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Google pronto ad andare in tv con NBC

Il network televisivo statunitense ha stretto un accordo per cominciare a provare le nuove tecniche di advertising targettizato di Google per la televisione via cavo. Si inizia con solo alcuni canali di seconda fascia ma l'obiettivo è la pubblicità locale

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Lo ha minacciato per molto tempo e ora sembra ufficiale che Google passerà a vendere spazi pubblicitari anche in televisione. Il primo contratto è con NBC Universal che concederà al colosso delle ricerche online un certo numero di blocchi di pubblicità da poter offrire ai suoi clienti.

Naturalmente non è solo di piazzare pubblicità che si parla, ma di mettere a punto un sistema in grado di tradurre le dinamiche vincenti degli AdWords per il pubblico della televisione. Anche la NBCU ha i propri interessanti vantaggi dalla partnership siglata: Google infatti è stata scelta in quanto alleata con Englewood, una compagnia per la televisione satellitare che permettere di conoscere fino ai dettaglio le abitudini degli spettatori. Così è possibile vedere quali pubblicità sono viste e quali no, e quindi comprendere meglio i target e le dinamiche proprie della “scatola parlante”.

Al momento la quantità di spazio pubblicitario che sarà affidato al tema di Mountain View frutta 6 miliardi di dollari l’anno, si tratta di canali satellitari di seconda fascia che in prime time possono raggiungere anche gli 1,4 milioni di spettatori.

L’accordo tra NBCU e Google prevede che il primo rimarrà in grado di mantenere relazioni dirette con gli investitori e le agenzie e di fissare paletti sulla disponiblità degli orari da acquistare. Dall’altra parte Google fornisce tutto un nuovo bacino di potenziali investitori utenti del suo servizio AdWords (con cui TV Ads è ben integrato) a cui NBCU darà in appalto alcuni spazi sui canali MSNBC, CNBC, Sci-Fi e Oxygen con l’idea di potersi espandere e prendere di mira anche i canali locali.

Ad ogni modo non si tratta solo di un accordo di collaborazione per risultati immediati e ritorni di breve periodo: le due aziende si mettono insieme anche e soprattutto per fare ricerca in un campo finora molto poco esplorato e dal quale entrambi hanno di che guadagnare.