vedendo, ascoltando (anche voci come la sua) consumando e sperimentando vedo che non si può semplicemente reprimere. La pirateria non sarà mai azzittita di colpo, non si potrà chiudere il rubinetto e basta, internet non è come gli altri media ed è tempo di rendersene conto per porvi rimedio e ritornano ad una situazione di legalità diffusa.

  • enzo

    mi sa tanto che tutta questa tecnologia ha bruciato i neuroni a molti, internet e nato come mezzo di lavoro , ora ci trovi di tutto , anche la pedopornografia e moltissime schifezze , se questo deve essere il nostro futuro, preferisco ritornare quando ero bambino , nessuna tecnologia e si viveva meglio, crescevamo sani ora ci troviamo un popolo di giovani rimbambiti, seduti davanti ad uno schermo e che non apprezzano + la vita. che gli possino ha tutti, un bel virus informatico e ritorniamo indietro di 50 anni almeno si ritorna ad apprezzare quello che abbiamo

  • Aldo

    Eccola la notizia, una vera notizia!!
    Tutto ciò che ha postato sono parole sacrosante! l’unica cosa che vanno spostate come un puzzle.
    Con il metodo sarkozy si scoprono nuove tecnologie, quello di non permettere il furto d’autore, giustamente sensibilizzare chi scarica come ho fatto io non porta a grandi risultati.
    Parliamo di economia, si sa che nel nostro paese gli ISP muovono tanto fatturato quanto posti di lavoro, e allora è difficile competere con chi detiene o tiene in pugno un governo.
    Ma allora a chi ci possiamo rivolgere?
    ALLA STAMPA!!!!! Perchè siamo in un paese democratico che ha seppellito la dittatura da più di mezzo secolo.
    Ma perchè la stampa non ci aiuta?
    sempre per il solito motivo che gli ISP detengono il potere, cioè molta pubblicità o sponsor su tutte le testate giornalistiche, e se i giornali parlano contro INFOSTRADA TELECOM FASTWEB TELE2 Ecc. allora perdono parte del loro fatturato!!!!!!!!!
    Mica si può parlare o scrivere male dei propri clienti!
    Ecco l’economia dove finisce, nel nascondere l’inlegalità.
    Gli ISP fanno l’osservazione che non spetta a loro il compito di controllare i provider, ma a loro aspetta solo il compito di guadagnarci sopra gli abbonamenti di coloro che scaricano inlegalmente, ma se la colpa non è loro allora di chi è?
    Cioe anno creato una tecnologia che sta distruggendo altri settori senza privi di controlli.
    Per quanto mi riguarda è come se un capitalista fa costruire una superstarda priva di segnaletica e di forze dell’ordine ma si vuole guadagniare solo i soldi del casello autostradale!! è logico che andrebbero tutti a testare i motori dei loro bolidi a discapito di qualche morto in più!
    Se la legge non viene fatta rispettare ogni settore subirebbe enormi disagi, non per colpa della tecnologia per colpa del sistema, sicuramente se le autostrade erano tutte private e muovevano l’economia del nostro paese nessuno permetteva l’esistenza dell’autovelox.

    Voglio scrivere una cosa saggia che arriva dai miei nonni:
    L’OCCASIONE RENDE L’UOMO LADRO.

    E gli ISP in questo caso sono L’OCCASIONE!!!

  • Gabriele Niola

    Possiamo fare tutte le ipotesi che vogliamo su supposte connivenze e improbabili guadagni (dalla pirateria ci perdono tutti,da chi farebbe soldi vendendo musica a chi vede sovrasfruttata la propria banda da un traffico eccessivo, fino a chi rischia le continue cause che scoppiano). Ma il problema continua a non essere questo.
    Tre, quattro o cinque anni fa ci si poteva accanire contro la pirateria, si poteva pensare di reprimere questo crimine come si reprimono gli altri con regole e applicazione delle regole, con strumenti e cavilli. Ma la questione è più complessa e dopo quasi 10 anni di lotta abbiamo capito che non si può combattere così la pirateria. Come un sistema viene soppresso ne sorgono altri 10, come una regola viene individuata altri 10 cavilli escono fuori.
    Il traffico dati in rete tira in ballo troppe variabili nazionali e sovranazionali nonchè sovracontinentali alle quali si potrebbe porre rimedio solo con un sistema “cinese”. Nemmeno la cura Sarkozy (pessima per come porta avanti un’idea di dipendenza di una forma di cultura a scapito di un’altra e come penalizzi la comunicazione in rete) ha fatto qualcosa.

    Non è questione di non scrivere male dei propri clienti, un lettore attento si rende conto che in realtà i propri clienti e gli ISP sono spesso criticati,solo che non sono criticati per quello che vorrebbe l’utente medio, perchè l’utente medio non si rende conto che per quelle cose non vanno criticati gli ISP. Chi fornisce connettività non deve essere responsabile per ciò che viene veicolato, chi fa un’autostrada non può avere una polizia privata e non può preoccuparsi degli incidenti che vengono provocati.
    La questioe come ho detto è più complessa, non a caso non riusciamo a venirne ancora a capo (ma prima o poi accadrà) nonostante sia interesse di tutti.

    Nemmeno la potentissima Russia è riuscita a mettere a tacere AllOfMp3, il sito ruso che vende musica a prezzi ridicoli (1 centesimo al brano).

