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Italia, incubo banda larga

Il rapporto ECTA sui primi mesi del 2008 evidenzia per l'Italia del broadband una situazione pressoché statica con una crescita, rispetto al resto dell'Europa, ancora una volta rallentata. La Svezia è invece la chimera da inseguire

Una persona su dieci ha già una linea superveloce ed il 70% degli abbonamenti è gestito da concorrenti alternativi all’incumbent, che detiene appena il 20% del mercato. Non è però questa la descrizione del mercato della banda larga nel nostro paese: i dati sono invece relativi al mercato svedese e sono tratti dal rapporto ECTA (European Competitive Telecommunications Association, presieduta dall’italiano Innocenzo Genna) sulla connettività in Europa durante i primi mesi del 2008 (pdf).

Ben diversa, invece, la situazione italiana. I grafici nella gallery allegata dimostrano con evidenza come nel nostro paese la situazione sia opposta: la banda larga cresce a ritmo rallentato rispetto al resto del vecchio continente e Telecom Italia mantiene ancora e sempre il controllo della situazione rispetto alla concorrenza. Il mercato risulta dunque essere schiavo nel 2008 delle stesse situazioni che già vincolavano la crescita del settore negli anni precedenti, relegando l’Italia in uno stato di insostenibile digital divide (tanto interno, tra zone diverse dello stivale, quanto esterno, nei confronti dei paesi esteri).

In Europa il broadband è cresciuto ad un tasso medio del 21% nell’ultimo anno contando ormai oltre 1 milione di accessi alla fibra. L’83% del broadband nel continente è rappresentato da linee di tipo xDSL e gli incumbent controllano in generale ancora il 46% del mercato. Pochi i paesi a raccogliere un risultato peggiore di quello italiano e tra questi si contano Spagna, Finlandia, Irlanda, Slovacchia, Slovenia e Lituania. L’eccellenza, come indicato, spetta alla Svezia ove il 30% della popolazione ha quantomeno una linea da 2Mbit/s.

Nel nostro paese le linee della portata di 2Mbit/s sono controllate per il 30% circa da TI e per la parte restante dal complessivo della concorrenza. Nelle linee di maggior portata, invece, le parti vedono un sostanziale pareggio dettato dalla lentezza con cui si sta sviluppando la larghezza di banda in Italia (ove la carenza negli investimenti infrastrutturali è il primo dei peccati capitali da imputare all’incumbent, ad oggi ancora pieno controllore della rete di accesso).

Il rapporto diramato dall’ECTA esprime peraltro un punto di vista molto importante circa i piani strategici suggeriti per lo sviluppo futuro della banda. Secondo l’ECTA, infatti, la soluzione non va ricercata nelle tecnologie wireless ma bensì nel cavo: pochi servizi wireless offrono capacità da 10Mbit/s, mentre le linee cavo hanno queste e maggiori potenzialità.

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  • IlDj

    Si togliesse di mezzo Telecom, così da evitare anche quei caspita di 10? che siamo costretti a pagare a una delle aziende peggiori di telefonia in italia!

    Poi per cosa, per usare “l’ultimo miglio”, non lo pagavamo già quando c’era solo TI?!?!?!
    tutto questo perchè in italia i padroni di aziende hanno amici nel governo, girano bustarelle e tutto questo già si sa, ma noi italiani siamo così!

    ci lasciamo pigliare per il sedere senza fare niente!

  • http://www.battisti.altervista.org Gabbianone94

    Oltre a quanto detto da IlDj, va detto che gli italiani sono un popolo medioevale, quando sentono la notizia di una nuova tecnologia non si chiedono “chissà come funziona” ma “chissà SE funziona” e anzi in alcuni casi pensano direttamente “tanto non funzionerà”!

    Anche questo è un gravissimo problema della nostra Italia.

  • DD

    Concordo con voi 2, come al solito siamo i “terroni” d’europa, e non proviamo nemmeno a metterci in competizione con paesi più evoluti, rimaniamo nel nostro brodo e aspettiamo senza far nulla!

    viva l’italia, viva la repubblica!

    l’italia dei boccaloni, dei teppisti, degli ignoranti, governo in primis!
    quando riusciremo ad evolverci come popolo!??!?!

    “prima di fare l’italia bisogna fare gli italiani”, ora gli italiani non ci sono più, e di conseguenza l’italia è scomparsa!

    facciamoci furbi, smettimao di pagare quello che non gli spetta, chiediamo ciò che ci spetta!

    ci sono paesi che il cavo per la semplice 250kb non arriva, vi rendete conto?!?!?!
    siamo a livelli di 3º mondo!
    in Brasile, sono più avanti che l’italia!!!

    Svegliamoci!!!!

  • Luca

    hanno fatto che chivette a 9 euro al mese per evitare che si diffonda il wi-max che permetterebbe banda larga ovunque a 74 mbit a costi meno dell’adsl

  • Luca

    ma cosa vi aspettate se da noi fanno un referendum con 1 domanda sola e sperperano cosi 500 miliardi che basterebbero a dare internet a tutti gratis? all’estero i referendum li fanno con scheda elettronica da casa.