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Quando il tarocco raggiunge la prima pagina

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Sarà la letargia causata dal rientro dalle ferie, sarà la pigrizia atavica che obnubila le menti di alcuni giornalisti, sarà che l’accuratezza e il controllo delle fonti sono ormai pura utopia nel giornalismo odierno, ma la recente cantonata presa da alcuni quotidiani italiani sembra rasentare il patologico.

I fatti, prima di tutto.

Dopo una lunga e meditata selezione, il candidato repubblicano alle presidenziali USA John McCain decide di nominare la governatrice dell’Alaska, Sarah Palin, come sua vice per la corsa verso la Casa Bianca. La notizia fa in poche ore il giro del mondo e approda, naturalmente, anche negli italici confini dove torme di giornalisti cercano di ricostruire una biografia essenziale di Sarah “questa sconosciuta”. Setacciando la Rete alla ricerca di informazioni sulla combattiva governatrice, qualcuno si imbatte in una curiosa copertina del magazine Vogue che ritrae la signora Palin in un elegante vestito bianco mentre sorride verso la macchina fotografica. Gran bella foto e ottimo spunto giornalistico, tanto da spingere La Stampa a pubblicare la copertina di Vogue in prima pagina sulla sua edizione cartacea di sabato e il Corriere della Sera a riportarne una riproduzione in una sezione interna del giornale. Anche altri quotidiani pubblicano l’ormai famosa immagine, che però è una grossolana patacca.

Già, perché in realtà Vogue non ha mai pubblicato una copertina con Sarah Palin. L’immagine pubblicata dai giornali è un semplice esercizio di stile in Photoshop creata dal blog Kodiak Konfidential nel 2007 e non certo con lo scopo di ingannare i canali di stampa ufficiali. Il blogger autore della copertina lo precisava già un anno fa: «Non si tratta di una copia in anteprima (della copertina di Vogue, ndr), ma semplicemente di un po’ di photoshoppin’».

Morale, con qualche click in più del proprio mouse, anche il giornalista meno sveglio e ancora intontito dalle baccanali di ferragosto si sarebbe potuto accorgere che l’immagine in questione non era autentica, evitando così di pubblicarla in prima pagina meritandosi il biasimo – per non dire altro – dei lettori maggiormente informati. Inoltre, c’è un’aggravante: il fotomontaggio realizzato dal blog Kodiak Konfidential è particolarmente grossolano e non ci vuole un esperto di Photoshop per capirlo. Basta osservare la fotografia nel suo complesso per notare quanto il viso sia sproporzionato e in una posizione innaturale rispetto alla postura del busto, sul lato destro il viso della signora Palin appare eccessivamente squadrato ed evidentemente sovrapposto allo sfondo. Infine, anche ammettendo che i giornalisti caduti sulla copertina di Vogue siano i meno esperti di fotomontaggio nella recente storia umana, bastava confrontare il fisico da fotomodella della falsa Sarah Palin con le numerose fotografie che circolano online della governatrice dell’Alaska. Con tutto il rispetto per la combattiva candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti, il corpo della finta copertina di Vogue differisce sensibilmente dal reale fenotipo della governatrice…

La falsa edizione di Vogue sbattuta in prima pagina dal quotidiano La Stampa con la legenda «La governatrice Sarah Palin, talmente bella che Vogue le dedicò questa copertina nel 2007» ha mandato in sollucchero la blogosfera italiana, che su più lidi digitali ha evidenziato lo scivolone da antologia del quotidiano torinese e di altri importanti giornali nazionali come il Corriere della Sera. La colossale gaffe del giornale di via Marenco non è dunque passata innoservata (come avrebbe potuto esserlo?), tanto da spingere La Stampa a fare ammenda nell’edizione del giorno seguente, con un trafiletto sprofondato nella tredicesima pagina. Un minuscolo box, grande approssimativamente un decimo rispetto alla gigantografia della falsa copertina di Vogue del giorno precedente, in cui il quotidiano torinese si scusa con i lettori e l’interessata per l’errore.

Della pubblica ammenda della Stampa colpisce, però, una frase che chirurgicamente sembra spostare le responsabilità da alcuni giornalisti poco avveduti a un blogger brutto e cattivo: «la copertina di Vogue dedicata a Sarah Palin è in realtà l’elaborazione grafica opera di un blogger». Leggendo tra le righe, emerge ancora una volta il capro espiatorio del nuovo millennio per i canali di informazione ufficiali: il blog. Ancora ammaccati dallo scivolone sulla buccia di banana, i responsabili dell’infelice prima pagina sembrano scaricare le colpe sul blogger autore della finta copertina, dimostrando di essere ancora ben lontani da quell’autoconsapevolezza che porta a migliorare sé stessi. Secondo costoro, il problema non è dunque la mancanza della verifica delle fonti, la totale latitanza dell’approfondimento e l’incapacità di comprendere dinamiche che ormai superano la semplice ricezione delle informazioni dalle agenzie di stampa, ma semplicemente che “là fuori nel Web” qualcuno faccia informazione fuori dai tradizionali canoni dei moduli delle colonne di giornale.

Per dirla come Umberto Eco, la sfida tra apocalittici e integrati continua… Peccato che i primi l’apocalisse se la stiano costruendo da soli.

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