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Apple, nuova politica dei prezzi contro la crisi

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La crisi economica internazionale sta producendo i suoi effetti nei settori high-tech, riducendo gli ordini industriali e mettendo a dura prova i consumi privati. Per evitare una flessione, o un eccessivo rallentamento delle proprie vendite, Apple ha deciso di applicare una nuova politica dei prezzi nel mercato più importante per i PC, gli Stati Uniti, dove ha deciso di offrire alcuni modelli MacBook a un prezzo di 999 dollari.

La decisione è stata annunciata dallo stesso chief executive officer della società Steve Jobs, durante l’atteso evento svoltosi il 14 di questo mese nella sede di Cupertino, evento nel quale sono state peraltro annunciate alcune novità nella gamma di prodotti di Apple.

In seguito alle mosse della compagnia, i titoli societari hanno ceduto oltre il 5% durante la giornata di negoziazioni al Nasdaq. Probabilmente gli azionisti e gli investitori di Apple non sono stati convinti dalle nuove decisioni di Jobs & Co, e temono che la riduzione di prezzo dei MacBook sia scarsamente efficace nel sostenere i consumi in un clima di recessione.

Non tutti, però, la pensano allo stesso modo. Alcune società di analisi hanno rialzato il target price dei titoli societari (come Goldman Sachs), convinti che il taglio dei prezzi dei MacBook possa rappresentare una ghiotta opportunità per aumentare la quota di mercato di Apple nei mercati occidentali.

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