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Univideo: la pirateria danneggia il videonoleggio

Giuste e buone le istanze portate avanti da una serie di professionisti del videonoleggio in questo post. La critica è relativa ai dati riportati, provenienti da una fonte USA e riferiti ad un mercato diverso (per numeri e per caratteristiche) da quello italiano. Un loro link porta al recente rapporto Univideo di tutto interesse in [...]

Giuste e buone le istanze portate avanti da una serie di professionisti del videonoleggio in questo post. La critica è relativa ai dati riportati, provenienti da una fonte USA e riferiti ad un mercato diverso (per numeri e per caratteristiche) da quello italiano.

Un loro link porta al recente rapporto Univideo di tutto interesse in quanto fa luce (partendo dai dati e dalle considerazioni raccolte da Confindustria) sull’incidenza della pirateria sul videonoleggio in Italia.

Segue un significativo estratto dal rapporto:

In uno scenario ambientale reso sempre più difficile dalla concorrenza apportata dalle nuove forme d’intrattenimento domestico e dalla crescente diffusione del download illegale e della vendita di DVD contraffatti, la spesa delle famiglie italiane in prodotti Home Video ha accusato un calo nel corso del 2007 (pari al -3.7%).

[...]

Il noleggio appare l’area d’affari più esposta alla pirateria, come testimonia il divario fra l’andamento del fatturato che ha caratterizzato il canale rispetto a quello del box office dei titoli usciti in Home Video lo scorso anno; tale dicotomia appare solo in parte spiegata dal prolungarsi della stagione calda e dal positivo sostegno che i titoli cinematografici italiani ? tendenzialmente meno noleggiati dei blockbuster ? hanno offerto agli incassi delle sale cinematografiche. I consumatori che mostrano maggiore propensione per il noleggio sono infatti quelli più giovani, adolescenti in primis, i più attratti, data la loro dimestichezza con le nuove tecnologie, all’uso di internet ed alle nuove forme di intrattenimento, oltrechè più attivi sul fronte del file sharing e del peer to peer. Inoltre, la fruizione di prodotti audiovisivi in questo canale appare meno legata, rispetto a quanto avviene per gli acquisti, al desiderio di collezionabilità e, pertanto, alla voglia di possedere una copia originale. Tali fattori hanno portato ad una forte contrazione degli atti di noleggio, acuita, in termini di fatturato, anche dalla contrazione dei prezzi medi, conseguente alle politiche attuate dai videonoleggiatori per stimolare la domanda.

[...]

E’ peraltro da considerare come educare i consumatori alla qualità possa rivelarsi anche un deterrente allo scarico illegale di materiale audiovisivo, spesso di contenuto e qualità scadente, elemento molto importante per far sì che essi siano disposti a riconoscerle un premium price.

Quello che emerge dal rapporto, dunque, sembra dipingere una correlazione diretta tra aumento della pirateria e diminuzione del fatturato nel mercato del videonoleggio: mentre le vendite tirano ancora così come il resto del comparto, il videonoleggio sembra pagare invece pesantemente in Italia il radicarsi dell’abitudine al download.

Crollo del fatturato nel videonoleggio

Alla luce di tali dati appaiono dunque del tutto motivate le istanze di quanti contestano i dati Home Media Magazine perchè il quadro quivi delineato appare del tutto differente con accento particolare proprio nel mondo del videonoleggio.

Se vuoi aggiornamenti su Univideo: la pirateria danneggia il videonoleggio inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://blog.webnews.it/24/07/2008/la-pirateria-video-stenta-ad-incidere-sulle-vendite/ La pirateria video stenta ad incidere sulle vendite | Webnews Blog
  • http://www.philotto.it/paraphernalia/ Luca Carlucci

    Beh, m’impressiona abbastanza la coincidenza tra i dati Univideo e le mie estemporanee percezioni da passante in bici davanti ai blockbuster che avevo espresso nell’altro thread :)

    Sia come sia, e gli amici videotecari non me ne vogliano, io credo che siamo di fronte a qualcosa di diverso e più profondo, e irreversibile, rispetto a un semplice danno da pirateria.

    Il punto è che l’antica pratica del noleggio (uscire di casa, scegliere, pagare, tornare a casa, guardare, riuscire di casa, riportare il supporto + pagare le eventuali multe da ritardo per la riconsegna) è imho destinata a scomparire, o quantomeno a contrarsi in una nicchia specialistica che basterà a mantenere una piccola frazione degli attuali operatori di videonoleggio.