  • Winston Smith

    E’ additrittura imbarazzante leggervi.
    Vivete in Italia quindi ci si aspetta che le statistiche le prendiate da chi di dovere nel vostro paese e il rapporto univideo (che sono quelli che hanno in mano i diritti dei film,n.d.r.) è decisamente chiaro:
    Calo del 20% nel rental (noleggio n.d.r.)e calo per la prima volta quest’anno anche nel sell (vendita n.d.r.).
    Il rispetto si merita quando si riportano notizie cercando fonti valide e attendibili non quando si cercano pigramente in rete.
    Quando si cercano dati a casaccio in rete si meritano insulti e io sono qui per questo.
    Io faccio il mio lavoro e magari sbaglio talvolta, recensisco male un film o lo inserisco in un genere sbagliato, se un cliente me lo fa notare non commento come Giovanni.
    Voi lo fate palesemente male, ripeto basta cercare i dati reali visibili a tutti nel vostro paese, il rapporto dell’associazione che rappresenta i titolari dei diritti è visibile nel sito di univideo e non dovrei essere io a segnalarlo ma voi giornalisti a cercarlo prima di scrivere queste stronzate.
    E’ un piacere vedere che dipendenti del giornale che acquisto quotidianamente scrivono bestialità simili, aiuta a capire che butto i miei soldi nel cesso.
    Certo scrivere nella testata giornalistica che ha dato asilo a gente del calibro di Giorgio Bocca mi farebbe pensare che si è affidabili ma evidentemente nell’Italia di oggi non ci si può più fidare di nessuno.
    Io forse fra un paio d’anni grazie alla pirateria sarò disoccupato ma mi auguro che chi vi dà la possibilità di scrivere si renda conto in meno di due anni che non siete adatti a reperire e commentare notizie visto che siete dei completi incompetenti.
    Uscite di casa e andate a parlare con le persone che questo lavoro lo fanno invece che leggere finte statistiche in internet.
    Ho letto che vi è chiaro che la pirateria è presente e dilagante allora come cazzo fate a pensare che non abbia conseguenze tangibili? Che paese di merda, gente come voi sarebbe quella che deve informare….

  • Winston Smith

    Non so se si riferisce a me o a Giacomo, ad ogni modo io scrivo anche su carta e se domani i giornali di carta dovessero chiudere (come d?altra parte sembra accadrà) io mi trasferirò a scrivere in rete. E se non potrò scrivere in rete perchè i quotidiani in rete falliranno tutti comincerò a fare radio e via dicendo.
    Il cambiamento accade e sta a noi cavalcarlo perchè dove si chiudono porte se ne aprono altre. L?alternativa è rimanere immobili e lamentarsi.

    Io mi riferisco a lei, vada a sbadilare escrementi di porco è evidentemente l’unico lavoro che un personaggio con le sue competenze ha.
    Parla di fatalità, se le videoteche chiudono è perchè devono chiudere, scrive che le cose cambiano, scrive che la gente non guarda cinema perchè gioca ai videogame e in un altro post scrive che invece mai come oggi c’è voglia di cinema.
    Metta i suoi due neuroni d’accordo e pensi alla situazione che vive chi dalla pirateria subisce un danno quotidiano.
    Non tutti abbiamo la possibilità di saltare di palo in frasca come lei,da quotidiani a web a radio.
    Spero che prima o dopo chi le dà la possibilità di scrivere sui quotidiani rinsavisca e le faccia capire cosa vuol dire perdere il lavoro.
    Con una semplice differenza che lei quando perderà il lavoro, capiterà vista la sua incompetenza nel trovare le fonti, se lo sarà meritato mentre noi lo perdiamo perchè è consentito il furto del prodotto che noi trattiamo.
    Parlo di prodotto perchè matrimonio alle bahamas è un prodotto e non è cultura ma viene comunque rubato.
    Certo visto il tenore delle sue risposte deve essere il suo film preferito di quest’anno.

  • Winston Smith

    Possiamo fare tutte le ipotesi che vogliamo su supposte connivenze e improbabili guadagni (dalla pirateria ci perdono tutti,da chi farebbe soldi vendendo musica a chi vede sovrasfruttata la propria banda da un traffico eccessivo, fino a chi rischia le continue cause che scoppiano). Ma il problema continua a non essere questo.
    Tre, quattro o cinque anni fa ci si poteva accanire contro la pirateria, si poteva pensare di reprimere questo crimine come si reprimono gli altri con regole e applicazione delle regole, con strumenti e cavilli. Ma la questione è più complessa e dopo quasi 10 anni di lotta abbiamo capito che non si può combattere così la pirateria. Come un sistema viene soppresso ne sorgono altri 10, come una regola viene individuata altri 10 cavilli escono fuori.
    Il traffico dati in rete tira in ballo troppe variabili nazionali e sovranazionali nonchè sovracontinentali alle quali si potrebbe porre rimedio solo con un sistema ?cinese?. Nemmeno la cura Sarkozy (pessima per come porta avanti un?idea di dipendenza di una forma di cultura a scapito di un?altra e come penalizzi la comunicazione in rete) ha fatto qualcosa.

    Non è questione di non scrivere male dei propri clienti, un lettore attento si rende conto che in realtà i propri clienti e gli ISP sono spesso criticati,solo che non sono criticati per quello che vorrebbe l?utente medio, perchè l?utente medio non si rende conto che per quelle cose non vanno criticati gli ISP. Chi fornisce connettività non deve essere responsabile per ciò che viene veicolato, chi fa un?autostrada non può avere una polizia privata e non può preoccuparsi degli incidenti che vengono provocati.
    La questioe come ho detto è più complessa, non a caso non riusciamo a venirne ancora a capo (ma prima o poi accadrà) nonostante sia interesse di tutti.

    Nemmeno la potentissima Russia è riuscita a mettere a tacere AllOfMp3, il sito ruso che vende musica a prezzi ridicoli (1 centesimo al brano).

    Sempre complimenti per il suo modo di trattare i problemi.
    Lei parla della cura Sarkozi e la critica senza nemmeno sapere quando entrerà in vigore.
    Ribadisco vista la sua capacità di reperire informazioni lo smaltimento di escrementi di porco (ma anche di vacca) è il lavoro giusto per lei.
    Spero vivamente che a questo punto il suo neurone sano la spinga a fare qualche ricerca più approfondita prima di rispondere ma qualcosa mi dice che non sarà così…

  • Winston Smith

    No le videoteche chiuderanno se il commercio online saprà offrire una valida alternativa, chiuderanno se schiacciate dal commercio immateriale, come chiuderanno i negozi di dischi.
    Sappiamo bene che poi in realtà nulla è mai così netto e che nulla uccide perfettamente qualcos?altro, che il commercio elettronico poi non sostituirà di fatto quello materiale, tuttavia possiamo dire che se molte videoteche chiuderanno sarà per quello.
    E anche se per una ipotesi impossibile le videoteche dovessero chiudere solo per la pirateria vorrà dire comunque che avranno fatto il loro tempo, è l?evoluzione sociale che lo determina e non la concorrenza legale. Ci sono cose che sono inarrestabili. Non si può tirare la corda per tutto questo tempo con i prezzi dei dischi e non pagarne lo scotto ad un certo tempo, non si può abusare della pazienza degli amanti della musica in eterno proponendo dischi che hanno 8 tracce inutili e 3 di valore. Semplicemente non si può e alla prima occasione la gente è insorta.

