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Per il provider belga Scarlet è impossibile fermare il P2P

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Al provider belga Scarlet è stato ordinato da un tribunale del paese di sorvegliare nonché fermare i download illegali di file effettuati mediante le Reti P2P da parte dei suoi abbonati.

Gli avvocati dell’ISP avrebbero replicato, sostenendo l’impossibilità di bloccare il traffico dati generato dai circuiti peer to peer.

Già a metà dello scorso anno, un tribunale del Belgio, a seguito di una sentenza, aveva intimato al provider di allinearsi con quanto disposto dai giudici, prorogando l’efficacia del responso giudiziario di ulteriori sei mesi.

I legali di Scarlet avevano altresì dichiarato che rispettare tale sentenza significava incappare in ulteriori violazioni di carattere penale.

Infatti in Belgio, vige una legge che vieta espressamente agli ISP il monitoraggio dei propri clienti, pertanto appariva molto limpida la contraddittorietà della sentenza (esegui un responso giudiziario per commettere un reato?).

Oggi gli avvocati di Scarlet stanno sostenendo la tesi dell’impossibilità di bloccare il flusso dati generato dalle reti P2P.

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