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Laserdisc Pioneer VP1000

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Il “Laserdisc” era una tecnologia un po’ troppo avanzata e costosa per l’home video e, fin dal suo debutto, che risale addirittura al 1978, rimase confinata ad un mercato di nicchia. Solo in Giappone si ritagliò uno spazio importante.

Proprio dal Giappone arrivava il Pioneer VP1000 che surclassò gli altri lettori prodotti da Magnavox/Philips.

All’epoca, nel ’79/’80, ancora non si parlava di Laserdisc ma di supporti e riproduttori “Disco-Vision”, cioè si faceva riferimento al nome della tecnologia di archiviazione su supporto a lettura ottica brevettata da MCA.

Pioneer, invece, denominava i suoi lettori “Laser VideoDisc” (da cui “LaserDisc”) e visto che si imposero come standard, anche MCA si adeguò etichettando i suoi supporti come “MCA Laserdisc”.

Il Pioneer VP1000 era un ottimo lettore e aveva un bel design ma è degno di nota per l’introduzione di un’interessante caratteristica: poteva caricare in memoria ed eseguire dei piccoli programmi, che non erano altro che una “traccia dati” registrata in analogico nei primi 100 frame del video. Questo rendeva possibile l’autorun di un menù con delle semplici opzioni di navigazione, in modo del tutto analogo alla funzione di autoplay dei CD-ROM. Niente male considerando che stiamo parlando di trent’anni fa…

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