    Sappiamo bene che nessuno si sente un criminale scaricando e la pirateria è vissuta come una riscossa e una vendetta contro le avide major.

    ho tenuto solo questo, le videoteche chiudono causa pirateria piaccio o meno.
    Non sky non i vdeogame, la pirateria.
    Lei parla di prezzi, come commentarla?
    Forse vive troppo la sua vita on line, esca di casa e scopra che il noleggio di un film costa spesso meno di un capuccino con brioches.
    E soprattutto esca da quella mentalità,è imbrazzante leggere un giornalista che dà informazioni senza ragionare.
    Forse i suoi lettori scaricando pensano di combattere le major= multinazionali.
    Ma se loro non capiscono io continuo a aspettarmi da lei in quanto giornalista qualcosa in più.
    Scaricare vuol dire favorire multinazionali.
    Il Pc che si acquista è prodotto da multinzionali, i programmi che si usano lo sono, la banda è di loro proprietà, persino la corrente elettrica con cui si muove il tutto è di proprietà di multinazionale.
    Le consiglio di ascoltare ILARIA CONDIZIONATA una canzone di Caparezza, nelle sue analisi mi ricorda molto la protagonista della canzone in questione.

  • http://blog.webnews.it Giacomo Dotta

    Egr. Winston Smith, ho pubblicato senza censure i suoi commenti per evidenziare quanto siano un attacco personale e quanto poco di argomentato ci sia.

    Nessuno ce l’ha con il videonoleggio. Si sono riportati dei dati, si è strutturata una tesi, si discute tutti assieme sulla validità della stessa.

    Non le auguro di spalare sterco, anzi, la ringrazio per il suo contributo. Penso che sia un approccio migliore.

    Per il resto le chiedo solo una piccola spiegazione, perchè mi lascia un po’ basito: che c’azzecca Giorgio Bocca in tutto ciò?

    :)

  • Copperfield

    Mi permetto di citare il Dott. Niola:

    “…io scrivo anche su carta e se domani i giornali di carta dovessero chiudere (come d?altra parte sembra accadrà) io mi trasferirò a scrivere in rete. E se non potrò scrivere in rete perchè i quotidiani in rete falliranno tutti comincerò a fare radio e via dicendo.
    Il cambiamento accade e sta a noi cavalcarlo perchè dove si chiudono porte se ne aprono altre. L?alternativa è rimanere immobili e lamentarsi…”

    E’ indubbiamente vero. Ma negli esempi da lei riportati si tratterebbe di continuazioni dello stesso lavoro dove ha competenza e professionalità da esternare sia pure con mezzi tecnologici differenti.
    Purtroppo la tecnologia è nemica del videonoleggiatore e sfruttarla per “riciclarsi” in versioni più innovative e al passo con i tempi è praticamente per lui impossibile. Questo particolare non dovrebbe essere sottovalutato se si vuole portare avanti un confronto realmente intelligente.

    Ancora:
    “…la particolarità quasi esclusiva della pirateria informatica è che non solo è praticata da tutti (perchè facile e accessibile) ma soprattutto è percepita da tutti come necessaria e ?giusta?. Ovviamente è una percezione sbagliata, perchè non è giusta, ma occorre interrogarsi su cosa abbia portato così tante persone in tutto il pianeta (non solo in Italia) a pensare che sia ?giusta?. Forse l?offerta tradizionale va ripensata dalla base, forse non è più adeguata a cogliere le esigenze dei consumatori…”

    La percezione (in un paese civile tra quest’ultima e la realtà dovrebbe esserci sempre una separazione) della giustezza è effetto semplicemente della impunità. Si badi bene: la mancata punizione non riviene dal fatto che non eiste un complesso normativo, ma dalla connivenza degli ISP cui questo infinito traffico dati porta lucro.
    Cerchiamo di essere onesti tutti: gli ISP sono i pusher della pirateria e loro lo sanno. Se vuole Le posso riportare le parole pronunciate davanti a me dal Responsabile degli Affari Esterni di TelecomItalia Media (del quale non mi sovviene il cognome in questo moemnto) in un workshop di un paio di mesi fa cui ho avuto la fortuna di partecipare. Sono fortemente indicative, glielo garantisco.
    Semplicemente siamo in Italia e la tradizionale e spiccata refratterietà alle leggi che da sempre contraddistingue la nostra deprecabile cultura, ha trovato applicazione,questa sì, ancora una volta.
    Ora c’è poco da fare. Se milioni di persone praticano impunemente una prassi al punto da diventare una consuetudine, quest’ultima può anche essere utilizzata come impianto normativo di riferimento; a condizione però, e solo a questa condizione, che non ne esista già uno.
    Che però c’è, benchè sarebbe opportuno rivederlo.
    Altro discorso, per finire, è l’auspicabile evoluzione dell’offerta. Ma penso meriterebbe uno spazio a sè.
    Saluti,

    Copperfield

  • elisa

    Non è un attacco personale Sig. Giacomo, è solamente una risposta ad una sua affermazione stilata precedentemente.

    Dopo le nostre testimonianze potrebbe scrivere un articolo per legalizzare (io direi eliminare ma so che sarebbe utopia) la pirateria che ne dice? Per dimostrarci che il Sig. Winston ha torto nel giudicare il suo operato.

    Io attendo.

    Saluti

    Elisa

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Se devo scrivere un articolo per ribaltare artificiosamente un’opinione, ovviamente non potrei. Se devo scrivere un articolo per riportare un diverso punto di vista sulla questione, partendo da dati differenti… beh, l’ho già fatto ed è indicato nell’update:

    http://blog.webnews.it/05/08/2008/univideo-la-pirateria-danneggia-il-videonoleggio/

    Non resta che ripetere: nessuno qui vuole difendere la pirateria. Si sta solo suggerendo un approccio diverso alla materia, perchè anni di lotta alla pirateria non hanno consegnato risultati. Criminalizzare un intero paese non serve, e non è già servito all’estero: l’esperienza deve insegnare. Occorre ripensare la cosa, per l’interesse stesso dei videonoleggiatori. Il mercato sta cambiando, la pirateria è espressione di un malessere che va capito. Non perdonato, non scusato, ma studiato e capito alla radice.

