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Class Action contro EA per i DRM in Spore

Un gruppo di consumatori ha avviato una class action contro EA, accusata di installare all'insaputa degli utenti il programma SecuROM contestualmente all'installazione del videogame Spore. Le eccessive limitazioni sui DRM potrebbero rallentare le vendite

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Un milione di copie vendute in appena due settimane. È questo l’ottimo risultato ottenuto dall’innovativo videogioco Spore, lanciato lo scorso 7 settembre e atteso ormai da mesi dagli appassionati dei videogame progettati da Will Wright. Nonostante il successo del nuovo titolo, il distributore Electronic Arts (EA) non ha potuto festeggiare a dovere il risultato raggiunto a causa di una class action da poco intentata proprio per il videogame Spore.

L’azione legale contro EA è stata depositata presso una Corte distrettuale della California a nome di Melissa Thomas e di numerosi altri acquirenti del gioco dal portale online del famoso produttore di videogame. Secondo i promotori della causa, EA avrebbe violato le leggi della California in merito ai diritti del consumatore installando, all’insaputa degli utenti, l’applicazione SecuROM unitamente a Spore. Il programma in questione ha il compito di limitare il numero di copie e le installazioni consentite del videogioco sul medesimo computer (per Spore il limite massimo è fissato a cinque installazioni), un particolare sul quale gli utenti non sarebbero stati sufficientemente informati da parte di EA al momento dell’acquisto dell’agognato videogame di simulazione.

«Nonostante i consumatori siano messi al corrente che il videogioco utilizzi un sistema di controllo contro le copie non autorizzate, agli utenti non viene detto che questo sistema è gestito da un programma completamente separato che verrà scaricato, installato e utilizzato automaticamente dal computer. […] Una volta installato, diviene una parte permanente dei software installati nel PC. Anche se l’utente decidesse di disinstallare Spore, e lo cancellasse completamente dal suo computer, SecuROM continuerebbe a esistere sul PC a meno di una completa formattazione del disco rigido o una sostituzione dello stesso da parte dell’utente» si legge nel testo [pdf] presentato alla Corte distrettuale californiana.

Secondo i promotori della class action, inoltre, EA avrebbe deliberatamente nascosto agli utenti la presenza di SecuROM, programma spesso criticato per le eccessive restrizioni imposte agli utenti, ma ritenuto necessario da parte dei produttori di videogiochi per arginare la pirateria. La vicenda potrebbe portare a un risvolto inaspettato quanto negativo per EA e per le vendite di Spore. A causa di SecuROM, il videogame ha ottenuto un punteggio molto basso da parte degli utenti su numerosi siti di ecommerce. Emblematico, in questo senso, è il risultato ottenuto sul portale del colosso Amazon: Spore ha conquistato una sola stella tra le cinque messe a disposizione degli utenti per valutare i prodotti venduti dal famoso sito di ecommerce. I circa 2600 commenti negativi sono un’aspra critica nei confronti di EA e della politica estremamente restrittiva adottata per Spore. La presenza di SecuROM e il limite massimo di cinque installazioni sembrano non essere proprio graditi dagli utenti.

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