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Ma di che stiamo a parlare

Nei giorni scorsi si era parlato della polemica FIMI/SIAE, e della diffida lanciata da quest’ultima. Poi ecco la nuova controreplica (pdf) della FIMI. Copyright? Contraffazione? Lotta alla pirateria? Ma di che stiamo a parlare… sembra esserci ben altro in ballo: Si tratta, evidentemente, di un nuovo rischio per la SIAE per le palesi conseguenze, che [...]

Nei giorni scorsi si era parlato della polemica FIMI/SIAE, e della diffida lanciata da quest’ultima. Poi ecco la nuova controreplica (pdf) della FIMI. Copyright? Contraffazione? Lotta alla pirateria? Ma di che stiamo a parlare… sembra esserci ben altro in ballo:

Si tratta, evidentemente, di un nuovo rischio per la SIAE per le palesi conseguenze, che il prevalere di una tale tesi avrebbe sul bilancio (e tutti sanno quanto in questo momento non ce ne sia bisogno) e sui livelli occupazionali (numerosi colleghi attualmente in SIAE si occupano della
materia).

È quindi una questione di estrema delicatezza
che dovrà essere seguita con costante attenzione,
mettendo in atto tutte le iniziative utili a scongiurare
l’ipotesi di abolizione dell’obbligo del bollino

Il testo (pdf) è quello del Sindacato Autonomo SIAE segnalato da Quintarelli.

Pirateria? Copyright? Musica? No, si sta parlando di occupazione e dei rischi correnti per lo status quo di una azienda che vede il suo ruolo garantito per legge. Una legge opinabile.

Se vuoi aggiornamenti su Ma di che stiamo a parlare inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Sbalky

    Dell’impiego degli impiegati non gliene frega niente a nessuno. Quando si muovono gli avvocati è per le poltrone, mai per le sedie…

  • http://www.myspace.com/qlabmusic braccinocorto

    C’è un aggiornamento a tal riguardo:
    http://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=4&open_menu=yes&id_news=7385

    A quanto pare la richiesta di FIMI è dovuta effettivamente al costo del “meccanismo” bollino. I 3 centesimi in ballo sono il costo dl bollino e dell’affrancatura. FIMI vorrebbe abolire questo vincolo per permettere maggiori economie di scala (FIMI rappresenta le major-lato discografico, non lato editoriale). I 3 cent non sono il costo del diritto d’autore, che è invece imposto ed uguale in tutta Europa ed è pari al 9.009% del PPD del supporto, ma il costo di produzione fisica ed apposizione del bollino.
    Le ragioni di SIAE sono nel link sopra. La storia sindacale dei posti di lavoro è la solita coloritura italiana.
    Le ragioni di FIMI stanno in una riduzione dei costi ed -eventualmente – centralizzazione della produzione dei CD in un solo luogo a livello europeo. Questo ad oggi vien limitato dall’apposizione del bollino: se stampo i CD in Olanda pagando regolare diritto d’autore alla società preposta in Olanda, anche quando vengono importati in Italia, per poterli mettere in commercio – nonostante il diritto d’autore sia stato pagato – devo apporre il bollino (del costo ‘netto’ di soli 3 cent a copia). Oltre ai 3 cent, c’è ovviamente tutta una burocrazia dietro…

  • Ratamusa

    La Siae vie di estorsione legalizzata e i suoi dirigenti sono terrorizzati dall’idea di doversi cercare, finalmente un lavoro diverso dallo sciacallaggio.
    Del resto se hanno cambiato il limite del pagamento d’autore (atraverso il loro uomini nel parlamento), ci sarà pure un motivo, no?