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    P.s. Potrei sapere da dove giungete tutti? Si è parlato di questo post su altri siti dedicati alla professione del videonoleggio? Se potrò approfondire la vicenda al ritorno dalle vacanze, sarò lieto di occuparmene ancora. Grazie mille.

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com Gabriele Niola

    Non capisco come mai Winston Smith non legga tutto e critichi comunque. Attacca i dati riportati parlando di Italia come se non avesse letto che sono dati che si riferiscono al mercato statunitense e che in coda abbiamo accluso quelli italiani (a cui è stato anche dedicato un altro post), attacca me e Giacomo come fossimo la stessa persona e poi dice che ci contraddiciamo (abbiamo solo opinioni di poco divergenti come tutti gli esseri umani). Ci invita ad andare a fare altri lavori e poi ci dice di fare meglio il nostro. Soprattutto vorrebbe che facessimo meglio il nostro dicendo quello che ha in mente lui.
    Ma noi quello che ha in mente lui non lo scriviamo, abbiamo delle opinioni diverse (esposte 1000 volte in questi commenti) che vedono la pirateria in maniera più complessa, non come un cancro da estirpare ma come un fenomeno a cui porre fine con approcci diversi, specialmente cambiando l’offerta. Non che quella delle videoteche faccia schifo, solo per molti motivi non è più adatta, lo si vede.
    In Italia ancora non ha aperto la sezione video di iTunes, ma in America sta facendo buoni numeri per non dire di quella audio che vende abbastanza bene con numeri in continua crescita, dimostrando che probabilmente una presenza in rete è la risposta o quantomeno un nuovo percorso da iniziare.

    Winston Smith ci vorrebbe contro le multinazionali, contro gli ISP contro tutti mentre noi non siamo in particolare contro nessuno, cerchiamo di dare dei dati (e nonostante quello che dice i dati sono corretti, abbiamo le fonti, abbiamo le controprove) e cerchiamo di darne un’interpretazione che sia obiettiva. Ad ogni modo pubblichiamo molti post e molti articoli ed essendo in tanti qualche volta è capitato che ci fossero due voci discordanti, pareri differenti o anche dati differenti (perchè magari si fa riferimento a due studi diversi che hanno affrontato il problema da ottiche diverse).
    Su Webnews il pluralismo c’è sempre stato. Quanto poi alla storia di Giorgio Bocca veramente è incomprensibile, si tratta di un altro giornale per il quale solo ogni tanto scrivo solo io e comunque non di queste materie. E anche lì (nonostante un bacino infinitamente più ampio) nessuno ha mai avuto a che ridire sui dati delle mie inchieste.
    Se ne faccia una ragione.

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com Gabriele Niola

    Elisa io capisco la sua volontà ma anche che scrivessimo (e ogni tanto è capitato) un post nel quale a grandi linee viene detto LA PIRATERIA FA MALE ALL’INDUSTRIA BISOGNA SOPPRIMERLA cosa cambierà?
    Non cambiano nulla le pubblicità che vanno al cinema prima dei film (suscitano solo risate), non cambiano nulla gli appelli dei professionisti e tantomeno quelli di attori e registi, cosa può cambiare un nostro post?

    Penso che sia più interessante parlare di come vada la situazione oltreoceano in un mercato che è più avanti del nostro come evoluzione e che per molti versi (ma non tutti) anticipa ciò che accadrà qua, per dare modo anche a gente come voi di capire che sta succedendo e magari porre dei rimedi, farsi venire un’idea, combattere come può.
    Se ci sarà domani un servizio di videonoleggio online nuovo lo leggerà per prima su queste pagine (come già capitò con FilmIsNow.it), se ci saranno novità nella regolamentazione lo leggerà qui senz’altro, se ci saranno novità nelle statistiche, negli studi o nei provvedimenti lo leggerà qui.
    Ma scrivere semplicemente NON RUBATE. Mi sembra una goccia nel mare.

  • Winston Smith

    Quanto poi alla storia di Giorgio Bocca veramente è incomprensibile, si tratta di un altro giornale per il quale solo ogni tanto scrivo solo io e comunque non di queste materie. E anche lì (nonostante un bacino infinitamente più ampio) nessuno ha mai avuto a che ridire sui dati delle mie inchieste.

    La”storia” di Giorgio Bocca è di così difficile comprensione?
    Io ho letto che lei collabora anche con La Repubblica che è il quotidiano che leggo ogni giorno.
    Mi lascia semplicemente basito leggere che un giornalista che scrive su quel giornale, che ospita quotidianamente giornalisti stimati e attenti alle fonti, non sia in grado di rielaborare e ricercare fonti attendibili.
    Il fatto che nessuno abbia mai avuto da ridire sulle sue inchieste è semplicemente improbabile.
    E comunque in questo caso come vede qualcuno ha da ridire.

  • http://blog.webnews.it Giacomo Dotta

    Mi permetto di ririsegnalare l’altro post: http://blog.webnews.it/05/08/2008/univideo-la-pirateria-danneggia-il-videonoleggio/

    Commentando sempre questo, lo si mette in risalto. E non si fa nulla per la causa. Chi “tifa” per i dati Univideo, ha di che commentare senza lasciare Copperfield da solo.

    Perchè se questo deve essere uno scontro personale, finisca qui. Se invece vogliamo argomentare sull’argomento (e questo è il nostro obiettivo dichiarato per la ripresa dei lavori a fine agosto), quell’altro post è un buon inizio.

    O no?

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com Gabriele Niola

    E soprattutto basta con i dati sbagliati. I dati sono corretti. Si riferiscono al mercato statunitense e sono corretti. Sono. Corretti.
    Per i dati italiani a gran voce abbiamo inserito un altro post come Giacomo ha avuto premura di segnalare ad oltranza.
    Se Winston Smith ha delle prove del fatto che i dati da me segnalati sul mercato americano sono sbagliati le tirasse fuori.

  • nikname

    sono senza parole
    scrivete in un giornale destinato a un pubblico italiano con dati che si riferiscono al mercato statunitense ????
    cmq il Sig Winston Smith è stato molto educato io sarei andato piu sul pesante
    …….

