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La guerra dello Scarabeo su Facebook continua

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Nella lista della applicazioni di Facebook con il maggior numero di utilizzatori, se si calcolano unicamente i giochi, Scrabulous (cioè Scarabeo) è secondo solamente a Texas Hold’Em (il poker) e 11esimo nella classifica totale con 500.000 utilizzatori circa. Un successo non male e che dà un certo fastidio alla Hasbro.

La società produttrice dell’originale gioco da tavolo infatti da tempo si lamenta dello sfruttamento che il suo gioco riceve online e ha provveduto a mettere a punto con la Electronic Arts la sua versione dello Scarabeo per Facebook, quella ufficiale, online dall’inizio del mese: si chiama Scrabble e al momento conta poco meno di 20.000 utilizzatori.

La Hasbro non è ovviamente contenta di tutto ciò e così ha ora citato RJ Software, la società indiana con a capo Rajat Agarwalla che ha prodotto e messo su Facebook Scrabulous due anni fa, sostenendo che prima non lo aveva fatto per rispetto a chi ci gioca ma ora che è online l’alternativa ufficiale è loro dovere fargli causa.

Essendo la compagnia indiana non è chiaro come possa procedere la causa poichè coinvolge una piattaforma statunitense (Facebook) ed un’azienda estera (RJ Software), ma fatto sta che la causa per violazione della proprietà intellettuale è partita e la dirigenza del social network si è prevedibilmente fatta da parte sostenendo di sperare in un accordo tra le parti che giovi agli utenti e alla loro esigenza di giocare a Scarabeo. Una cosa abbastanza comica.

In palio però ci sono cose decisamente meno comiche, cioè i soldi generati dalla pubblicità visualizzata da chi gioca a Scarabeo. E se è vero che in fondo il gioco è un marchio registrato e non è giusto che qualcuno guadagni grazie all’idea di qualcun altro, è anche vero che difficilmente Scrabble (l’applicazione ufficiale) potrà essere usata quanto quella non-ufficiale, anche qualora questa sia soppressa.

E’ una questione di “ondate”. Chi usa il social network, infatti, avrà notato come Facebook proceda ad ondate: arriva un’applicazione o un gioco e tutti cominciano ad installarlo, si ricevono così diverse notifiche del tipo “un tuo amico ha installato quest’applicazione” e sono proprio queste ad invogliare l’utente, nel caso non l’abbia già fatto, a installare anch’egli l’applicazione.
Finita l’onda però non si sente più parlare delle applicazioni, poichè tutti (quelli che lo volevano) l’hanno installato e quindi la propensione all’installazione è scende drasticamente.

Considerando questo forse sarebbe stato meglio per la Hasbro fare una causa (o anche semplicemente fare un’offerta) per entrare in collaborazione con la RJ e regolarizzare così la loro situazione, invece di pensare di potersi sostituire e di fatto annullare una fonte di reddito. Il primo passo comunque è stato mosso. E lo Scarabeo sotto accusa è parzialmente sparito da Facebook.