Digital.it
QR code per la pagina originale
news_c9596717b88cbebc.jpg

Chi salverà la musica?

MP3, iPod, musica. Artisti, case discografiche, musica. Quantità, qualità, musica. Innovazione, progresso, musica. Musica, musica, musica. Questo e altro in una acuta analisi di Matteo Amantia Scuderi, la voce degli Sugarfree

Gran parte del mercato della musica digitale è rappresentato dalle suonerie…
«…penso che il mercato delle suonerie è destinato a scomparire. Tra non molto tutti i cellulari saranno tanto capienti da poter tranquillamente essere in grado di supportare parecchi mp3 utilizzabili anche come suonerie».

Qual è il sentimento diffuso tra gli artisti nei confronti della pirateria e della rivoluzione digitale?
«Il sentimento comune è la tristezza, non tanto per l’illegalità riguardo i diritti e il copyright, cosa che ormai viene presa come un dato di fatto, quanto per la “brutalità” con cui un’opera (che piaccia oppure no) viene convertita in mp3, scaricata, quindi ascoltata insieme alle altre migliaia di canzoni scaricate, ed infine archiviata nella speranza di essere riascoltata esclusivamente durante una passeggiata o più probabilmente dimenticata in un archivio invisibile quanto infinito».

Internet offre realmente maggiori possibilità agli artisti emergenti, oppure le etichette hanno ancora pesantemente in mano la situazione? Cosa ne pensi di MySpace?
«Internet è innegabilmente una meravigliosa opportunità per promuovere la propria musica; l’idea di poter far ascoltare praticamente a tutto il mondo il proprio prodotto, è un vantaggio che fino a qualche anno fa era un’utopia. In particolare con MySpace, si è creata una rete virtuale artistica così ampia, da divenire una forma promozionale praticamente obbligatoria. Non dimentichiamoci però che, seppur parecchio indebolita, la discografia ricopre ancora un ruolo importante sia per la promozione e pubblicità, richiedenti una certa disponibilità economica (la parte maggiore), sia per la distribuzione del supporto fisico».

Anche gli amanuensi contestavano a Gutenberg l’idea di una stampa diffusa ed “industriale”, veloce e su carta priva di valore. Ricordare nostalgicamente il supporto fisico non è più un attaccamento al feticcio che non all’espressione artistica contenuta?
«Gli amanuensi si possono paragonare solo alle attuali macchine che duplicano CD, DVD e quant’altro. Non c’entrano, a mio avviso, con il supporto fisico e con l’opera in sé. Ma è proprio sul concetto di opera che ci si dovrebbe soffermare. Prima del ventesimo secolo la musica si poteva ascoltare esclusivamente “live” (chissà quanti concerti…), poi con la creazione del supporto fisico e del business è nato il concetto di “copia originale” che è un antitesi per definizione. Da qui in poi è rimasto tutto più o meno invariato: la ricerca della qualità (dal grammofono all’hi-fi), packaging sempre più affascinanti e accattivanti (ricordate le copertine dei dischi che si aprivano come un libro o gli Lp colorati?) e supporti per “portare” con sé la musica in giro (cassette o CD). Io credo che ogni persona che acquista (e sottolineo “acquista”) musica, voglia toccare con mano, vedere, ascoltare ciò che ha acquistato. Ma se “l’originale” costa troppo, se è quasi identico all’mp3 pirata, perché lo si dovrebbe comprare?».

Chi salverà la musica?
«Non so se la musica verrà salvata, per il concetto che ho di questa parola. Ribadisco solo che se si alzasse drasticamente la qualità del supporto originale così da creare una eccessiva differenza dall’mp3, se si aumentasse drasticamente la quantità dei contenuti speciali e se si abbassassero drasticamente i prezzi, sono sicuro che varrebbe la pena acquistare l’originale e l’mp3 potrebbe tranquillamente continuare ad esistere come “supporto portatile” e come “banco prova” prima di un eventuale acquisto».

Se vuoi aggiornamenti su Chi salverà la musica? inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

 « Pagina precedente 1 2 3 

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.c Gabriele Niola

    Incredibile che un musicista relativamente giovane abbia opinioni così passatiste.
    Da quando la musica è diventata immateriale tutti ne fruiamo di più e meglio, meglio nel senso di come vogliamo, cosa vogliamo, quando vogliamo. Abbiamo tutti a disposizione tutto e le possibilità si sono moltiplicate in maniera incredibile.
    Chi vuole una certa musica sente quella chi ne vuole altra ne sente altra.