  • elis

    Gabriele la goccia nel mare è già qualcosa piuttosto di nulla meglio piuttosto.
    Se veramente ci fossero delle notizie condite come chi sa condire secondo me smuoveremo l’opinione pubblica avventuando che chi “ruba” viene punito (ma si sa siamo in Italia ed è l’onesto che ci rimette) o dovremmo inventarci uno scoop con i fiocchi (sto pensando ad uno scandalo politico-multimediale-pornografico che dici?.

    Facciamo parte di un forum e precisamente
    http://www.videotecheforum.it/index.php?s=2aa19d524db3d2cc5362bde8ebf0beaf&act=idx
    venga a farci visita l’aspettiamo.

    Bene scrive per Repubblica..(non è uno dei miei quotidiani preferiti, anzi:-))non potrebbe inserire in prima pagina un articolo? Mi adopererò per lo scoop e lei mi prometta la prima pagina:-).

  • marco boss

    Mi permetto di pensare solo che qualcuno un pò represso trovi qui l’occasione di sfogarsi con gente che fa il proprio lavoro (e fa informazione, che poi l’informazione non piaccia o non collima con le nostre personalissime inclinazioni mentali…questo è un altro discorso…la verità è verità anche se non piace) e non tenga presente che per essere ospitati e per essere ascoltati quando si parla in un gruppo bisogna meritarsi l’appartenenza al gruppo e di certo usando parole volgari o offendendo qualcuno perchè non fa il proprio lavoro come vorrebbe qualcun’altro…non penso che aiuti a farsi sentire dagli altri, anzi infastidisce solamente….
    Un consiglio a chi ha avviato il post…mi verrebbe voglia di consigliarvi la chisura del post in quanto mi sembra un ricettacolo di persone lamentose e basta, hanno ragione i videotecari, ho mio cognato che lo è e sta pensando di convertire (e pian piano lo sta già facendo) la propria attività limitando sempre più quella del videonoleggio, quindi ciò testimonia il fatto che sono a conoscenza del disagio di questo tipo di operatori anche se non lo vivo personalmente, però cercare di dare la colpa solo alla pirateria mi sembra un pò una forzatura (ripero…MI SEMBRA), ……però chiudere un post solo per zittire persone capaci di “vomitare” solo volgarità sarebbe un atto di mancanza di riguardo verso tutti gli altri che, anche se rabbiosamente, ma educatamente, esternano le loro opinioni.
    Salve

  • Copperfield

    @ Giacomo Dotta
    —————
    “Potrei sapere da dove giungete tutti?”

    Oddio…detta così sembra un pò l’attracco di un peschereccio di disperati che sulle coste adriatiche chiede asilo politico :D
    A pensarci bene la situazione di molti è comunque drammatica.
    “Giungiamo” da http://www.videotecheforum.it, uno dei due forum nazionali di videonoleggiatori.
    L’altro, che vi consiglio parimenti di leggere è:

    http://www.pantareiweb.com/body/forum/3/index.php

    Questi sono i due riferimenti nazionali.

    “Se ci sarà domani un servizio di videonoleggio online nuovo lo leggerà per prima su queste pagine (come già capitò con FilmIsNow.it), se ci saranno novità nella regolamentazione lo leggerà qui senz?altro, se ci saranno novità nelle statistiche, negli studi o nei provvedimenti lo leggerà qui.
    Ma scrivere semplicemente NON RUBATE. Mi sembra una goccia nel mare”

    Sono d’accordo. I videonoleggiatori stanno timidamente iniziando a valutare la loro presenza nel futuro. Scenari difficili da prevedere, sovvertitori totali di equilibri ormai datati, metteno paura; come non potrebbe? Ma è un nostro problema.
    Da parte vostra, invece, potrebbe essere utile alimentare da queste pagine un dialogo con il popolo aiutandoci a far capire – se ritenete opportuno sposare la causa – che rubare non è comunque eticamente corretto. Educare, però, sarebbe di gran lunga più produttivo.
    Come Presidente per Roma e Provincia di A.N.V.I. (Associazione Nazionale dei Italiani) – emanazione di Confesercenti – avremmo anche piacere di entrare nelle scuole, nelle radio, nei giornali (con il Messaggero e Corriere della Sera l abbiamo già fatto. E Repubblica?) e nella televisione per trovare insieme un modo di far crescere i ldruncoli del web e portarli a rango di sani consumatori.

  • Aldo

    elisa – 08 Agosto 2008 – 09:55
    Non è un attacco personale Sig. Giacomo, è solamente una risposta ad una sua affermazione stilata precedentemente.

    Dopo le nostre testimonianze potrebbe scrivere un articolo per legalizzare (io direi eliminare ma so che sarebbe utopia) la pirateria che ne dice? Per dimostrarci che il Sig. Winston ha torto nel giudicare il suo operato.

    Io attendo.

    Saluti

    Elisa

    di Giacomo Dotta – 08 Agosto 2008 – 10:02

    Se devo scrivere un articolo per ribaltare artificiosamente un?opinione, ovviamente non potrei.

    Qua non si tratta di un’opinione di un privato o un cinefilo, ma di Videonoleggiatori, più di noi chi?
    Comunque due miei colleghi Carlo e Antonella “Anto che ha commentato su questo post” stanno prendendo adesioni per mandare ad un quotidiano di livelli Nazionali.
    Intanto siamo quasi 100 Videonoleggiatori e l’iniziativa è partita poco più di una settimana fa “credo che la cosa cambia rispetto un’opinione”
    Se vuole anche lei le adesioni ci faccia sapere, si ricordi che le statistiche arrivano direttamente dai nostri ordini o fatturati. Chi meglio di noi?

  • Pippo

    Cari Signori,
    il mio e’ un’invito e neanche troppo velato, smettiamo di discutero con persone che non vogliono ,e questa e’ la mia speranza, capire….
    …buona serata.

