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Chrome funziona solo su Windows, embè?

Infine l’atteso browser di Google, il grande burattinaio della Rete, è giunto sulla scena dopo mesi di rumors e di attese per l’importante passo di Mountain View. Il recente accordo commerciale con Mozilla fino al 2011 sembrava aver posto le condizioni ideali per scodellare il nuovo Chrome senza particolari contraccolpi e così è stato (Firefox [...]

Infine l’atteso browser di Google, il grande burattinaio della Rete, è giunto sulla scena dopo mesi di rumors e di attese per l’importante passo di Mountain View. Il recente accordo commerciale con Mozilla fino al 2011 sembrava aver posto le condizioni ideali per scodellare il nuovo Chrome senza particolari contraccolpi e così è stato (Firefox porta molta linfa vitale al famoso motore di ricerca grazie alle impostazioni di default).

Chi ha avuto modo di seguire il webcast di presentazione del nuovo browser avrà probabilmente notato un paio di cose. Primo: nonostante Google abbia le server farm più grosse al mondo, la qualità dello streaming del keynote era molto deludente, anche con la migliore buona volontà e una vista d’aquila era impossibile farsi un’idea chiara delle simulazioni proposte dagli sviluppatori di Chrome. Secondo: per presentare l’atteso browser, il più grande motore di ricerca al mondo ha scelto Windows XP e non Windows Vista. Un piccolo particolare, certo, ma è difficile pensare a una semplice casualità. Viene quindi da chiedersi se la scelta di utilizzare l’ormai famoso, e vetusto, sistema operativo di Microsoft sia stata dettata da semplici esigenze tecniche – magari di compatibilità con il software utilizzato per il webcast, da ragioni dovute alla stabilità di Chrome su XP e Vista o magari (ma è una semplice supposizione post balneare) per lanciare un piccolo messaggio, un endorsement di Windows XP, e inserirsi nell’ampio filone polemico che poca fortuna ha portato fino ad ora a Vista.

Una cosa, comunque, è certa: al momento Chrome esiste solamente per quelle moltitudini di utenti che utilizzano un sistema operativo Microsoft. Le versioni per Mac e Linux, infatti, sono ancora in fase di implementazione e al momento Google non ha fornito date sicure per il loro rilascio. Alcuni hanno valutato questa scelta di Mountain View come un errore grossolano, un modo che lega inevitabilmente il famoso motore di ricerca a un unico produttore di software e non alla Rete nella sua generalità. Una valutazione che trovo solo in parte condivisibile. Già, perché prima di tutto Microsoft non è un produttore di software, ma (che piaccia o meno) è il produttore di software. La stragrande maggioranze dei computer là fuori utilizzano i sistemi operativi creati da Redmond, siano essi Windows XP o Vista. A prescindere dalla qualità di tali software, su cui si scontrano ormai da decenni differenti scuole di pensiero, il “gene dominante” nell’odierna informatica è ancora quello di Microsoft e con quello bisogna – in prima istanza – fare i conti.

Mantellini si chiede: «Era cosi’ assurdo aspettare il tempo necessario per avere pronta anche un versione di Chrome per mac e per linux?». Sì, era totalmente assurdo. Google ha scelto un momento ideale per venire allo scoperto: ha atteso si attenuassero i clamori per l’arrivo di Firefox 3, ha siglato un nuovo accordo con Mozilla ed ha rilasciato il suo Chrome prima che Microsoft rilasciasse la sua nuova versione di Internet Explorer, la cui gestazione è apparsa fino ad ora più travagliata del previsto. Attendere per avere pronto il proprio software anche per Mac e Linux, ottimi sistemi ma distanti anni luce dai numeri di Windows, sarebbe stato un errore non indifferente e che non avrebbe pagato.

Dire che con questa scelta Google «ha tradito sé stessa» è un buon modo per metterla in caciara, ma non per affrontare seriamente la questione. La società di Mountain View basa la propria esistenza sulla Rete e naturalmente sugli utenti che vi accedono ogni giorno utilizzando i suoi servizi. La porta principale per accedere al Web sono i browser, ma per arrivare al pianerottolo occorre passare da quell’enorme passo carraio che sono i sistemi operativi ed è naturale che Google inizi da quelli in cui la maggior parte delle persone fanno ogni giorno manovra.

