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Muxtape ritorna con il nome di OpenTape

Costretto alla chiusura dalla RIAA il particolare sito di condivisione musicale rinasce in forma di software open source installabile su qualsiasi server. Dall'altra parte però la RIAA mette a segno una vittoria inattesa nella causa contro Howell

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La RIAA bastona i piccoli ma non riesce a fermare i grandi. Continua a trovare conferma la tendenza per la quale nelle cause contro i singoli utenti la forza legale dell’associazione degli editori musicali fa la differenza, ma contro le compagnie è la tecnologia a rendere inarrestabile la circolazione illegale.

C’è stato infatti un inaspettato cambio di rotta nella nota causa Atlantic vs. Howell. Si tratta del caso di un singolo utente accusato di violazione del copyright per la condivisione di file su circuiti P2P: egli stava per essere assolto con una sentenza cardine che in Aprile aveva stabilito che mettere un file in un circuito peer to peer non equivaleva a “distribuirlo” poichè non c’è alcuna forma di ritorno economico per chi lo fa.

In Luglio però la RIAA ha controaccusato Howell di aver coperto le proprie tracce inquinando alcune prove in momenti diversi (avrebbe formattato un hard disk, disinstallato KaZaa, cancellato la cartella condivisa e usato un software per il file-wiping). Così ora è arrivata la sentenza definitiva che condanna senza appello il privato anche se ancora non sono noti i dettagli dell’ingiunzione stabilita.

Di tutt’altro tono è invece la storia della rinascita di Muxtape: il particolare sito di condivisione musicale che consentiva di fare delle audiocassette virtuali (caricando fino ad un massimo di 8 brani ascoltabili in qualsiasi momento da un preciso URL), è stato infatti costretto a chiudere circa una settimana fa non avendo i diritti alla riproduzione di tutta la musica che ospitava.

Ha però aperto quasi subito dopo OpenTape, un progetto opensource che Valleywag dimostra risalire direttamente ai creatori di Muxtape. OpenTape aggira le accuse portate al precedente esperimento dalla RIAA trasformando il servizio web in un’applicazione per server (sono richiesti solo Apache 1.x e PHP5) in grado di fare più o meno la medesima cosa.

Il risultato è che per un Muxtape condannato e defunto ne nascono tantissimi diversi: chiunque abbia a disposizione un server su cui installare l’applicazione può creare il proprio e uploadare i file attraverso il protocollo FTP. In più il programma ha anche funzioni e caratteristiche che migliorano le possibilità del precedente come la possibilità per band indipendenti di ospitare la propria musica o quella di funzionare come podcast player.