    Supporto fisico, oggi, significa solo possesso del film.

    Ma la semplice visione domestica di un film sta già facendo e farà sempre più a meno del supporto, e delle relative menate e perdite di tempo. In questo senso, è abbastanza curioso che il rapporto Univideo imputi solo alla pirateria la flessione del noleggio, e non prenda in considerazione la tv satellitare e digitale: che è molto più diffusa di una volta (uno sfracasso di miei conoscenti ce l’hanno, per dire), e sottrae loro quella tipologia di utenti, quella del “guardiamoci un (qualsiasi) filmino stasera”, che da antico e assiduo frequentatore di videonoleggi anche per motivi di studio, mi è sempre sembrata la categoria di clienti più consistente. Altra, economicamente consistente, fetta di clienti sottratta è quella del porno: grazie a internet, e senza dover tirare in ballo la pirateria. E sulle vendite, i film ormai si comprano nei grandi centri commerciali, a Fnac, a Mediaworld, nelle edicole, nei supermercati.

    E il futuro sarà sempre più quello: visione estemporanea a bassa qualità a casa e senza menate (su TV, online, o divx scaricati), e uscite in negozio a comprare la copia ad alta qualità a fini di possesso.

    Su un punto il rapporto Univideo dice una sacrosanta verità: la mancanza di cultura dell’audiovisivo è amica della pirateria e di quegli escrementi che sono i divx dei film in prima visione che circolano sulle reti peer to peer. Ma cultura è una parola, nell’Italia di oggi, deceduta, quindi tanto vale mettersi l’anima in pace.

  • Clod

    Che piagnistei…le abitudini degli utenti sono evolute insieme alla tecnologia. E’ chiaro come trasformare il P2P in una soluzione di mercato sia più che mai necessario.
    L’industria lamenta cali su cali ma non fa niente di concreto per riconquistare i consumatori, piuttosto pretende associare i cali al P2P piuttosto che ammettere i suoi sbagli.
    DRM, minacce, limitazioni, controllo e spionaggio sulle connessioni…smettiamola con queste pagliacciate che fate ridere i polli…La gente si è rotta di subire e non compra più nulla, preferisce il download perchè è libera di usare il contenuto come si aspetterebbe un qualsiasi consumatore da un prodotto legale, purtroppo quello che ora si aspetta è un virus, una tecnologia di controllo e perciò nessuno vuole comprare. Proteggete i contenuti, gli autori e artisti ma il P2P non è il male unico in questa crisi del mondo dell’intrattenimento. L’industria è responsabile di questa situazione e quindi deve accettarne le conseguenze.
    Ha voluto implementare DRM,limitare, spiare l’utenza?Bene, ora l’utenza si rifiuta di comprare, piuttosto scarica roba scadente pur di rivendicare il male fattogli.

  • Messomale

    x Clod

    Ti invito a casa mia a mangiare cosi racconti queste tue frenesie ai miei 3 figli.
    Un VIDEOTECARO

  • enzo

    complimenti clod vedi le pagliacciate e i buffoni o ladri ecccc…. sono quelli che scaricano , prodotti legali di cosa!!!!!!!!! voi vi state appropriando di contenuti illegali , vi dovreste vergognare, finiranno i tempi delle vacche grasse del tutto gratis e subito

  • enzo

    spett. luca vede noi gestori abbiamo a che fare tutti i giorni con i clienti e moltissimi hanno sky, mediaset premium ecc… eppure vengono ancora a noleggiare, un motivo ci sara’??? e per questo che noi imputiamo il nostro calo drastico al p2p cosa praticata MA ILLEGALE

  • Pippo

    Egregi Signori,
    e’ inutile che ci prendiamo in giro, la verità e’ una e solo una utilizzare, senza le dovute lecità, materiale coperto da diritti di autore e’ illegale, e’ e rimane illegale.
    In italia esiste una legislazione in tal senso, e purtroppo per il nostro settore non sempre viene fatta rispettare, per la difficoltà degli organi competenti, ad individuare i responsabili o la loro reperibilità sul territorio italiano.
    Comunque sia che il download venga spacciato per “etico”, e’ e resta comunque un illecito sia amministrativo che penale.
    Non prendiamoci in giro e non diventiamo i Robin Hood della situazione, spacciandosi per i difensori di questo o di quel ideale.
    Torniamo coi piedi per terra e non tolleriamo un illecito.
    Questo e’ un discorso trito e ritrito ma che trova sempre nuovi e malaguratamente per loro, in buona fede, nuovi detrattori.
    Cordiali saluti.
    Pippo

