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Osborne-1, il computer diventa “trasportabile”

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L’Osborne-1 fu presentato al West Coast Computer Faire nell’Aprile del 1981 e fino all’inizio del 1983 continuò a vendere più di 10.000 unità al mese, facendo entrare nelle casse dell’azienda milioni di dollari.

Adam Osborne fondò la sua compagnia nel 1972 con lo scopo di pubblicare dei manuali informatici di facile lettura. Nel 1977 la Osborne Books aveva già al suo attivo più di 40 titoli. Nel 1979 Osborne vendette tutto in blocco alla McGraw-Hill e decise di fare il gran salto nel mercato dei personal computer.

Con l’aiuto di Lee Felsenstein, ingegnere ex dipendente Intel, riprendendo il concetto dello Xerox NoteTaker, progettò un computer che poteva essere facilmente trasportato: l’Osborne-1 fu lanciato ad un prezzo molto aggressivo di $1795 considerando il software venduto in bundle, Microsoft’s CBASIC (la versione compilata del Basic), Supercalc, Wordstar e il sistema operativo CP/M, software che da solo costava più di $2000.

Se il software a corredo era di tutto rispetto, non si poteva dire altrettanto dell’hardware.

L’Osborne-1 era basato su una veloce CPU Zilog Z80 a 4Mhz, aveva 64K di RAM and 4K di ROM; il floppy disk integrato da 5.25″ era solo single sided, single density, ma la limitazione maggiore era costituita dal monitor monocromatico da 5″ che poteva visualizzare 52 linee da 80 (microscopici) caratteri.

La tastiera era integrata nel coperchio del case/valigia.

L’Osborne-1 era privo di una batteria interna e per funzionare aveva bisogno di essere collegato alla rete elettrica.

In seguito fu commercializzato come optional un battery pack che forniva un’ora di autonomia.

Altre periferiche collegabili erano un monitor esterno, un modem a 300 baud, un floppy a doppia densità e una stampante.

In origine fu progettato per poter essere riposto sotto il sedile di un aereo ma con i suoi 11 Kg di peso può essere al massimo definito come “PC trasportabile” (luggable) piuttosto che “portatile”.

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