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Apple tuona: meno royalty o chiudiamo iTunes

Velata ma decisa, ecco la minaccia della Apple: guai a chi tocca le royalties sui brani distribuiti. Il Copyright Royalty Board, però spinge in senso contrario: 15 centesimi per brano invece dei 9 attuali. In mezzo stanno le major ed i loro interessi

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Se il regime delle royalties verrà cambiato, iTunes chiuderà. È questa l’estrema (pur se velata) minaccia proveniente da Apple. Il tutto, peraltro, contenuto in un documento ufficiale (pdf, pag.3) nel quale Apple tuona: se il mercato non permette una adeguata profittabilità, il gruppo preferisce uscirne.

Documento Apple

Apple sa bene di avere il coltello dalla parte del manico. Il suo music store controlla il mercato ed al suo fianco in questa battaglia si trova nomi quali Napster o Rhapsody, tutti decisi a chiedere una revisione al ribasso delle royalties che i servizi di vendita devono alle grandi sorelle della distribuzione discografica.

Il braccio di ferro è serrato: da una parte vi sono tutti i maggiori music store sulla piazza. Dall’altra v’è il Copyright Royalty Board. La contesa è sulla fetta di introito dovuta alle parti per ogni singolo download: se ad oggi il dovuto per ogni singola traccia è di circa 9 centesimi, il CRB vorrebbe alzare la posta pretendendo almeno 15 centesimi. Stizzita la replica Apple: se aumentiamo i prezzi, il numero di download diminuirà drasticamente e l’intero mercato non avrà che da perderci; se i prezzi rimangono fissi e nel contempo aumentano le royalties, allora diminuirà il profitto dell’attività ed in questo caso Apple preferirebbe tirarsi fuori dai giochi.