  • Aldo

    Luca lei dice questo?!
    Beh, m?impressiona abbastanza la coincidenza tra i dati Univideo e le mie estemporanee percezioni da passante in bici davanti ai blockbuster che avevo espresso nell?altro thread :)

    E io le dico che prima si scrivere bisogna saper leggere!!!!
    20 filiali Blockbuster in Italia che chiudono dall’inizio 2008

    http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/2008-04/20080417-Internet-chiude-videoteche.asp

    Mi scusi non ho capito ancora se lei vive qua o in america.
    Be io le consiglio..
    Vada a scrivere in America!!!!

  • Aldo

    Caro Clod, io non sò che lavoro fa lei…
    MA MI AUGURO CHE LO PERDE AL PIU’ PRESTO!!!
    Il mio augurio non è ne più ne meno uguale a ciò che ha scritto lei.

  • http://www.philotto.it/paraphernalia/ Luca Carlucci

    Gentile Aldo,

    considerato che le mie estemporanee percezioni, come può a suo pieno agio leggere nei commenti dell’altro thread, erano le seguenti:

    “Non so, ma da quel che percepisco in italia può darsi che le vendite dei dvd reggano (ma più attraverso grandi magazzini, fnac e edicole varie che a beneficio delle videoteche), ma i noleggi, ecco, ho come l?impressione che siano al tracollo (btw, più a causa di sky che della pirateria, imho). Perfino i blockbuster mi paiono negozi fantasma, quando ci passo davanti”

    Ecco, considerato questo, direi che quello che fra noi due deve imparare a leggere è senza dubbio lei :)

  • Aldo

    Si, Bello, facile, le faccio anche un’applauso.
    E’ facile dire una cosa del genere, sky è lo sponsor del suo sito!!!!!!!!!!!
    sky è caro e salato, i film in primafila li si vedono dopo almeno 2 mesi.
    I clienti che ha sky sono i miei clienti, quelli non li ho persi, ho perso i clienti che non hanno sky ma un contratto adsl. Chissa come mai

  • Aldo

    A gia signor Carlucci, una cosa che non rientra in nessuna statistica ma solo nella statistica dei commenti dei miei tesserati.
    La vera piaga è questa, se uno acquista un dvd in negozio a momenti non lo presta neanche ad un suo parente, mentre quello scaricato, allora lo prestano anche all’amico dell’amico per farlo girare scambiare e zozzare, tanto una cosa che non ha valore non importa a nessuno.
    Se accetta un consiglio faccia qualche intervista a qualche videonoleggiatore, scoprirà che siamo sulla stessa onda, ovvero la pirateria, pirateria e ancora pirateria, la pay tv ci può danneggiare solo se ritornano a fare schede o tessere pirate.
    Le chiedo scusa se nell primo commento sono stato un po rozzo, ma vedere quella statistica mi ha fatto uscire di senno.

