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Jerry Yang invoca il ritorno di Microsoft

Jerry Yang invoca senza troppi giri di parole un ritorno di Microsoft: ora Yahoo è pronto a vendere, Google ha abbandonato il campo lasciando un certo rammarico, l'affare con Ballmer si può fare. Yang, però, ora ha scarso potere contrattuale

Il vantaggio per Microsoft è indubbio: il prezzo oggi sarebbe molto minore rispetto a pochi mesi prima (il valore delle azioni è caduto a causa dei noti svarioni della borsa) ed il coltello è ora completamente con il manico nelle mani di Ballmer. Yahoo, da parte sua, non può che aprirsi alla controparte lasciando aperta soltanto un’ultima alternativa: su AOL Yang non commenta e ricorda come un accordo avrebbe un suo senso compiuto.

La palla passa ora al CEO Microsoft. Una reazione immediata alle provocazioni di Yang non è scontata: Ballmer potrebbe temporeggiare per capire come si stia muovendo l’economia e soprattutto per verificare quali possano essere i reali contatti tra Yahoo ed AOL. Il tempo è sempre stato dalla parte di Redmond, fino ad ora: l’attesa ha avvicinato sempre di più Yahoo ed ha costretto Google a sbilanciarsi per fare ostruzionismo. Ora c’è un Eric Schmidt in odore di incarichi istituzionali (voce in auge fin da quando il CEO Google si è espresso pubblicamente a favore di Obama) ed uno Steve Ballmer pronto a chiudere la trattativa con Yahoo al momento più opportuno.

In borsa Yahoo ha chiuso a +4.27%, ma in giornata nuovi sussulti potrebbero riportare nuovamente in crescita il valore di azioni che, nel giro di un periodo relativamente breve, potrebbero passare di mano trovando rinnovato valore dopo il tracollo delle ultime settimane.

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  • http://n.d. Paolo

    Povero Jerry, sei rimasto solo…hai fatto molto male i tuoi calcoli…
    queste sono occasioni che capitano solo una volta nella vita.