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Un commosso J’Accuse a Carrefour riesce a farsi sentire grazie a un blog

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Grazie ad un twit di Luca Conti ho letto questo tristissimo post di una madre ferita e umiliata che scrive a Carrefour quanto successo a lei e a suo figlio, durante una delle tante iniziative promozionali dedicate ai bimbi organizzate dai centri commerciali.

In estrema sintesi, secondo quanto narrato dalla madre, suo figlio autistico è stato ripetutamente offeso e umiliato sia dal personale assunto da Carrefour per l’evento, sia dal personale Carrefour secondo cui chi non ha un “bimbo normale” non dovrebbe portarlo “in mezzo alla gente”.

Non mi interessa entrare più di tanto nel merito della vicenda, avendo peraltro sentito una campana sola per prudenza evito di sbilanciarmi sul merito.

Quanto mi preme sottolineare è invece la grande opportunità che, ancora una volta, i blog offrono alle persone per fare udire i loro gridi disperati. Chi avrebbe saputo la storia di questa madre dieci anni fa? Nessuno probabilmente.

Un semplice post sul blog ha invece consentito a migliaia di persone di venire a conoscenza di quanto affermato da questa donna e, auspicabilmente, consentirà a tutti noi di conoscere la posizione ufficiale di Carrefour.

Il blog è strumento di libertà, di lotta e di affermazione dei nostri diritti. L’hanno capito nei Paesi dove la libertà è soffocata e lo stiamo capendo anche noi, raggiungendo le persone nelle loro case con le nostre rivendicazioni e testimonianze.

Tornando sul merito della vicenda, invece, occhi e orecchie aperte. Una risposta ufficiale del gruppo francese è ora obbligata, se quanto successo è vero c’è da attendersi scuse formali e punizioni esemplari.

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