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Baby spegne 60 candeline

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Il primo computer binario della storia capace di memorizzare dati ed eseguire programmi ha da poco compiuto 60 anni. Small Scale Experimental Machine, soprannominato “Baby” dai suoi creatori Frederic C. Williams e Tom Kilburn, è stato ultimato nel 1948 nei laboratori dell’Università di Manchester.

Baby apparteneva alla generazione di computer successiva ad ENIAC e Colossus. Uno dei passi avanti rispetto ai suoi predecessori era che non necessitava di essere riprogrammato.

Il suo aspetto era imponente, come tutti i computer dell’epoca, e le sue capacità tecniche estremamente limitate, se paragonate a quella di un moderno PC: Baby aveva una memoria di appena 128 Byte e un processore che impiegava 0,12 centesimi di secondo per eseguire un’istruzione. Poteva immagazzinare al massimo 32 numeri e 32 istruzioni.

Baby fu realizzato per testare l’uso di una nuova tecnologia: la memoria a tubo catodico. Durante la Seconda Guerra mondiale Williams e Kilburn avevano prestato servizio presso l’Istituto di ricerca per le telecomunicazioni di Malvern, dove avevano lavorato su tecnologie da applicare ai radar.

Finita la guerra Williams si recò negli Stati Uniti per collaborare ad una pubblicazione di ingegneria elettronica. Negli USA si imbatté in un’invenzione che fece scattare in lui una scintilla creativa, ovvero la possibilità di utilizzare i tubi catodici per immagazzinare informazioni.

Lo scienziato passò gli anni successivi a perfezionare questo tipo di tecnica. Effettuò un gran numero di tentativi insieme al collega Kilburn per trasformare la tecnologia dei tubi catodici in un sistema avanzato di memorizzazione dei dati. Poco tempo dopo i due riuscirono a fissare l’informazione di un bit in un tubo catodico in formato digitale. Verso la fine del 1947 la capacità di immagazzinamento dei dati con questa tecnica raggiunse i 2048 bit. Questo sistema di storaggio passò alla storia con il nome di “Tubo Williams“. Kilburn descrisse i risultati ottenuti in un report intitolato A Storage System for Use with Binary Digital Computing Machines, che spinse altri gruppi di ricerca ad interessarsi alla nuova scoperta.

Baby fu dunque costruito per verificare se questo sistema di storaggio dei dati, che si era rivelato soddisfacente in condizioni di laboratorio, protessero funzionare su un computer realmente operativo. Non fu quindi concepito per scopi commerciali, ma i risultati estremamente interessanti della nuova macchina aiutarono allo sviluppo di calcolatori sempre più sofisticati, come il Manchester Mark I e il Ferranti Mark I.

In occasione dei decennali della nascita di Baby, l’università di Manchester è solita organizzare attività commemorative. Nel 1998 ha ricostruito il vecchio computer. Quest’anno ha organizzato una serie di concorsi ed eventi per studenti e appassionati.

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