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Da Italia.it a Italia.info: così rinasce il portale

In una audizione in Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera, Maria Vittoria Brambilla ha spiegato l'evolversi del progetto Italia.it, ha parlato dei costi passati, ma soprattutto ha annunciato il cambio del nome in Italia.info

Ulteriori rivelazioni sono anche relative ai costi, parametro fino ad oggi particolarmente nebuloso sul quale è mai stato possibile fare totale chiarezza. Sebbene ad oggi si fossero contati sprechi per 7 milioni di euro, la Brambilla rincara la dose spostando il livello a 10 milioni. Ulteriori approfondimenti successivi non fanno altro che ripercorrere a ritroso il percorso di Italia.it con polemica inclusa: da una parte il senatore Ciarrapico, che avrebbe voluto avere voce in capitolo nella scelta della persona destinata a guidare l’ENIT (e di conseguenza il portale Italia.info), dall’altra Maria Vittoria Brambilla, che sbandiera i diritti acquisiti da Matteo Marzocco sul campo grazie al nonno (fondatore della catena Jolly Hotel).

Il problema che in qualche modo sembra possa essere aggirato è quello delle regioni: le promesse di Stanca prima e di Rutelli poi hanno creato attese nelle istituzioni regionali che ora una sentenza della Corte Costituzionale potrebbe trasformare in un debito dello stato. Le Regioni, insomma, rimangono sul piede di guerra e sembrano pretendere, sotto qualsiasi forma, il dovuto promesso dai predecessori della Brambilla. Al tempo stesso il ministro scarica le Regioni di ogni onere: le singole organizzazioni regionali non sono in grado di portare all’organizzazione centrale le informazioni richieste entro tempi brevi, dunque il progetto dovrà trovare risorse diverse da quelle già raccolte a livello locale sui singoli portali: «Non è pensabile che le Regioni possano darci in cinque mesi tutti i dati che ci servono: non hanno questo tipo di organizzazione, quindi non ci possono aiutare, perché non ci possono seguire in termini di tempi e molto spesso non hanno le dotazioni; però, i 20 milioni ci sono».

Interessanti anche le considerazioni del ministro Brambilla circa le polemiche scoppiate online sul portale Italia.it: «anche in questi giorni io navigando su Internet ho visto molte proteste dei cittadini su questo discorso del portale… “voi avete speso un sacco di soldi”… che se la prendevano poi con la classe politica in generale, no non era una critica a questa o quell’altra persona. E quindi anche per rispondere a tutti questi cittadini io ho intenzione da quando cominceranno i lavori di fare una sorta di sito, “lavori in corso”, che sia trasparente per tutti, di volta in volta, su cosa si sta facendo, quanto si sta spendendo, cosa sta costando eccetera».

In un secondo post il blog Million Portal Bay evidenzia le contraddizioni nelle valutazioni dei calcoli del CNIPA, perchè a quanto pare con il passare degli anni le stime sul costo necessario all’implementazione del portale sono cambiate e parecchio. Chiosa con la migliore delle sentenze il post: «La televonela riparte più avvincente che mai: risorge intricata, ma già luminosa, vivida e chiara. Come l’alba. Di una nuova farsa».

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  • http://www.danieleimperi.it Daniele

    Italia.info non si può proprio sentire. Ma perché arriva sempre gente ignorante al governo???

  • Alessandro

    Perche’ sono stati votati

  • http://www.weblionsearch.com fr

    Il Governo vuole buttare altre vagonate di euro per un prodotto che ha già perso in partenza la sfida.

  • http://www.danieleimperi.it Daniele

    Sul fatto del voto non sono d’accordo. Chiunque è stato al governo ha dimostrato di non saper gestire internet né le sue risorse. Chi c’era al governo durante la prima versione del portale?

  • Daniele Brutti

    Ragazzi, basta sparare a zero prima ancora di vedere quacosa. A causa di questo masochismo siamo ancora senza niente. dalle mie parti dicono: puttosto che niente è meglio piuttosto…e poi sarà bello franceguide.com? e visto che gli altri fanno sempre meglio, l’analoga scelta della Spagna con spain.info?
    Facciamo critiche costruttive, non preconcette.

  • http://redbloggo.blogspot.com Walter Folli

    Di preconcetto non c’è nulla. L’evidenza è che abbiamo già speso vagonate di soldi per un sito e dico UN SITO. Ora se ne vogliono spendere altri… 10 milioni di euro… ma per che cosa??? Ma che razza di sito è? Fa anche i cornetti e il cappuccino quando ti colleghi?