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Bid8.it: considerazioni a margine di un’asta gratuita

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Possiamo affermare, senza troppi dubbi, che Bid8.it sia stato il fenomeno 2.0 dell’ultima settimana italiana.

Di che cosa si tratta? Di un’asta al ribasso completamente gratuita.

Sì, gratuita perché vince semplicemente chi riesce ad indovinare la cifra più bassa e unica disponibile: come le aste canoniche, ma al contrario.

La differenza sostanziale (in questo caso) è che per puntare non si devono usare soldi veri, ma crediti che vengono accumulati attraverso il click sui banner (consigliato esplicitamente dal sito). E (cosa da non sottovalutare) il premio non si acquista, ma viene regalato.

Ammetto la mia colpa: ho partecipato all’asta (e con non poche offerte), ma la cosa che ha lasciato più stranite le utenze sono stati i suggerimenti che venivano dati ad asta ancora in corso, ad esempio:

Oggetto: Apple iPhone 8GB del 11/09/2008 16:30 (aperta)
Indizio: L’offerta vincente corrente è compresa tra 100,00 ? e 120,00 ?.

Questo suggerimento – dato poco prima che finisse la competizione rischia di essere incomprensibile e fuorviante se consideriamo che l’asta si è chiusa con un vincitore a ? 57,48.

Diamo un’occhiata alle statistiche finali a questo indirizzo.

La realtà dei fatti è che il fatto che un’offerta unica sia compresa tra due valori non ci garantisce che i valori precedenti siano stati tutti coperti.

L’enorme elenco ci da una misura di quanta gente abbia realmente partecipato alla “competizione”: il che fa pensare a un vero e proprio successo.

Vincere è un terno al lotto, ma provare non costa nulla, il servizio vive proprio su questo.

Mi piacerebbe condividere anche alcune brevissime considerazioni di “Marketing”:

  • “Obbligando” l’utente a “cliccare” sul banner che tornaconto economico hanno le aziende? È chiaro che il click sia automatico e non dettato da un vero interesse. Non è influente questo?
  • Google è l’unica azienda ad invalidare i click forzati? Nella “policy” di AdSense si vieta esplicitamente di “consigliare” il click. Gli altri servizi come si regolano?

Una cosa è certa: chi ha inventato il servizio (idea geniale, nulla da dire, per carità) adesso avrà un’idea delle potenzialità concrete di questo strumento: i guadagni non tarderanno ad arrivare e saranno anche cospicui se si continuerà di questo passo.

Qual è la vostra esperienza in merito?

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