  • http://www.videotecheforum.it Copperfield

    La competizione con Sky esiste da molti anni; ricordiamoci che prima di essa c’erano Stream e soprattutto, per quanto attiene al cinema, Tele+; i francesi di Vivendi-Canal Plus, peraltro, avevano una ben maggiore cultura cinematografica di questi orrorifici canguri che oggi scorazzano sui trasponders di Hotbird.
    Ma certo è che, come si dice “tutto fa brodo” e due competitors sono peggio di uno. Non so quali siano i commenti dei possessori di Sky, ma dalle mie parti sento che molti se ne lamentano per la ripetitività delle visioni offerte e per il costo molto alto rispetto all’effettivo tempo libero disponibile. Però è un dato di fatto che la comodità e, soprattutto, l’assuefazione al servizio rivestano un’importante legaccio psicologico a mantenere in casa l’abbonamento.
    Per stare al tema in oggetto, chiunque disponga di una sufficiente esperienza di videonoleggiatore di più di tre o quattro anni, ricorderà per certo il tracollo degli atti di noleggi in corrispondenza del dilagare massivo delle schede pirata e, ancor più, della facilità di programmarsele in autonomia con un semplice programma e una dotazione hardware banalmente componibile anche da ignoranti in materia di elettronica. La violabilità del SECa era di una semplicità disarmante.
    Vado a memoria, dunque vi prego di prendere il dato con il beneficio di inventario, ma se non ricordo male il rapporto tra abbonamenti venduti e decoder/parabole installate era più o meno di 1 a 3/4. Chiuse le tessere pirate si assistette ad una valanga di ritorni in videoteca.
    Certo, nel frattempo le cose sono fortemente cambiate e le valanghe con ogni probabilità non ci sarebbero ma, di nuovo, se il p2p venisse chiuso (nel senso di regolamentato) veramente credete che molti non tornerebbero a noleggiare?
    Sono certo che il riflusso sarebbe quantitativamente sufficiente a garantire una sopravvivenza a migliaia di famiglie.
    E’ giusto assecondare le nuove tecnologie, è giusto sapersi muovere e non dormire sugli allori; ma quando la causa della perdita del posto di lavoro deriva quasi esclusivamente da una pratica illegale piuttosto che da una effettiva incapacità imprenditoriale di affrontare una concorrenza nuova e più agguerrita, come si fa a chiedere di accettare questo di buon grado?

  • http://www.videotecheforum.it Copperfield

    Aggiungo, se consentito, che se nel blog desiderate fare giusta informazione, il titolo corretto, preciso oserei dire, del presente articolo dovrebbe semplicemente essere la verità:

    Il P2P danneggia il videonoleggio.
    C’è un dato nazionale incontrovertibile a testimoniarlo: -40% medio in Italia da ottobre 2005 ad oggi. In assoluta concomitanza con l’esplosione di Emule e Torrent.

    A latere, se può interessarvi, potremmo ragionare su un ulteriore aaspetto collaterale per il quale vi lascio con una considerazione:
    il leit motiv del downloder è che scaricare film e musica dalla rete è sinonimo di libertà e di democrazione; la cultura deve fluire ed essere condivisa.
    Giusto. Ergo giù a scaricare film da far circolare gratis nel mondo.
    Ora, il cinema è considerata arte (la settima, no?); immagino dunque che siano cultura anche le sei precedenti; ho di recente visitato una mostra di Van Gogh; ma non ho potuto portarmi via un quadro per condividerlo con altre persone; non solo…ho anche pagato un bel biglietto; stranamente la stessa cosa mi è accaduta in libreria (non sono potuto uscire con un libro non pagato sotto il braccio, a meno di farmi una passeggiata a braccetto con l’omone della security; ancora, per finire, non mi sono potuto godere gratis un conerto all’Auditorium di Pat Metheny e portarmi via il cd che vendevano al Book Shop. Eppure anche quella è arte; cultura.
    Perchè anche io non ho diritto a fruire gratis e a condividere con chiunque voglia di quelle arti? Chè, forse, sono un cittadino di serie B?

    Grazie per l’attenzione.

    Copperfield

  • Ciro

    Ho appena dato disdetta all’abbonamento sky (al pacchetto calcio e cinema per la precisione) perchè i costi sono diventati proibitivi (in continuo aumento) e i contenuti be… lasciamo stare.

    Ho appena rispolverato la tessera del videonoleggio. Se voglio vedermi un film lo noleggio a 2 euro e risparmio, per il calcio valuterò le offerte quando mi interesserà vedere una partita.

    Ok ci sarà la scomodità della restituzione del dvd ma almeno vedo veramente quel che voglio quando voglio. Sinceramente sky cinema non offre grande scelta. La rotazione dei film è troppo lenta e quando esce un film nuovo si vede praticamente solo quello.

  • http://www.videotecheforum.it Copperfield

    nessuno che mi risponda? Era partito bene questo confronto…

  • elisa

    Copp saranno in ferie!
    Aspettiamo fiduciosi.

  • Clod

    X coloro che mi hanno scritto.