  • Winston Smith

    Ribadisco che avete delle difficoltà a controllare le fonti.
    Oltre all’articolo di cui sopra che solo dopo le nostre segnalazioni è diventato un articolo sul mercato statunitense, viene da chiedersi perchè allora un giornalista attento non abbia inserito nel titolo:
    La pirateria video stenta ad incidere sulle vendite.
    le semplici parole:
    nel mercato statunitense.
    Ma anche nei commenti si continua a riportare dati non veri ad esempio:
    Nemmeno la cura Sarkozy (pessima per come porta avanti un?idea di dipendenza di una forma di cultura a scapito di un?altra e come penalizzi la comunicazione in rete) ha fatto qualcosa.
    Bene, caro “giornalista” mi sa dire da quanto tempo è entrata in vigore la cura Sarkò?
    Quando con una semplice ricerca lo scoprirà,vediamo se è in grado di reperire le fonti…., mi dovrà spiegare in base a che cosa è giunto a questa geniale conclusione.
    Aggiungo anche che se quest’anno non vi è stato un calo nel mercato del rental americano per scrivere quello che avete scritto bisognerebbe anche avere un idea di come è andato negli anni precedenti.
    Faccio un esempio per spiegare quello che intendo dire( io non sono un giornalista potrei esprimermi male o dimenticare qualche elemento importante nel titolo) se il mercato del rental negli stati uniti è calato del 20% due anni fa, del 10% l’anno scorso e non è calato quest’anno secondo lei si può dire che la pirateria non influenza il mercato?
    Ultimissima cosa io non tifo per i dati univideo come nessun collega qui presente.
    Noi li viviamo sulla nostra pelle tutti i giorni.
    Forse è per questo che MI ALTERO A LEGGERE ARTICOLI COME QUESTI.
    Ciò detto quando avrò più tempo magari le parlerò anche del mercato in specifico e dei suoi possibili sviluppi ma le dico fin da ora che la sua analisi è anche in questo caso sbagliata, i-tunes e qualsivoglia altro servizio di scarico legale non decollano e dubito decolleranno mai finchè la pirateria avrà questa forza.
    Se necessita di collaboratori che le ricerchino fonti attendibili lo dica ci rendiamo disponibili.
    Lei si ricorda quando si vendevano i cd?
    Le pare che i -tunes si avvicini minimamente ai numeri che si facevano una volta nel mercato musicale?
    Crede che questo aiuti a far emergere nuovi artisti?
    Crede che la cultura musicale migliorerà grazie al sacco quotidiano on line di opere videomusicali?
    Io non la conosco, non la leggo e non ce l’ho con lei ma le consiglio di guardarsi meglio intorno la realtà è diversa da quella che descrive.

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com Gabriele Niola

    L’articolo ha sempre citato la sua fonte apertamente e nelle prime righe, non ha mai nascosto il suo intento. Il mercato statunitense è infinitamente più grande importante e influente di quello italiano dunque è quello che per default si dà per scontato. Se parlo di “mercato” parlo di quello statunitense non certo di quello italiano, in quel caso parlo di “mercato italiano”.
    Siamo una testata italiana di tecnologia e parliamo quasi sempre di cose che non riguardano l’Italia e non per esterofilia ma perchè all’estero accadono le cose valevoli. Poi quando queste accadono in Italia riportiamo anche queste, ma accade più di rado.

    La cura Sarkozy non ha avuto alcun effetto, e non importa che sia entrata in vigore o meno. Quello che non capisce è che il mercato moderno non si valuta più in termini di causa/Effetto ma di informazione. L’iPhone è stato rivoluzionario e ha cominciato a dividere il mercato ben un anno prima della sua uscita, al suo solo annuncio. La cura Sarkozy ha generato un monte di discussioni, imitazioni, applicazioni e dibattiti al suo annuncio ben prima della sua messa in pratica.
    E’ una questione teorica e non pratica in questo caso. Mentre per quello che dice lei la questione invece è meramente pratica. iTunes non fa i numeri della vendita di CD ma quello che non capisce è che non può continuare a dare la colpa esclusivamente alla pirateria. Non sa che chi compra di più è anche chi scarica di più.
    Ci sono dei meccanismi nuovi e quindi strani che regolano il nuovo mercato, non funziona più che la gente scarica per non pagare, quantomeno non sempre. Spesso scaricano e comprano insieme.

    Le cose cambiano.

  • Winston Smith

    e lei continua a fare disinformazione.
    Mi consolo, se mai avrò difficoltà soffiarle il posto sarà uno scherzetto.
    P.s. comunque vedo che non è riuscito a sapere una data, complimenti è un attento giornalista che sa come trovare le sue fonti.
    Passo e chiudo.

  • marco

    Cari NIOLA E DOTTA…

    ((( Tre, quattro o cinque anni fa ci si poteva accanire contro la pirateria, si poteva pensare di reprimere questo crimine come si reprimono gli altri con regole e applicazione delle regole, con strumenti e cavilli. Ma la questione è più complessa e dopo quasi 10 anni di lotta abbiamo capito che non si può combattere così la pirateria…)))

    C’erano una volta qualche anno fa…. due Pay TV, una si chiamava Stream, l’ altra TELE+, dopo un avvio positivo con l’ avvento di internet erano entrate in crisi, grazie alle smart card pirata e ai codici reperibili su internet in tempo reale. Già allora ci si domandava chi poteva avere l’interesse a diffondere tali codici ??? Forse gli unici che ci guadagnavano !!! guarda caso anche allora gli unici che ci guadagnavano erano le compagnie che fornivano la connessione ad internet, comunque torniamo al succo, Tele+ e Stream perdevano milioni di euro ogni mese, ( le videoteche erano in crisi ) e non se ne usciva, allora seguendo la vostra logica cercando nuovi metodi di diffusione, le due società avrebbero dovuto che ne so, spostarsi sul filo investendo qualche miliardo di euro, anziché restare immobili ed arrivare al fallimento,ma così non fu,… un bel giorno arrivò il principe azzurro, mi sembra si chiami MURDOCK, baciò le belle addormentate nel web, e con un semplice ricambio dei decoder e della codifica di criptaggio, chiuse i rubinetti dei scrocconi, e la paytv unificata rifiorì come d’ incanto, e ancor di più rifiorino le videoteche. Infatti dal 98 al 2005 penso siano stati i miei migliori anni.

    morale della favola, contro il gratis qualsiasi servizio per quanto bello e perfetto non vincerà mai, resterà sempre un servizio di nicchia per appasionati.
    Se non lo volete capire, non c’è nulla da fare voi potete immaginare quanti copie potrebbe vendere per esempio Tuttosport, Il corriere dello sport se ogni giorno in edicola si distribuisse la Gazzetta dello sport gratis ?
    I vostri cari colleghi potrebbero scrivere che IBRHA torna alla Juve che Del Piero va all’Inter etc.. ma non li comprerebbe quasi nessuno.

