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Video online in calo a luglio, ma non per Hulu

Prestazione magra per il video online: a Luglio, secondo Comscore, solo Hulu cresce. L'istituto di ricerca sostiene però che la penetrazione sia in aumento fino a sostenere che il 75% degli statunitensi avrebbe visto almeno un video nel mese considerato

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Arrivano i nuovi dati ComScore sulla fruizione di video in rete nel mese di Luglio 2008 e non mancano le sorprese. L’istituto specializzato in analisi e raccolta dati sostiene che sarebbero 11,4 miliardi i video visualizzati nei soli Stati Uniti per un totale di 558 milioni di ore, un netto calo dai 12 miliardi di maggio.

A fare la parte del leone ci sono i siti di Google, ormai nelle ricerche riuniti in un’unica categoria (che comprende quindi YouTube e Google Video), con 5 miliardi di video totali e una media di 54 visualizzati per utente che fruttano a Mountain View il 44% della quota di mercato.

Secondo classificato è Fox Media (dove si trova anche MySpace) che raccatta il 3,9% del totale video visti perdendo qualcosa rispetto al mese precedente. Ma il sorvegliato speciale è Hulu, che scala fino all’ottava posizione potendo contare solo su materiale professionale e nessun video user generated. Il servizio promosso da NBC è passato da 88 milioni a 119 milioni di video visti in un solo mese.

I dati più in generale parlano comunque di una penetrazione sempre più forte dei video nella popolazione statunitense, il 75% del quale che ha guardato almeno un video nei trenta giorni di riferimento: una statistica talmente alta da far dubitare in molti della sua totale affidabilità.

Di sicuro il mercato del video si sta allargando anche se permangono i problemi principali, ovvero la monetizzazione del traffico (solo Hulu riesce davvero a creare numeri interessanti), il copyright e la ricerca. L’ultimo promette di essere risolto da una delle tante startup selezionate da Techcrunch per il suo evento TechCrunch50. La società si chiama VideoSurf ed è stata creata da un ex-ingegnere di Yahoo tutta intorno ad una tecnologia in grado di riconoscere e leggere le immagini in modo da poter, per esempio, riconoscere il volto di un attore. Avendo nel suo database milioni di clip da YouTube, Hulu e altri siti VideoSurf (ora in beta) potrebbe essere in grado di rivoluzionare il business del video online consentendo non solo un passo in avanti verso il web semantico ma anche un avanzamento per chi lotta per difendere il proprio copyright.