    Prima di finire su reti P2P i contenuti, prima vengono acquistati e poi immessi nelle reti.
    Io credo che se trasformato il P2P in soluzione di mercato, legalizzato, sarebbe la soluzione.
    I tempi sono cambiati, gli utenti sono evoluti insieme alla tecnologia e il P2P è parte di internet.
    Io non voglio assolutamente che l’industria continui così con questo clima di incertezza quindi se il P2P è usato da tutti, credo che perseguitare sia la cosa peggiore di tutte, come spiare, controllare ecc.
    Se il P2P è usato da tutti è meglio trasformarlo a proprio vantaggio.
    Di sicuro controllare, limitare e spiare, con intrusioni nei pc non è la soluzione al problema.

    Buon lavoro a tutti!

  • Clod

    E comunque io non sono totalmente favorevole al filesharing e non scarico.
    Sono contro al controllo totale su tutto e tutti ed inoltre quando vi beccate un virus o qualcosa che distrugge, dopo aver acquistato un prodotto LEGALE (al supermercato, negozio, videonoleggio ecc) basta quella volta per farvi cambiare idea e far smettere comprare.
    Uno compra e inserisce il prodotto nel pc e viene ringraziato con un virus?Tantovale finanziare la pirateria e i virus-writer, visto che di trojan e rootkit ce ne sono pochi…
    E’ giustissimo proteggere gli autori, editori e l’attività di ciascuno, non sto dicendo che il P2P è santo, perchè io sono il primo che invece spende 15 euro per un cd o 23 euro per DVD video, di recente ho pure preso Vista Ultimate.
    Solo che ultimamente ci sono studi che dicono che il P2P danneggia, poi arrivano altri studi che invece dicono che il P2P fa benissimo all’industria, senza contare che artisti e autori appoggiano il P2P e dicono che è un’ottima cosa.
    Io a chi devo credere?Devo accettare che l’industria debba sapere per filo e per segno cosa faccio nel MIO pc e in internet?Cosa compro e DOVE uso un determinato contenuto?Questo no, non posso accettarlo ma non perchè voglia promuovere l’illegalità, perchè il computer si trova in un posto privato, ci tengo cose personali o di lavoro, dati di clienti, quindi è mettere a repentaglio la privacy mia e dei miei clienti, quello che faccio in internet riguarda me, sia che si usi il P2P o meno perchè oramai vi sono aggiornamenti che sono minimo 300 MB, tanto che debba ricorrere al download manager ma…to guarda mentre uso il download manager mi accorgo che la mia connessione è controllata e mi arrivano a spiare…così mi creo le mie protezioni per salvaguardare la mia privacy.
    Io compro e ho sempre comprato le cose ma da quando ci sono DRM e virussini sparsi in giro nei prodotti ho smesso, perchè il prodotto lo ho pagato e voglio usarlo nel computer o nello stereo o nel lettore dvd collegato alla tv.
    Comprare prodotti con virus è come finanziare l’espansione dei virus che già è tanta e più pericolosa della pirateria di chi scarica a scopo di lucro.
    La metà dei contenuti che vedo scaricati e che mi piacciono mi spingono a comprare perchè a me piacciono le cose di qualità se il prodotto mi piace.Se però il prodotto mi dà virus o faccio un fatica immane ad utilizzarlo per causa di protezioni eccessive, limitazioni o che, allora forse scaricare diventa una motivazione valida se dietro vi è solo lo scopo di riuscire ad usare le cose senza impazzire.E poi bisogna anche distinguere chi lucra e trae profitto da chi invece non lucra sui contenuti che scarica.Ad ogni modo io sono d’accordo che almeno le cose abbordabili debbano essere comprate e i CD e DVD VIDEO siano tra quelle, se ovviamente non ci sono sorpresine sgradevoli.
    Ormai la gente si è fatta l’idea che “voglio questo quindi lo scarico” ma dovrebbe pensare ad una cosa: quanto costa quel prodotto?15 euro o 15.000 euro?La gente invece, per la rapidità di reperimento, usa il P2P perchè ce l’ha lì, pronto, trova tutto e può usare le cose sempre e sa che se le perde le può ritrovare, se si rovinano le può ricercare e riprendere senza spendere nulla, fino a quando il pc tiene botta, perchè usare il P2P vuol dire sottoporre il computer ad una grande mole di lavoro, infatti i computer che più si rompono sono quelli che hanno un programma di P2P installato.
    Internet ha rivoluzionato tutto e la mentalità di tutti, il P2P funge da corridoio veloce alternativo per la distribuzione di contenuti e quindi, secondo me, va sfruttato a livello di mercato.
    Non sono due o tre utenti che usano il P2P, sono milioni e quindi perseguitare milioni di persone è roba da pazzi…anche se il fine è giusto come in questo caso.
    Proteggere sì ma a volte il male può essere usato a proprio vantaggio.
    Io non auguro a nessuno di perdere il lavoro come qualcuno qui a fatto con me, non è quello che intendevo prima e neanche ciò che voglio, quello che voglio è equilibrio nella lotta alla pirateria lucrativa.
    Controllare, spiare, limitare, introdursi nei pc di tutti e nelle connessioni di tutti non è il sistema migliore, o si chiude internet in tutto il mondo o si trova una soluzione alternativa al controllo totale e se solo perchè uso il P2P devo perdere internet, allora tutti devono perderlo perchè il P2P fa parte di internet e Internet è terra di tutti, dove tutti ci mettiamo il naso e tutti siamo potenziali usufruitori del P2P.Non si può espellere uno solo dalla rete…quindi tutti o nessuno.