    avevo detto che non avrei mai scritto ma davanti a tanta ottusità proprio non ci riesco, ci sono degli stati dove vengono tagliate le mani ai ladri, è vero ci sono sempre furti, ma ci sono tante persone senza mani

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com Gabriele Niola

    Contro il gratis nessun servizio vincerà mai

    Verissimo infatti nessuno ha detto che la pirateria non vada combattuta. Credo che l’avremo scritto un milione di volte in questi commenti che la pirateria va combattuta per un numero infinito di ragioni.
    Ma la cosa più importante è che combattere e basta la pirateria non serve a nulla. L’unico modo con cui (forse) si può sperare di ritornare ad una situazione di legalità è combattere la pirateria e contemporaneamente fornire un’offerta nuova e diversa. Nessuno mai tornerà al vecchio regime.

  • marco

    ora forse ci siamo,FERMIAMO LA PIRATERIA internettiana !!!!E’ la cosa essenziale per la ripresa del mercato, poi ognuno PAYTV isp etc. studierà le proprie strategie, io per esempio offro già ora il noleggio on-line, potrei fare il servizio consegna e ritiro a domicilio, potrei invetarmi una tariffa flat che permette di noleggiare illimitatamente, ma ripeto è prioritario bloccare la pirateria, altrimenti a chi offro i miei servizi ? se in uno stagno ci sono 5 pesci è inutile calare 100 lenze, tanto solo 5 pesci abbocheranno !!!!
    Quindi e per questo che i colleghi non accettano discorsi del tipo, ormai la pirateria non si può fermare, detto da un giornalista, perchè sanno vivendolo sul campo che senza il blocco di tale virus, ogni medicina è inutile !!!!
    più chiaro di così non so !!!!
    Un buon weekend a tutti primi i miei colleghi !!!

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com Gabriele Niola

    Ma non basta dirlo e non basta sperare che la pirateria non si possa fermare. Quello che non si capisce è che ora come ora non si può fermare senza un’alternativa, non si può semplicemente bloccare tutto e lo dico perchè non ci siamo riusciti nemmeno un poco in 10 lunghi anni di lotte legali milionarie (YouTube-Viacom), cause su cause e milioni di dichiarazioni, spot, sensibilizzazioni e soldi spesi.
    La pirateria non ha subito nessun danno da tutto ciò, anzi sono nati nuovi metodi.
    Il punto è invece studiare chi è che pirata e quali sono i suoi bisogni, iTunes sta facendo un lento ma ottimo lavoro e proprio perchè gran parte di quelli che comprano da loro scaricano anche. Ha capito che quel pubblico può fare entrambi e sta cominciando a dare alternative. Solo di questo passo si può pensare di ridurre la pirateria a percentuali ragionevoli.

  • Winston Smith

    Insomma a suo parere la pirateria si può combattere solo se si riesce a regalare tutto il mercato alla apple.
    Lei è stipendiato da Steve?
    Mi pare un ragionamento stupido, le hanno già fatto l’esempio delle paytv, mi sembrava abbastanza chiaro.
    C’è mai stata la volontà di combattere la pirateria?
    Non sono le cause miliardarie che possono combattere un fenomeno illecito ma le sanzioni decise dalla leggi.
    In Italia nessuno usava la cintura di sicurezza poi hanno messo la patente a punti e hanno inviato a tutti un chiaro messaggio:
    Se non ti metti la cintura e ti fermano sono 5 punti, di punti ne hai 20, che fai tu cittadino?
    E anche in questo caso c’erano pubblicità progresso, campagne di informazione e chi più nè ha più nè metta ma a nulla sono servite.
    Aggiungo che anche in quel caso vi erano conseguenze legali, se avevi un incidente senza cintura poteva farti causa la compagnia assicuratrice (salvo clausole di rivalsa) e potevi perdere indennizzi vari (o almeno parti di esse).
    Ma solo con la legge e una scelta chiara di chi ci governa si è arrivati alla quasi totalità degli automobilisti pronti a d adeguarsi.
    La stessa cosa vale per la rete, se si facessero davvero provvedimenti mirati a reprimere il fenomeno reali e non spropositati (quindi che vengano poi applicati seriamente non come oggi o come negli ultimi 10 anni) si potrebbe vedere la fine del fenomeno.
    Eliminare il gratis senza rischi renderebbe meno interessante anche il servizio di Apple ma lei è troppo ottuso, lei boccia la cura Sarkozi senza nemmeno sapere se è entrata in vigore o meno.
    Faceva lo stesso anche con la patente a punti?
    Me lo auguro, sarebbe di buon auspicio.

  • http://blog.webnews.it Gabriele Niola

    La sua sovraumana ottusità e voglia di travisare le mie affermazioni sembra non conoscere limiti. Poco importa ormai che io non voglia consegnare il mercato alla Apple ma solo fornire un esempio virtuoso, poco importa che io abbia spiegato 1000 volte che il mio punto di vista è che la pirateria non si combatte come gli altri crimini, lei continua ad attaccare leggendo quello che vuole leggere lei. Del resto ha anche letto il post come lo voleva leggere, senza curarsi di guardare da dove venisse il link e senza curarsi di capire se la pirateria fosse salvata o (come è) effettivamente condannata.
    Visto che è venuto qui con la sua idea indiscutibile direi di chiudere qui la discussione, ognuno ha avuto ormai modo di esprimere milioni di volte il proprio punto di vista.