Se si segue un semplice principio di opportunità non si “tradisce sé stessi”, ma semplicemente si mettono in campo le migliori soluzioni per perseguire i propri interessi. Le società non hanno un’anima, salvo non si creda ancora alla favoletta del “don’t be evil”…

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  • http://blog.webnews.it Giacomo Dotta

    E’ evidente che Google predica bene e razzola male. Ma è solo un’apparenza, perchè invece Google sa razzolare molto bene.

    Uscire su XP e Vista significa iniziare esattamente dal cuore del problema: è lì che Google intende portare il proprio “cavallo di Troia”.

    Inoltre è su piattaforma Microsoft che il browser incontrerà le grandi masse ed avrà i feedback più consistenti in quanto a sicurezza e quant’altro.

    Sì, la scelta di Google mi pare oltremodo logica. Fermo restando il fatto che predica bene ma razzola male, molto male, benissimo :)

  • http://emanuelemenietti.it Emanuele Menietti

    Qualcuno a Mountain View deve aver letto Machiavelli molto attentamente… ;)

  • http://saint-andres.blogspot.com Saint Andres

    Vabbè è questione di tempo, uscirà anche la versione per MacOS e Linux, intanto è innegabile che abbiano bisogno di esperienza prima del lancio della versione definitiva. ovvio cheWindows rappresentando oltre il 90% del mercato può fornire dati migliori rispetto a quelli che potrebbero essere dati da altri OS.

  • http://n.d. Paolo

    A me sembra che Google da grande dominatore del mercato sia diventato il grande inseguitore.
    Si è resa conto di camminare sulle sabbie mobili e di rischiare di affondare molto rapidamente, anche se adesso questo non è visibile…
    1. Con la piattaforma Android è arrivata incredibilmente in ritardo in un settore strategico. Farà ancora in tempo ? (non credo…)
    2. Con Chrome è arrivata ancora più incredibilmente in ritardo. Anche Apple l’ha capito prima, e non era il suo settore strategico. Mozilla ha anni di sviluppo alle spalle e il risultato è sotto gli occhi di tutti.
    Mozilla come Google ritiene che il futuro del web sia HTML, Ajax e tutti gli standard del w3c. Questo non è afatto detto. Non è detto che sia questo ciò che vuole il mercato. Il mercato vuole un’unica piattaforma, affidabile e sicura, non una miriade di 200 standard.
    Il web del futuro sarà SilverLight o Adobe Air. Una bella lotta. (Secondo me SilverLight…)

    Vedremo come andrà a finire ma Google rischia di essere il prossimo dinosauro…

  • Sbalky

    We love Menietti!!
    Con l’ultimo paragrafo mi hai conquistato…
    ;-DD

  • http://emanuelemenietti.it Emanuele Menietti

    @ Sbalky
    Grazie, grazie… attendo la tessera del fanclub :-D

  • http://blog.webnews.it/05/09/2008/sergey-brin-definisce-imbarazzante-lassenza-di-una-versione-mac-di-chrome/ Sergey Brin definisce “imbarazzante” l’assenza di una versione Mac di Chrome | Webnews Blog

    [...] All’indomani del lancio di Google Chrome, il già popolare browser di Google che in meno di una settimana dal lancio pare aver raggiunto l’1% di mercato, Emanuele ha giustificato la scelta di Google di rilasciare Chrome solo per Windows. [...]

  • http://n.d. Paolo

    Mi sembra che MS con Windows update sia stata molto più prudente …
    Google Chrome è una specie di Malware che sconsiglio a chiunque di installare. Praticamente una porta sempre aperta al pc dove Google può fare il bello e il cattivo tempo.
    Non mi sembra una bella cosa … oppure è solo una questione di fede… a Google tutto è permesso mentre agli altri …