L’opinione si crea online
Le reti sociali online sono ormai il principale canale per la creazione delle opinioni su prodotti, beni e servizi. A rivelarlo è un recente report di Universal McCann che ha analizzato le preferenze degli utenti alla ricerca di informazioni sul Web
L’indagine statistica di Universal McCann descrive una realtà sensibilmente diversa da quella di pochi anni fa. La progressiva pervasività della Rete e il considerevole aumento di occasioni in cui rimanere in contatto con amici e conoscenze online sembrano aver reso alcuni aspetti della società maggiormente trasparenti. Il passaparola sul Web e lo scambio di opinioni su beni e servizi colloca le aziende in una posizione sempre più esposta, in cui le tradizionali metodologie di marketing potrebbero presto rivelarsi insufficienti per fare breccia nel cuore dei consumatori. Secondo la ricerca, le società dovranno essere in grado di ritagliarsi un nuovo ruolo all’interno delle dinamiche sociali online, divenendo parte integrante del flusso informativo parcellizzato dei singoli utenti e stimolando nuove forme di promozione dal basso verso l’alto.
La capacità di fare opinione non si limita, naturalmente, ai soli prodotti o beni di una azienda, ma anche ad altri temi importanti come la politica. Su ciò che determina le condizioni di vita, le opportunità e il futuro dei cittadini, ci si confronta molto spesso in Rete non solo attraverso i canali ufficiali di informazione, ma anche tramite il confronto diretto tra amici e contatti online. In questa dinamica il ruolo degli utenti maggiormente influenti può davvero fare la differenza, spostando il consenso di molte persone attraverso il rodato meccanismo del passaparola. Lo sanno bene gli strateghi elettorali impegnati in questi mesi nella complessa campagna elettorale per le presidenziali statunitensi.
Segnando una strada che sarà probabilmente seguita presto dalle aziende per le loro nuove strategie di marketing, i team di Barack Obama e John McCain hanno puntato molto sulla Rete, cercando di coinvolgere il più possibile gli utenti con iniziative online, blog e aree di discussione per sfruttare le potenzialità dei creatori di opinione dal basso. Intorno a questi soggetti si sono sviluppate nuove reti sociali, unite dal medesimo mezzo di comunicazione, in costante espansione e in grado di influenzare in molti casi anche i media tradizionali. E proprio le prime saltuarie inversioni del tradizionale flusso da broadcaster a social media rafforzano l’idea di un nuovo cambiamento nei processi comunicativi, che vede ancora una volta il Web al centro del fenomeno.
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