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Olimpiadi NBC, il solito successo timido

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Uno degli obiettivi dichiarati di queste Olimpiadi era cercare di capire come il video attraverso la rete possa venire incontro alle esigenze dei consumatori e più di tutti in prima linea c’era NBC con la sua copertura speciale di tutto l’evento (ma anche Yahoo! non ha scherzato).

Dal sito dell’emittente americana coloro i quali si connettevano dal suolo statunitense potevano accedere ad un monte non indifferente di video live e on demand e alla fine dei giochi sono stati 1,2 i miliardi di pagine web visitate e 72 milioni i video visti dal solo portale NBC. Un risultato ottimo specialmente se confrontato con i 2,2 milioni di video visti sempre dal sito NBC in occasione delle scorse Olimpiadi.

Ancora di più sempre NBC ha reso noto che le Olimpiadi via mobile hanno spinto molti utenti a fare uso per la prima volta delle funzioni di mobile TV dei propri cellulari, una conquista non da poco in un mercato in forte sviluppo.

Eppure non è stato tutto rose e fiori. Tutta questa disponibilità (di NBC a mandare gli eventi in rete e degli utenti a guardarli) ha fatto emergere con forza i molti limiti di un sistema pur evoluto come quello statunitense.
I video disponibili online infatti non erano la totalità dei video di cui NBC disponeva, molti non sono stati mandati on demand per paura di cannibalizzare gli introiti televisivi, cosa che non solo ha limitato i guadagni dalla rete (secondo eMarketer potevano essere di molto superiori) ma ha anche limitato la fiducia nell’emissione in rete.

Eppure a posteriori la stessa NBC ha visto quello che da sempre si dice sui contenuti in rete cioè che non cannibalizzano poi molto i concorrenti tradizionali (almeno al momento) bensì generano più conversazione intorno a ciò che viene distribuito, sono più un megafono che una visione alternativa. Solitamente chi fruisce di contenuti disponibili in media diffusi come la televisione attraverso strumenti alternativi (la rete o il telefono cellulare) lo fa perchè non ha potuto fare altrimenti, perchè ha perso il determinato evento in TV o perchè non sarebbe un pubblico da Olimpiade. Insomma sono tutte visioni guadagnate.

Dunque “l’esperimento miliardario” di NBC (come è stato definito dalla stessa emittente) ha dimostrato che l’appetito di video online e di video in mobilità esiste ma non bisogna farsi trarre in inganno. Nulla infatti lascia supporre che tale appetito sia tale da giustificare qualsiasi tipo di emissione video. Ciò che è stato dimostrato infatti è che per i grandi eventi c’è disponibilità degli utenti ad usare media alternativi. Eventi che hanno una certa dose di “imperdibilità”, ovvero di propensione ad essere “visti”, e non tanto raccontati, e in un breve lasso di tempo (anche l’evento che si è perso in diretta si desidera recuperarlo ma comunque a stretto giro).

Lo stesso discorso può essere fatto con una serie televisiva, contenuto in grado comunque di generare una certa aspettativa? E ancora più radicalmente lo si può fare per cose come i film, dove “l’imperdibilità” è comunque relativa e non vincolata nel tempo?