  • Winston Smith

    incapace di rispondere alle questioni a lei poste continua a blaterare inutili parole senza senso.
    Peccato.
    Ma riesce almeno a dirmi una buona volta quando è entrata in vigore o entrerà in vigore la “cura Sarkozy”?
    No è?
    Ma che bravo giornalista, ma come è bravo a raccogliere le fonti, ma sarà così bravo anche a raccogliere i pomodori?
    Speriamo di si altrimenti se resta discoccupato…

  • marco boss

    Caro Winston Smith non penso proprio che limitare la pirateria (che va limitata, anzi debellata, e penso che non ci sia + bisongo di ribadrielo, lo hanno detto prima Dotta e Niola e poi tutti gli altri) faccia nascere nuovi artisti, come affermava lei in un precedente post.
    Cmq sia, anke a me pare ke lei travisi i commenti di Dotta, a me non è sembrato che volesse regalare il mercato alla Apple, ha solo fatto un esempio,…ma non è che in fondo in fondo Dotta è solamente un pò più largo di vedute al suo confronto?
    E’ un mio parere, semplice mio e basta.
    Salve

  • marco

    Il video noleggio non tira più e Blockbuster chiude 18 negozi
    Repubblica ? 09 agosto 2008 pagina 29 sezione: ECONOMIA

    ROMA – A voler dar retta al nome, il successo lo avrebbe dovuto accompagnare per sempre. Blockbuster, in inglese, è infatti il nome dato a quei libri e film che raggiungono un’ incredibile popolarità, tanto da mandare in fallimento («bust», appunto) i concorrenti. E invece, a navigare in cattive acque è proprio il colosso del noleggio di home-video, 8300 store nel mondo e 210 in Italia, messo in crisi dalla pirateria, da Internet e, alcuni sostengono, da scelte aziendali sbagliate. La crisi di Blockbuster è mondiale: nel 2007, l’ azienda ha registrato guadagni di 5,5 miliardi di dollari, in calo di oltre 500 milioni rispetto al dato del 2004. Le conseguenze, però, sono anche italiane: secondo i dati forniti dall’ azienda, negli ultimi mesi le chiusure di store Blockbuster in Italia sarebbero state 18, con tagli a Milano e Torino, ma soprattutto al centro-sud (sei punti chiusi a Roma, quattro in Campania). A dar retta, invece, al tam tam partito su Internet, le chiusure sarebbero addirittura 23, circa il 10% del totale, con tagli di 240 dipendenti (70-80 solo a Roma) su un totale di 1.480. Il caso di Blockbuster è, però, soltanto la punta dell’ iceberg. è infatti l’ intera impresa del videonoleggio ad essere in crisi in Italia. Se nel 2007 le vendite di home video nei negozi italiani hanno registrato un +2,2% e quelle in edicola sono cresciute dell’ 1,8%, il mercato del noleggio è crollato di quasi il 20%. Sommando questo dato a quello altrettanto negativo dello scorso anno, si arriva ad una riduzione dei guadagni, in due anni, di circa un terzo del totale. Tradotto in euro, fanno quasi 100 milioni scomparsi in poco meno di 800 giorni. Tanti, troppi soldi, che mancano non solo dalle casse dei colossi, ma anche dalle tasche dei gestori delle migliaia di videoteche indipendenti italiane. Che sono costretti a tirare la cinghia e, sempre più spesso ormai, a chiudere. Nel 2000 a Roma c’ erano infatti circa 500 videoteche. Oggi, non se ne contano più di 300. Le cause della crisi sono molteplici. I videonoleggiatori puntano il dito contro la pirateria: un dvd acquistato dall’ ambulante di fiducia costa spesso poco più di un noleggio per una sera. E sono poi in moltissimi, soprattutto fra i più giovani, a scaricare film dal web. Un’ attività che, ricordano i videonoleggiatori, è assolutamente illecita. E che però resta molto diffusa e spesso addirittura tollerata. La concorrenza della rete non è, però, tutta illegale. Se Blockbuster soffre, gli ultimi anni hanno visto il trionfo di Netflix, un’ azienda che permette di noleggiare video via Internet a prezzo fisso, spedendo poi i dvd a domicilio. Un servizio che Blockbuster ha provato ad imitare, con risultati, però, tanto negativi da indurre il ceo, Jim Keynes, ad ammettere che la rincorsa è stata controproducente. Per risollevare le sorti di Blockbuster serve, dicono alcuni operatori, un piano industriale più convincente, con forti investimenti e, possibilmente, nuove partnership. Nell’ attesa, sono le luci dei negozi a spegnersi, e le saracinesche ad abbassarsi. Che sia davvero giunta l’ ora dei titoli di coda? –

    FERDINANDO GIUGLIANO

  • marco

    ora che dite ?
    questi sono idati Italiani !!!

  • http://blog.webnews.it Gabriele Niola

    i dati italiani li abbiamo pubblicati in fondo al post, quelli originali erano americani.

  • Winston SMith

    Marco boss, le mie vedute saranno limitate ma è evidente che un mercato in coma farmacologico non aiuta gli investimenti.
    Il mercato della musica è evidentemente fermo ergo meno giovani artisti lanciati.
    Ottuso chi non lo capisce.
    Poi se vogliamo trovare anche altre cause che producono questo effetto siamo liberi di farlo ma i soldi che mancano a quel mercato grazie alla pirateria limitano la produzione.
    E’ evidente che se una persona dice che per bloccare la pirateria bisogna che servizi come quelli di apple vengano potenziati non ha capito nulla.
    La pirateria è legata al gratis e non al fascino del pc.
    Anche se c’è chi ha detto che non sarebbe così io posso garantire che se dessi i film gratis avrei una notevole crescita rispetto agli anni d’oro solo che devo anche pagare i film e le spese fisse.
    Comunque, con buona pace di Niola, anche repubblica ha fatto il suo lavoro dicendo la verità sulla situazione attuale.
    Per le farneticazioni c’è posto su webnews….

  • marco boss

    Per Winston…
    avrai anche ragione ma io sono del parere che i giovani talenti erano penalizzati anche prima della pirateria, magari la pirateria avrà AGGRAVATO il problema, ma di certo non lo ha CREATO. Non dimentichiamoci il “pizzo” che si deve pagare x farsi sponsorizzare dalle grandi etichette…..cmq chiudiamola qua, intanto noi “bisticciamo” ;-) e “loro” si fanno i quattrini
    Ciao

  • http://blog.webnews.it/08/09/2008/la-corea-abbandona-il-mercato-dei-dvd/ La Corea abbandona il mercato dei DVD | Webnews Blog

    [...] Questo ci dice alcune cose. Prima di tutto che ogni paese reagisce diversamente a seconda delle politiche e delle infrastrutture messe in piedi. Qualche mese fa in un discusso post si era parlato di come in America la pirateria video stenti ad incidere sulle vendite di DVD, un paese molto evoluto tecnologicamente eppure dal trend completamente diverso. [...]

  • Antonio

    basta antipirateria