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Wal-Mart rimanda la morte dei suoi DRM

Dovevano spegnersi ieri i server che assicurano la riproduzione dei brani protetti da restrizioni digitali che il negozio online ha venduto dal 2003. Invece per le proteste degli utenti la data dello spegnimento è stata rimandata a tempo indeterminato

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Wal-Mart non chiuderà più i suoi server riservati ai DRM. Il più grande rivenditore “fisico” degli Stati Uniti da tempo presente anche online vuole passare alla vendita di musica senza DRM ma l’eventuale chiusura dei server avrebbe causato troppi disservizi.

Si tratta di un problema comune anche ad altri negozi online che hanno cominciato a vendere musica in un’era in cui le major non volevano sentir parlare di canzoni non protette e ora che le cose sono cambiate devono operare la transizione. Ma come anche Yahoo ha potuto sperimentare, chiudere i server DRM non è la scelta migliore.

Nonostante ormai da Febbraio Wal-Mart non venda più musica protetta da restrizioni digitali, lo stesso deve pagare per mantenere in vita il (costoso) sistema Microsoft che garantisce la riproduzione dei file WMA protetti che ha venduto dal 2003. Un costo che da tempo non è più disposta a sopportare e che può azzerare solo spegnendo i server.

Se accadesse una cosa simile, però, tutti coloro i quali hanno già acquistato presso quei negozi e che dunque possiedono tracce provviste di Digital Rights Managment dovrebbero masterizzare su CD audio la musica acquistata per poter essere sicuri di non perderla (cosa decisamente complessa nel caso di grandi collezioni).

Ad ogni modo il piano di staccare la spina ai server DRM rimane in piedi, Wal-Mart ha solo deciso di rimandarlo a una data al momento ignota. Dalla direzione della catena non mancano infatti di comunicare ai clienti che «Il nostro costumer service è a vostra disposizione ma continuiamo a raccomandarvi di fare un backup delle vostre canzoni masterizzandole su un CD audio. Solo così sarete sicuri di potervi accedere sempre anche nel futuro».

Con Wal-Mart fuori dal mucchio, ormai il conto dei music store che vendono brani protetti da DRM è sempre più esiguo e iTunes, oltre ad essere il più grande in assoluto, è l’unico che sembra non adeguarsi completamente (se non per l’eccezione dei brani iTunes Plus) essendo l’unico in cui il DRM non protegge solo chi fornisce i contenuti, ma anche chi li vende.