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23andMe: tu ti sottoporresti all’esame del DNA?

I feedback alla notizia dell’esame con 23andMe si dividono in due categorie. Da una parte ci sono gli entusiasti, quelli per cui è meglio sapere per poter eventualmente agire. Inutile vivere nell’ignoranza, meglio anticipare il destino e tentare di combatterlo. Dall’altra ci sono gli scettici, quelli per cui è meglio non sapere ed accettare invece [...]

I feedback alla notizia dell’esame con 23andMe si dividono in due categorie.

Da una parte ci sono gli entusiasti, quelli per cui è meglio sapere per poter eventualmente agire. Inutile vivere nell’ignoranza, meglio anticipare il destino e tentare di combatterlo.

Dall’altra ci sono gli scettici, quelli per cui è meglio non sapere ed accettare invece cosa il destino propone. La paura di sapere è in questi casi il tema predominante, perchè si teme di rimanere investiti da un qualcosa che poi non si potrebbe combattere.

È questa, dunque, la domanda da cui occorre partire: tu ti sottoporresti allo screening del DNA per sapere cosa è possibile estrapolare dal tuo codice genetico? Preferisci cavalcare il destino o attendere che si manifesti? Non è una domanda offtopic rispetto agli argomenti soliti di questo blog, si badi bene. Perchè alla prossima puntata si ripartirà da chi per primo si è pubblicamente esposto con un’opinione molto chiara sull’argomento: Sergey Brin.

Se vuoi aggiornamenti su 23andMe: tu ti sottoporresti all’esame del DNA? inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Mich_

    E` la prima domanda che mi sono fatto leggendo il tuo articolo precedente.
    Ma poi la razionalita` ha avuto il sopravvento, e mi sono venute in testa tutte quelle domande che ho espresso nell’altro post, che sono propedeutiche, a mio parere, alla domanda stessa.
    In pratica la domanda fondamentale e` “Io lo farei? Perche?” Ma ci sono tutta una serie di obiezioni che possono guidare ad una scelta ragionata.

    E proseguo ancora con domande e ragionamenti “intermedi”.
    Io ho passato i 50. Sono in buona salute, lavoro, non bevo e non fumo. Faccio gli esami del sangue ogni due anni (il datore di lavoro me li fa fare per verificare eventuali patologie legate al lavoro).
    Se avessi patologie gravi sarebbero gia` saltate fuori (probabilmente).
    L’esame del DNA sarebbe quindi una conferma (o smentita) del mio stato di salute, e anche una verifica se l’esame stesso e` valido (sono perfido? ma io di mestiere faccio il ricercatore e pormi le domande sul metodo fa parte del mestiere).

    Allora a prescindere dal costo (che non e` un’inezia, ma che preferisco non affrontare, in questa sede) la domanda puo` trasformarsi (per me): se me lo avessero proposto 20 anni fa lo avrei fatto?

  • http://blog.webnews.it Giacomo Dotta

    Il metodo è un altro grande interrogativo che ci porremo. Infatti uno dei commenti all’approfondimento iniziale è arrivato da Monica, analista di laboratorio. Ci dice: “Un test deve essere ATTENDIBILE cioè avere elevata SENSIBILTA’ e SPECIFICITA. E’ fatto sulla saliva… Ma il prelievo è eseguito in modo corretto? Il campione mantiene la conservazione fino a quando non viene esaminato? Come viene trasportato il materiale? Deve essere messo ad una certa temperatura o può stare a temperatura ambiente?Viene imballato?”

    Da queste domande, in effetti, non si può prescindere. Vengono prima di ogni riflessione sul web o sull’etica.