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A Small World: la community d’élite

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Quando pensiamo al Web ci viene in mente una rete aperta, alla quale tutti possono accedere liberamente, senza distinzioni di carattere sociale. Ma è pure vero che Internet, nel suo avvicinarsi sempre più alla vita reale degli utenti, tende a conformarsi ad essa e a rispecchiarla in alcuni suoi aspetti.

Le dinamiche sociali e la distinzione in classi che le caratterizza si riflette in alcuni casi anche sul Web, come dimostra l’esistenza del sito A Small World. Si tratta di una comunità ristretta di utenti (circa 250.000), costituiti da una vera e propria élite di individui che si distinguono per reddito e stile di vita.

Il sito è nato nel 2004 ad opera di Erik Wachtmeister, figlio di un ambasciatore svedese e conta fra gli iscritti per lo più utenti di 35 anni di età media, in genere rampolli di famiglie altolocate; sono presenti anche manager e alcuni personaggi famosi del mondo dello spettacolo.

Tutti questi internauti si riuniscono virtualmente su A Small World per condividere informazioni sullo stile di vita che essi conducono: si danno reciproci consigli su ristoranti, locali alla moda e luoghi in cui dedicarsi allo shopping. Un’esperienza collettiva messa al servizio di chi rientra nella stretta cerchia di persone dalle possibilità economiche non trascurabili. Naturalmente non tutti gli utenti del Web possono entrare a far parte di questo spazio: si entra solo per invito; l’iscrizione è gratuita e il sito attinge alle risorse della pubblicità.

A Small World sembra andare in senso contrario al carattere democratico del Web, visto come strumento essenziale per garantire a tutti in modo più semplice l’accesso a risorse e contenuti. Tuttavia il suo carattere elitario non è altro che l’esemplificazione dell’aderenza della rete al reale multiforme di chi si avvale di essa e del suo proporsi sempre di più come un mondo non lontano e distaccato, ma come un’estensione della società.

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