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I numeri danno ragione a Windows Vista

Secondo dati Forrester Windows Vista sarebbe oggi sull'8.8% dei sistemi enterprise. Il dato sarebbe dunque superiore all'omologa stima relativa a XP, ai tempi presente sul 6.6% delle unità ed in capace di scrollarsi di dosso il peso di Windows 2000

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L’ombra di XP continua ad impedire a Vista di brillare di luce propria. Eppure secondo alcuni dati il tutto sarebbe pressoché normale, frutto di un semplice ricorso storico che già vide a suo tempo Windows XP all’ombra di Windows 2000. Il tutto con l’aggravante di una tendenza crescente alla reticenza all’upgrade.

La forza dei numeri è quella espressa da Forrester: a 19 mesi dall’uscita di Vista, il sistema operativo è sull’8.8% dei sistemi enterprise. Windows XP, a 23 mesi dalla propria presentazione, aveva invece raggiunto appena il 6.6%. L’uso di un valore percentuale, peraltro, annichilisce l’inutilità dei raffronti in termini assoluti (il numero dei pc è cambiato di molto negli anni e solo un raffronto relativo permette di valutare in termini reali la consistenza dell’upgrade).

I dati relativi a Windows XP furono raccolti ai tempi dalla AssetMetrix, compagnia in seguito acquisita proprio da Microsoft: in quell’occasione (correva l’anno 2005) veniva ricordato come Windows 2000 fosse il peggior nemico della stessa Microsoft perchè scoraggiava l’upgrade grazie alla qualità del sistema ed in conseguenza dei lauti investimenti che molte azienda avevano effettuato solo pochi anni prima per il passaggio alla release precedente. A distanza di 3 anni tutto sembra uguale, con la sola mutazione dei protagonisti: Vista è il nuovo arrivato, XP è il vecchio che non vuole scomparire.

Impressionante il dato relativo all’inizio del 2005: se XP era ormai sul 38% dei pc aziendali (in forte impennata rispetto ai mesi precedenti), Windows 2000 era comunque ancora presente sul 48% delle unità, con un calo tendenziale assolutamente minimale. Non solo: in tempi non sospetti il responsabile Microsoft Michael Cherry già prevedeva che con il passare degli anni l’attitudine all’upgrade sarebbe andata diminuendo, con una resistenza che oggi si fa ancor più tangibile nel contesto di una situazione economica generale troppo nebulosa e poco favorevole ad investimenti eccessivamente affrettati.

Il teorema è quindi quello di un semplice ciclo storico che correla scetticismo prima e successo poi. Le conseguenze di questo teorema vogliono come dimostrazione un aumento repentino nei prossimi mesi del tasso di adozione di Vista in ambito business. Il tempo sarà giudice, ma Microsoft ha già ampiamente assicurato di non avere intenzione di stare con le mani in mano: una prossima campagna promozionale tenterà di spazzare via le nubi dal brand “Vista” per esaltare al meglio le qualità del prodotto, incoraggiando così all’upgrade senza sedersi sulle promesse dell’intangibile Windows 7 (del quale è comunque già nato il blog ufficiale).

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