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O il materasso, o il social lending

Mettere i soldi sotto il materasso non è una scelta logica né tantomeno redditizia. In questo momento di grave incertezza economica e di sfiducia nel sistema bancario, però, è possibile investire i propri risparmi? Il social lending rivendica un ruolo

Quali sono OGGI i vantaggi per chi intende investire in Zopa piuttosto che in un omologo investimento?
Prima di tutto sa in che cosa investe, su altre persone e non su titoli di cui non conosce la composizione. Poi ha un controllo diretto, in tempo reale del suo investimento, e un rendimento lordo su base annua che ad oggi è del 7,7%, salito nell’ultimo mese all’8%. Al netto delle tasse si tratta quindi di rendimenti intorno al 5%, oggi mi sembra proprio difficile trovarli in giro.

Quali sono OGGI i vantaggi per chi intende chiedere un prestito a Zopa piuttosto che ad una finanziaria o una banca?
Oggi continua ad aver accesso al credito, in un momento di stretta creditizia, a condizioni vantaggiose in un mercato in cui in tassi inevitabilmente stanno salendo (già prima di questa crisi i tassi di Zopa.it erano quasi la metà di quelli delle finanziarie). Non trascurerei poi la velocità di erogazione: immediatamente, in tempo reale e senza dover girare per uffici, sa se può ottenere il prestito ed esso viene erogato nel giro di tre giorni se la documentazione è tutta a posto.

Come è cambiata o potrebbe cambiare la percezione del social lending? Come sta cambiando in questa fase il rapporto con gli utenti, i quali a loro volta stanno perdendo fiducia nel sistema bancario?
Emerge sempre più l’assoluta trasparenza del social lending di fronte agli orrori perpetrati da Wall Street e dintorni. Zopa.it non è più solo l’ultima novità, un po’ curiosa, del web. Le persone capiscono come funziona e si fidano molto di più di altre persone che del sistema bancario e borsistico: chi presta vede rendimenti lordi intorno all’8%, chi cerca il prestito lo trova, in un momento di stretta creditizia, e al miglior tasso di mercato. È un po’ buffo vedere che mentre le banche non si fanno più prestiti tra loro, se li stiano facendo sempre più i privati direttamente tra loro.

In che misura Zopa è legato al sistema bancario? Una eventuale crisi delle banche metterebbe comunque in pericolo anche i capitali di chi ha investito in Zopa? Quali garanzie mettono al sicuro i capitali degli zopiani?
I prestiti sono regolati contrattualmente e legano chi ottiene il prestito a chi lo fa, è un rapporto tra privati reso possibile da Zopa.it, le banche ne sono completamente estranee. Zopa.it utilizza il sistema bancario per tutti i trasferimenti di denaro tra zopiani, ma francamente non è realistico pensare a un crollo del sistema su cui si appoggia tutta l’economia e, che non dimentichiamo, consente la tracciabilità di tutti i movimenti di denaro.

Zopa.it

Anche se per la realtà italiana potrebbe non sembrar vero, qualcuno sembra crederci davvero nel social lending. Il Regno Unito, tale strumento è già penetrato in modo molto più radicale rispetto al nostro paese (ove rimane ancora una relativa novità), Zopa inizia a registrare i primi risultati importanti: «le banche hanno ridotto drammaticamente i prestiti alle persone. In questo contesto Zopa UK ha accelerato i propri ritmi di crescita e i prestatori hanno superato nel mese scorso il rendimento del 10%. In Italia misuriamo una crescita più contenuta dei rendimenti anche se nell’ultimo mese siamo arrivati all’8% medio» (cifre relative ad un interesse lordo, che al netto restituisce comunque cifre non ipotizzabili all’interno del sistema bancario partendo dalle piccole cifre di cui può disporre il normale privato cittadino).

La fiducia è d’obbligo, perchè è parte integrante del sistema economico su cui si basa la vita di ognuno di noi. Perdere fiducia sarebbe un peccato capitale e, probabilmente, anche una distorsione logica di quella che è invece la realtà (o quantomeno quella che trapela, quella che si misura, quella di cui si ha notizia). Se però le code inizieranno ad accumularsi davanti allo sportello, o se qualche altra banca dovesse iniziare a vacillare, allora potrebbe essere consigliabile una qualche ipotesi alternativa. Perchè in questo caso non sarà l’avere i soldi sotto il materasso a far dormire sonno tranquilli.

Se vuoi aggiornamenti su O il materasso, o il social lending inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

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  • http://www.webnews.it/ Michele Costantino Soccio

    Illuminante.

  • Giovanni

    C’è anche Boober.it, realtà più piccola ma comunque solida, e i tassi sono decisamente interessanti: 10,41% medio e 16% record massimo.

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    E infatti Boober è stato citato e linkato nel pezzo. Se siamo partiti da Zopa è per la maggiore esperienza del gruppo, già attivo nel Regno Unito. Boober è una interessante realtà di cui abbiamo già anche parlato non a caso a suo tempo in occasione della nostra prima analisi sul social lending.

    Giusta segnalazione. Anzi, chi avesse esperienza con uno dei due servizi è pregato di portarne testimonianza così che si possa avere un riscontro oggettivo sull’investimento.

  • Giovanni

    Giusto Giacomo, Zopa sta facendo cose grandiose e io non mi ero accorto di Boober nell’articolo. Chiedo scusa. Se vuoi trovare gente con esperienza vai su booberwatch.forumfree.net, è il forum degli utenti di Boober.it (principalmente prestatori). Sono certo che troverai molte interessanti opinioni. Ciauz

  • Piero

    Con Zopa mi sto trovando molto bene, sono stato uno dei primi ad investire nel dicembre dello scorso anno e ormai da qualche mese i soldi si prestano con facilità e fin’ora ho avuto problemi con un solo richiedente ma mi è stato assicurato che i soldi mi saranno restituiti e se questo non dovesse accadere comunque il saldo è positivo al momento.

  • http://www.prestiamoci.it micaela

    ciao,
    è passato oltre un anno dalla pubblicazione di questo post.

    Molte cose sono cambiate e, in particolare, il primo ottobre del 2009 si è affacciata sul mercato del social lending una nuova realtà: Prestiamoci (www.prestiamoci.it).

    Questa nuova piattaforma – interamente realizzata in Italia – che consente il prestito tra persone, ha ottenuto nel 2009 l’autorizzazione a operare e nei primi tre mesi ha già raggiunto interessanti risultati.

    Andate a dare un’occhiata al sito http://www.prestiamoci.it e per qualsiasi domanda/informazione non esitate a contattarci (info@prestiamoci.it)

    A presto,
    Micaela – Prestiamoci