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Uscire dalla realtà, entrare nel browser

Exit Reality è un piccolo tool che permette all'utente di entrare in una dimensione parallela ai siti web. Navigando, infatti, è possibile passeggiare all'interno dei siti incontrando altri utenti ed interagendo con gli elementi propri dei vari contenuti

A dimostrazione della bontà dell’idea, Exit Reality può vantare fin da subito la collaborazione di social network quali MySpace, Facebook e Bebo, oltre a servizi quali YouTube e Flickr: la metafora dell’appartamento va a configurare lo spazio personale dell’utente ambientando in una realtà virtuale ad hoc ognuna delle esperienze. L’installazione di un piccolo plugin su Internet Explorer è ciò che apre alla navigazione tridimensionale.

L’obiettivo del gruppo è evidente: Second Life è un modello, ma in questo caso non viene costruito un mondo a parte, bensì viene esteso un mondo (quello della rete) già esistente ed in continua crescita. Fin da subito vengono incoraggiati i grandi brand a cogliere l’opportunità, creando metamondi nei quali i propri siti web verranno trasfigurati automaticamente dal plugin. Difficile capire fino a che punto il tutto possa però sfondare: «fortuna, ingegno, capacità promozionale e appeal» faranno la differenza.

Exit Reality

Del resto è stata la stessa Second Life a prevedere la cosa: «Passeggiare e incontrare sconosciuti potrebbe essere un sistema molto vicino alla realtà per imparare e per muovere i primi passi e la simulazione di una realtà parallela permette inoltre di non essere mai soli. L’esperienza virtuale sarà inoltre parecchio migliorata nei prossimi anni, secondo l’opinione del CEO Gaia Online, nel momento in cui nuove soluzioni 3D solcheranno il web per proporre rappresentazioni sempre più simulate a partire dalla realtà, piuttosto che da approssimativi modelli di essa». Secondo il CEO Linden Lab Philip Rosedal entro 10 anni non si navigherà più sul web, ma lo si vivrà in tre dimensioni. In quest’ottica Second Life deve fare un passo verso il web, scansando nel contempo la concorrenza che potrebbe essere apportata da esperienze 3D quali la PlayStation Home di Sony o il progetto Lively di Google. Per Exit Reality, insomma, il mercato si apre già su una strada estremamente trafficata: sono in molti a credere che la “rete” sia una metafora destinata a decadere sotto le pressioni di un concetto sempre più tridimensionale ed immersivo dell’esperienza web.

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  • Luca

    si personalmente io propendo per l’inutility.
    Non facciamo che cercare modi per abbattere i tempi di fruizione dei siti, di caricamento, per rendere l’esperienza della navigazione il più semplice e veloce…mi sembra un enorme passo indietro.
    Magari è estremamente cool ma niente di più che un vezzo…

  • Sbalky

    Io credo che il futuro del web stia nella percezione sempre più labile del confine fra reale e immateriale, quindi non vedo nulla di male nello sperimentare. Si facesse anche qui in Italia…