    E se proprio vogliamo fare un discorso di chi ne viene danneggiato, semmai è chi fa una musica più superficiale e banale che senza la spinta delle major arrancherà, non chi produce la musica di qualità che ha sempre il suo bacino di appassionati.

  • laura

    credo che il suo sia stato più un discorso da cultore della musica… da purista del suono… e considerato il suo lavoro mi sembra del tutto comprensibile… no?!

  • http://www.francescomortara.it fmortara

    @gabriele: Saresti contento se tutti i tuoi articoli venissero copiati e ripubblicati su repubblica.it senza citazione ma impossessandosene pari pari?

  • http://www.francescomortara.it fmortara

    «…penso che il mercato delle suonerie è destinato a scomparire. Tra non molto tutti i cellulari saranno tanto capienti da poter tranquillamente essere in grado di supportare parecchi mp3 utilizzabili anche come suonerie».

    Dovreste dire a Matteo che quasi tutti i cellulari supportano gli MP3 come suonerie da almeno 4/5 anni…
    LOL ^_-

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.c Gabriele Niola

    fmortara, se leggi quanto ho scritto nel blog ma anche nelle news in questi anni vedrai che non mi sono mai pronunciato nemmeno una volta a favore della pirateria e non capisco perchè essere a favore della musica immateriale e dello svincolo dai supporti debba essere equiparato alla pirateria.
    Una cosa è la disponibilità di musica che il digitale offre e una cosa è la pirateria.
    Io personalmente da quando iTunes è in Italia compro solamente la musica in rete e come esce un servizio nuovo (vedi il caso Dada) lo testo sperando di avere alternative sempre migliori.

    Pensare che siamo alla morte della musica o al suo degrado perchè scompare il supporto è una visione miope che non tiene conto delle infinite porte che si aprono a fronte della chiusura di alcune piccole finestre.

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.c Gabriele Niola

    laura: L’errore secondo me qui sta nel pensare che lo stato attuale sia l’ultima evoluzione possibile.
    Non mi sembra difficile ipotizzare che in un mercato futuro e più maturo, dove il CD sia diventato una forma di veicolazione di minoranza esisteranno anche formati di musica digitale dalla qualità eccezionale. Chi vorrà comprerà quella e chi non lo vorrà prenderà la musica compressa a prezzo minore. Voglio meno, spendo meno.
    Se vogliamo è più liberticida lo stato attuale in cui sono costretto a pagare molto per una musica in qualità ottima (quella del CD) anche se non ho un impianto che mi consente di sentire la differenza e anche se non mi interesserebbe tutta questa qualità.

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Francamente anche io son rimasto perplesso di fronte al discorso del supporto. Ho voluto però interpretare la cosa non tanto come un atavico attaccamento alla tradizione (perchè nel suo discorso Matteo è chiaro: non si combatte contro i mulini a vento), quanto più come una critica verso un modello di fruizione che può dare molto al mercato e meno alla musica.

    A me è parso un approccio molto intelligente, del tipo “dove stiamo andando?”. L’innovazione ha un valore imprescindibile ed il mercato deve ancora adattarvisi. Ma le distorsioni in effetti sono sotto gli occhi di tutti. Insomma, più ci penso e meno mi è chiaro dove sia la ragione e dove il torto. Preferisco appoggiarmi ad una teoria come quella espressa nell’intervista, dove si pone un interrogativo senza la pretesa di avere una risposta in tasca. Perchè vedere nell’innovazione una risposta, ancora una volta, significherebbe confondere mezzo e fine.

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.c Gabriele Niola

    No certo l’innovazione non è la risposta ma solo una porta. Tuttavia non mi sembra da quello che ho letto che ci sia l’intenzione di attraversare la porta, di usare cioè l’innovazione come mezzo. Io ci ho letto più nostalgia e un generale pessimismo verso il futuro (proprio perchè non si combatte contro i mulini a vento).

    Se il fine è far ascoltare la propria musica credo che possiamo essere daccordo tutti che una distribuzione digitale legale, a poco prezzo (diciamo l’euro di iTunes), libera da DRM, ricevibile da dovunque si abbia una connessione e in grado di finire in qualsiasi device (dai pc, ai lettori mp3 ai cellulari) sia meglio di una distribuzione materiale, ricevibile nei negozi (se hanno il disco che ci interessa) o via posta, a prezzi maggiori e leggibile solo da alcuni device.

