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Un plagio tira l’altro? – La replica de La Stampa

Emergono nuovi curiosi sviluppi sul possibile plagio di un post da parte della versione online della Stampa diffuso in Rete negli ultimi giorni della scorsa settimana. Attraverso una cortese quanto stizzita email, Dario Corradino, responsabile per l’area web del quotidiano torinese, ha ritenuto doveroso effettuare alcune precisazioni, che sembrano spostare le responsabilità dalla Stampa alla [...]

Emergono nuovi curiosi sviluppi sul possibile plagio di un post da parte della versione online della Stampa diffuso in Rete negli ultimi giorni della scorsa settimana. Attraverso una cortese quanto stizzita email, Dario Corradino, responsabile per l’area web del quotidiano torinese, ha ritenuto doveroso effettuare alcune precisazioni, che sembrano spostare le responsabilità dalla Stampa alla agenzia Adnkronos:

Lastampa.it ha pubblicato un dispaccio di un’agenzia (la Adnkronos) alla quale paga regolarmente l’abbonamento. All’interno di questo dispaccio c’era il passo “incriminato”. La blogger se n’è lamentata in rete senza nulla comunicare a Lastampa.it. Quando sono venuto a sapere delle sue lamentele, condite da una serie di facili ironie e insulti in altri interventi sul suo blog, le ho mandato una e-mail personale nella quale spiegavo come erano andate le cose allegando una copia del dispaccio d’agenzia. Ho inoltre provveduto a rimuovere l’articolo dal sito Lastampa.it. Lo stesso articolo è stato nel frattempo riprodotto in una serie di altri siti e blog (qualcuno sarà stato abbonato ad Adnkronos, qualcuno l’avrà copiato da altre fonti o da Lastampa.it, che peraltro non ha rilasciato alcuna autorizzazione a farlo). Nessuno di questi siti e blog è stato accusato di plagio.


Sulla pratica, ormai estremamente diffusa, di prendere un’agenzia di stampa e farne un copia incolla senza alcuna verifica preventiva sono già stati versati litri di inchiostro ed è un argomento che interessa l’intero ciclo informativo, che porta spesso a vistose distorsioni o scivoloni senza precedenti. La questione del plagio si sposta così dalla Stampa, che non ha comunque la coscienza immacolata a riguardo, alla agenzia Adnkronos che avrebbe riportato per prima il testo del blog, secondo la versione di Corradino. Se così fosse (il dispaccio citato da Corradino non è disponibile online per una verifica), la sostanza dell’intera vicenda cambierebbe molto poco, dimostrando ancora una volta come alcuni soggetti attivi nell’informazione reputino la blogosfera una terra di nessuno da saccheggiare secondo i propri gusti e le proprie necessità.

Se vuoi aggiornamenti su Un plagio tira l’altro? – La replica de La Stampa inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Luca

    io comunque non mi metterei a crocifiggere la gente né a far di tutta l’erba un fascio.
    E’ vero che ci sono errori, scivoloni, però mi piace pensare che non tutti siano sempre in malafede.
    E’ chiaro che è l’intero sistema informativo ad essere viziato.

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com Gabriele Niola

    Più che altro secondo me è chiaro che ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo che non si conosce bene.
    Se l’adkronos o chi per loro ha copiato avesse saputo che andava incontro a simili legittime proteste non l’avrebbe fatto, il problema è che si pensa chissà perchè che nessuno se ne accorga.

    Non credo comunque che a La Stampa debbano mettersi a verificare che le agenzie non abbiano copiato dalla rete, le pagano proprio per potersene fidare. Certo stavolta hanno fatto male e se la dovranno prendere con chi di dovere, ma che senso avrebbe pagare un abbonamento ad un agenzia e poi dover verificare oltre alla veridicità della notizia (che comunque si fa) anche che non sia stata copiaincollata da altrove?

  • Enzo R.

    Concordo pienamente con quanto afferma Luca. Osservo, tuttavia, che nella fattispecie lo scivolone è piuttosto plateale, indipendentemente dall’autore dell’acrobazia. Il malessere dell’informazione, in tutti i suoi aspetti e mezzi di diffusione, è palese e l’occasione fa l’uomo ladro: i blog, per quanto possano essere considerati “ruspanti”, costituiscono nella più riduttiva delle valutazioni un serbatoio di informazioni o di semplici spunti quantitativamente incommensurabile.