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AMD si divide per tornare a crescere

AMD si divide: il comparto di produzione chip prenderà il nome di Foundry Company e produrrà chip tanto per la casa madre quanto per altri gruppi. Fluiscono i miliardi da Abu Dhabi, ed ora la Mubadala detiene quasi il 20% della proprietà del gruppo

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AMD trova l’estrema soluzione per i propri mali: la guerra di prezzi intrapresa con Intel ha infatti lasciato gravi strascichi sui bilanci dell’azienda e la strada scelta è stata quella dello split. AMD sarà presto divisa dunque in due comparti tra i quali vi sarà rapporto di non esclusività. Il tutto per rendere più competitiva l’offerta, per rendere più elastico il gruppo e soprattutto per alleggerire una struttura che deve fare i conti con una situazione di mercato particolarmente stringente.

La costola che verrà staccata da AMD, la quale prenderà il nome di “Foundry Company“, produrrà fisicamente i chip per la casa madre accollandosi una parte sostanziosa dei debiti originari. Tale rapporto operativo, però, non sarà esclusivo e pertanto il nuovo comparto produrrà tanto per AMD quanto per altre aziende interessate. In questo cambiamento fluiscono peraltro 6 miliardi di dollari (ossigeno puro con l’attuale congiuntura finanziaria) provenienti dalla Mubadala di Abu Dhabi, cifra che verrà investita in nuovi stabilimenti di produzione già in fase progettuale. The Foundry Company sarà in parte proprietà AMD ed in parte proprietà ATIC (Advanced Technology Investment Co). Mubadala vede crescere la propria fetta al 19.3%.

Secondo le cifre riportate dal NY Times, a metà 2008 AMD contava 5.3 miliardi di debiti e 1.6 miliardi cash: il disavanzo iniziava a farsi insostenibile ed il profondo cambiamento annunciato è stata cosa obbligata.

Nel grafico è evidente la caduta dell’impero AMD dal 2006 ad oggi. Il valore delle azioni sta rimbalzando sui minimi raggiunti dopo la caduta post 2001 e l’attuale precarietà di Wall Street è l’ago della bilancia per tutto il listino. Dirk Meyer, amministratore delegato AMD, conferma tutto il proprio ottimismo per il futuro: il gruppo è ora solido e meglio strutturato, potrà dare risultati tanto nel breve quanto nel lungo periodo, ma soprattutto può tornare ad investire grazie alla pioggia di investimenti sopraggiunta.

Gli azionisti dovrebbero presto approvare formalmente il cambio di direzione e la divisione sarà operativa a partire dai primi mesi del 2009. IBM ha già confermato la propria partnership con il gruppo AMD fino al 2015.

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