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N96, tutto quello che gli altri non dicono

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In questi giorni è tutto un fiorire di “unpacking” per mostrare al mondo tramite video le prime recensioni del telefono Nokia N96 (giunto in queste ore a redazioni e blogger per i primi test su strada). Ne escono unpacking (diciamolo) alquanto convenzionali, sulla falsa riga di una sorta di canovaccio che è andato imponendosi sulla rete ormai da tempo. Visto che dell’N96 ormai tutti sanno tutto, dunque, evitiamo unpacking vari: ci tengo, piuttosto, a sottolineare alcune cose che nessuno sembra aver finora rilevato. E son certo che con il passare delle ore altri spunti emergeranno.

  • la parte retrostante del telefono è in plasticaccia. Ciò la rende molto meno robusta rispetto all’N95, ma al tempo stesso la si può considerare una cover. A quando, dunque, i ricambi colorati o personalizzabili?
  • Il monitor è grande esattamente quanto quello del Nokia N95, eppure non si direbbe. Occorre metterli fianco a fianco per rendersene conto. La sensazione, infatti, è quella di un monitor più ampio e l’illusione è dovuta al frontale univoco che sembra estendere il monitor al di là delle sue reali dimensioni. Una piccola magia, una gradevole sensazione;
  • Il connettore per gli auricolari va inserito nella parte superiore del telefono. E questo vale da solo il prezzo del biglietto (come si suol dire): quella meraviglia dell’N95, infatti, aveva il difetto tremendo del connettore laterale, il che impediva di tenerlo al collo facendo jogging o nel taschino della giacca, o ancora pizzicato in auto nel sostegno apposito con pinze laterali. Un bug strutturale di enorme importanza, insomma, risolto con il nuovo modello;
  • La parte laterale è tutto fuorché elegante. Però trasmette una sensazione di robustezza estrema. Inutile il pulsante per il blocco della tastiera: un pulsante in più che poteva essere evitato (sebbene sia comodo per quanti preferiscono non invischiarsi in scomode impostazioni da menu);
  • Vi mangiate le unghie e pensate di comprarvi un N96? Lasciate perdere. Troppo piccolo il buchino per infilare la memory card, troppo piccolo il buchino per aprire il sostegno posteriore, troppo piccolo il buchino per estrarre la SIM;
  • I pulsanti 1, 2 e 3 sono i più sacrificati. Spostandovi il polpastrello sopra il dito fatica ad inserirsi e diventa dunque fastidioso scrivere SMS. Mezzo centimetro di scivolamento aggiuntivo avrebbe migliorato l’ergonomicità del telefono in fase di composizione dei messaggi. In questo caso se vi mangiate le unghie siete favoriti, se non altro;
  • Interessante il sostegno posteriore del telefono. Al sottoscritto di guardare la tv sul telefonino interessa molto poco, ma poter avere il cellulare sempre in vista sulla scrivania è invece bella sensazione. Che quando senti le casse del pc iniziare a gracchiare butti subito un’occhio sullo schermo e vedi istantaneamente il messaggio in arrivo. Son cose…
  • Offrire nella confezione un caricabatterie per auto è una finezza importante. Un cellulare come l’N96 ha un costo importante e questo è un bel gesto nei confronti dell’utente. Omaggio peraltro di tutta utilità: utilizzare le funzioni mappali del telefonino (che meriterebbero un prossimo post: Nokia sta facendo un ottimo lavoro in tal senso) minaccia la durata della batteria, dunque usare il cellulare come navigatore impone l’obbligata presenza di una ricarica contemporanea;
  • La memoria in dotazione è il punto di svolta dell’N96 rispetto all’N95: migliaia di canzoni e le mappe di tutta Italia? Nessun problema… ci sta tutto.

Altro, molto altro, occorrerà dirlo a proposito di OVI e del software interno. Per ora rimangano queste impressioni iniziali. E una sensazione netta: il collo di bottiglia di fronte a cotanta meraviglia è nei costi degli operatori. Un telefono del genere è infatti una sorta di mini-pc, ma i costi del traffico sono insostenibili e le flat esistenti poco fanno ancora per andare incontro alle necessità di un utente “2.0”.

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