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Palm OS II per il grande rilancio

Con quasi due anni di ritardo rispetto alle prime stime, Palm annuncia come ormai prossimo il Palm OS II. L'azienda un tempo leader del settore punta ora tutto sulla sua araba fenice per risorgere dalle sue ceneri e tornare ai vertici del mercato

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Dopo innumerevoli rimandi la nuova versione del Palm OS sembra essere finalmente in vista del traguardo. Si parla infatti di una versione stabile del software entro la fine dell’anno, anche se per vedere la nuova generazioni di smartphone Palm bisognerà aspettare fino a maggio-giugno del 2009.

Il nuovo sistema operativo era stato preannunciato come in fase di sviluppo già nell’aprile del 2007 e Ed Colligan, direttore generale di Palm, aveva promesso i primi terminali con il nuovo OS entro il 2007. Due mesi dopo Palm comunicava di aver dovuto allungare i tempi di sviluppo, posticipando il tutto alla fine del 2008. Il nuovo sistema è basato sul kernel Linux, lo stesso alla base di Android, ed include un layer di compatibilità con il vecchio Palm OS Garnet per permettere l’utilizzo delle 25 mila applicazioni già pronte per il precedente sistema.

La strada intrapresa da Palm è molto simile a quella percorsa da Access, la società giapponese che nel 2005 aveva rilevato la Palm Source, azienda spin-off di Palm che deteneva i diritti sul codice sorgente del sistema Garnet originale. Anche Access ha sviluppato un suo sistema operativo basato su Linux con un layer di compatibilità per le applicazioni scritte per il Garnet OS, aggiungendo in più la possibilità di utilizzare applicazioni Java e programmi GTK+, il set di librerie grafiche utilizzato anche dai Nokia Internet Tablet. Access, pur avendo accesso ai sorgenti originali, non ha però diritto ad utilizzare il nome Palm, e ha pertanto ribattezzato il suo sistema come Access Linux Platform (ALP).

Il sistema ALP è basato sulle specifiche del consorzio LiPS, confluito a luglio nella fondazione Linux Mobile (LiMO), è stato già presentata al pubblico in numerose occasioni ed è stato oggetto di un recente accordo tra Access e NTT DoCoMo. Palm, dopo aver acquistato la licenza del sistema Garnet dalla stessa società a cui ne aveva ceduto i diritti, ha preferito la strada più lunga dello sviluppo di una propria versione per non essere dipendente da un prodotto di terze parti, e non dover fare i conti con Access o con chiunque dovesse rilevare il sistema ALP dalla società giapponese.

Attualmente Palm detiene una percentuale di mercato tra il 2% e il 3%, ben lontana dal periodo d’oro in cui il nome stesso dell’azienda era sinonimo di “palmare”. Nell’ultimo trimestre, dopo un lungo periodo di crisi e di forti perdite, Palm Inc. ha fatto registrare un incremento di vendite superando per la prima volta da alcuni anni a questa parte il milione di terminali venduti nell’arco di tre mesi, soprattutto grazie alle ottime prestazioni dell’economico Palm Centro. Colligan lo ha detto chiaro e tondo: «[…] stiamo lavorando per riportare Palm al suo ruolo di innovatore leader nel settore degli smartphone». La storica azienda non può permettersi ulteriori ritardi nel presentare la nuova piattaforma se non vuole perdere fin dall’inizio la sfida con concorrenti del calibro di Google, Apple, RiM e Symbian.

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