  • Copperfield

    Mi perdoni, ma di quale controllo totale sta parlando? Perchè – volendo limitare al discorso al P2P – l’unico motivo per il quale è proliferato tra milioni di utenti è stata proprio l’impunità degli illeciti attraverso di essi perpetrati.
    Il che significa che non c’è stato finora alcuna forma di controllo.
    Sono invece d’accordo sul fatto che il modello Sarkozy non sia la strada maestra; sono d’accordo che le case discografiche e cinematografiche siano sempre state incautamente avide ed ora ne paghino lo scotto; sono d’accordo sul fatto che grazie al web l’offerta al consumatore sia di gran lunga superiore a quella del mercato legale; così come sono favorevole ad una legalizzazione del p2p per trasformarlo in strumento commerciale conveniente. Sono assolutamente convinto, poi, che la normativa sul diritto d’autore vada revisionata per renderla meno anacronsitica e contraddittoria (si pensi solo alla impossibilità di convivenza del diritto alla copia di backup con il divieto di manomettere le protezioni contenute nei supporti originali regolarmente acquistati)
    Resta il fatto che le istituzioni hanno nicchiato artatamente su un fenomeno deprecabile. Anzi, alcuni esponenti politici hanno persino manifestato di scaricare regolarmente illegalmente dalla rete; e alcuni di essi erano proprio quei signori di sinistra che inneggiano alla cultura che – in quel modo – essi stessi contribuiscono a creare.

  • Copperfield

    Ecco un esempio pratico di quello che scrivevo qualche giorno fa a proposito della vera cultura che permea questo popolo di dubbia moralità: tratto dal sito “Ilcorsaronero.info” a proposito della chiusura di Colombo:

    “COSA CHE AVVIENE SOLO IN ITALIA E CHE E? ILLEGALE!!!!! infatti va contro le normative EUROPEE)”

    Questi abominevoli pubescenti hanno il coraggio di considerare illegale un’azione della’autorità giudiziaria e per farlo si permettono di richiamare le normative europee, le stesse che tutelano il diritto d’autore, da loro si violato proprio grazie a quel file sharing illegalmente utilizzato.
    Questa si che è una cultura che non dovrebbe essere condivisa ed invece è proprio quella che per mezzo del p2p è dilagata.
    PEr quello scrivevo che occorre andare nelle scuole dove, forse, la reintroduzione della educazione civica restituirebbe forse, nel tempo, un minimo di lustro e di dignità ad un paese allo sbando.
    Ma dove sono le testate giornalistiche in questi momenti? Dove sono i blogs? O interessa fare tam-tam solo sulle cose che tornano a proprio favore?

    Saluti.

    Copperfield

  • Copperfield

    @elisa

    Si, quelle che loro si possono permettere perchè nessuno ha sottratto il loro lavoro e i loro incassi.

  • iCN

    @Copperfield

    ?COSA CHE AVVIENE SOLO IN ITALIA E CHE E? ILLEGALE!!!!! infatti va contro le normative EUROPEE)?

    hanno fatto una cosa simile per la Danimarca e la cosa è stata annullata.
    Se il sit TPB è legale in EUROPA, (dato che la SVEZIA è in EUROPA), perchè vietare l’accesso all’italia??
    posso capire ci fossero di mezzo tasse o altre robe ma qua è si è ad un livello stile minority report.

    aggiornati