  • http://www.francescomortara.it fmortara

    @gabriele: ok, diciamo che cosi va meglio, ora il senso è più chiaro.
    @webnews: dovreste dire che non si può usare codice html e correggere un buggino che non aggiunge http al link se inserito senza (vedi miei commenti precedenti).

    Io penso che il formato in cui si fruisce la musica incida poco sulla qualità, certo una cassetta anni 80 è peggio di un ipod, ma quello importante è che io posso ascoltare la musica mentre corro, mentre viaggio ecc…
    Non ne farei una questione di principio, ma qui mi pare di vedere soltanto una mera volontà di proteggere degli interessi acquisiti e il proprio tornaconto economico. non che io sia favorevole alla pirateria, ci mancherebbe, ma in un periodo in cui si fatica ad arrivare a fine mese, imporre dei prezzi folli per dei CD mi pare sbagliato. Anche per chi lo fa.

  • http://www.offlimits-production.it/ braccinocorto

    Mettendo da parte il discorso tecnologico sulla ‘qualità’ e il formato del supporto, quello che trapela invece è tristezza per l’impoverimento del valore dato alla musica. Una volta il vinile, o il CD dovevi ‘sudartelo’ per averlo. E questo stesso fatto ti incentivava ad ASCOLTARE bene quello che avevi acquistato. C’era soddisfazione per aver esaudito un desiderio. Un ragazzo oggi non potrà avere un rapporto di quel tipo con la musica di un artista. Sarà “usa e getta”, tanto è gratis o quasi [il caso downlovers docet]. Un giorno se lo ritroverà sull’ipod e dirà ‘ma questo da dove viene? quando l’ho scaricato?’

  • Germana

    braccinocorto ha centrato il problema. Era questo quello che Matteo voleva dire, anzi quello che ha detto.
    E’ questo ciò che gli dà tristezza.
    A me non sembra passatista, nè mi sembra, il suo, un atteggiamento di rifiuto o di resa. Conclude con precisi suggerimenti, che non pretendono di essere l’unica soluzione possibile, ma sono proposte più che ragionevoli.

  • Gabriele Niola

    E’ un rapporto nuovo e diverso. Il che non significa peggiore.
    Stiamo rimpiangendo il vecchio senza nemmeno sapere come sia il nuovo.

  • Valentina

    non è solo rimpianto del vecchio secondo me, tanto che Matteo non denigra del tutto la nuova tecnologia, riconoscendone anche il merito tramite siti come myspace di contribuire alla sua diffusione, di contribuire alla conoscenza di gruppi, cantanti emergenti, ma è un voler rivalorizzare la cultura musicale, cosa che è diventata un po’ troppo un mordi e fuggi in quest’epoca, fatta di mp3 da scaricare, da ascoltare velocemente, distrattamente e magari poi dimenticare altrettanto in fretta…
    condivido il pensiero di Matteo che acquistare un album in originale sia tutt’altra cosa, dia un maggior valore all’album, il poter avere tra le mani il libretto delle canzoni in originale e magari prendersi anche lo spazio per sedersi sul divano e leggerlo mentre si ascolta l’album, cogliendone le varie sfumature di testo e sonore, apprezzando la sensibilita’, la poesia dell’autore nei testi…per me è un gran bel piacere!

  • Mariapia

    E’ vero, acquistare un album originale aveva un significato del tutto diverso…prima di tutto dovevo sudarmelo(ha detto bene Braccinocorto) e poi quando finalmente decidevo di ascoltarlo…non dovevano esserci interferenze…solo io e la musica…immersa completamente nella canzone e nella sensazione che riusciva a trasmettermi…come dice Valentina…cogliere sfumature di testo e sonore…leggere attentamente le parole…anche ora ricerco quelle sensazioni quando ascolto una canzone…ma purtroppo avendo meno tempo a disposizione e dovendo tenere ritmi frenetici devo accontentarmi di ascoltarla con il mio mp3 ovunque…sono d’accordo con un’altra affermazione di Braccinocorto:”Un ragazzo oggi non potrà avere un rapporto di quel tipo con la musica di un artista”…