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Microsoft: attacchi schizofrenici a Vista

Secondo Microsoft i ricercatori Forrester avrebbero attacchi di schizofrenia: dopo aver illustrato alle aziende i motivi più importanti per passare a Vista, ora ne disincentiverebbero la migrazione, consigliando alle società di attendere Windows 7

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Non utilizza mezze parole Chris Flores nel suo post all’interno del blog di Windows Vista: alla Forrester avrebbero veri e propri attacchi di schizofrenia per quanto riguarda la loro visione dell’ultimo OS di casa Microsoft in ambito business. La società di ricerca avrebbe infatti dapprima pubblicato un articolo all’interno del quale venivano illustrati alle grandi aziende i motivi più importanti per passare a Vista (pdf),e successivamente un altro articolo nel quale se ne scoraggia l’adozione e si consiglia la migrazione diretta a Windows 7.

L’articolo incriminato, scritto per mano dell’analista Thomas Mendel, vede un rifiuto generale da parte delle grandi aziende nell’adottare Windows Vista; molto meglio quindi, secondo Mendel, riconsiderare i piani di rinnovamento e attendere direttamente l’uscita di Windows 7. Flores è però convinto che tale visione non rifletta affatto il ciclo naturale di adozione di un nuovo OS da parte del settore enterprise. In tale ambito, il passaggio ad un nuovo sistema operativo è molto più lento e complesso rispetto a quanto accade in ambito consumer: «aggiornare il PC nel proprio salotto è semplice», scrive Flores nel post, «ma aggiornare una intera infrastruttura di migliaia di utenti senza tempi morti è molto più complesso, e richiede tempo».

L’autore del post non manca di sbandierare le classiche cifre a sostegno della diffusione del nuovo sistema operativo: 180 milioni di copie vendute, 40 milioni delle quali solo nell’ultimo trimestre, con migliaia di clienti enterprise già passati a Vista. In conclusione, Mendel punterebbe con le sue parole solamente al sensazionalismo, anziché offrire una profonda analisi della realtà all’interno dell’industria.

L’attacco a Forrester sembrerebbe parte della nuova politica di Microsoft, volta a far emergere i vantaggi che il nuovo sistema apporta, troppo spesso oscurati, secondo la società, dai difetti del nuovo sistema, presunti o meno. A Redmond sono infatti convinti che si tratti primariamente di un problema di comunicazione e si dichiarano pronti alla contromossa. Inoltre, il “Mojave test” ha dato gli esiti sperati e Microsoft si prepara ad una nuova colossale campagna di marketing per il rilancio dell’ultimo, incompreso, sistema operativo.

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